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Comunicato Stampa

7 dicembre 2016

 

Dopo la schiacciante vittoria del NO e le dimissioni del primo Ministro dobbiamo rimboccarci le maniche, tutti quanti, per ricostruire una politica capace di mettere la Costituzione al centro del dibattito politico e di restituire al Parlamento la propria dignità.

Dobbiamo lavorare per una legge elettorale che dia il giusto valore alla rappresentatività e per una legislatura che sappia partire dai bisogni del popolo italiano cancellati dal neoliberismo di un governo illegittimo.

Ringraziamo tutti i comitati territoriali ed i singoli che hanno partecipato assieme a noi per ottenere questa storica vittoria che ha visto una straordinaria partecipazione popolare.

Auspichiamo vivamente che i comitati territoriali nati per la battaglia referendaria proseguano ora la lotta per l’applicazione fattiva della Costituzione.


Genova in Comune

"Ma se ghe pensu.........vorrei una città diversa"

LEGGI L'APPELLO


La nostra lettera agli elettori

LEGGI QUA

2 DICEMBRE 2016


Fidel Castro

13 agosto 1926 -26 novembre 2016

"Per non lottare ci saranno sempre moltissimi pretesti in ogni epoca e circostanza, ma mai, senza lotta, si potrà avere la libertà"

LEGGI TUTTO


Per cambiare il 4 dicembre voto NO

di Pino Cosentino Attac

Pubblicato il 5 novembre su "Granello di Sabbia", QUA per leggere l'articolo


La svolta di Podemos

Podemos: Iglesias dopo l’alleanza con Anticapitalistas, approfondisce la svolta politica, fondandola sulla classe operaia e sulla lotta di classe. Abbandonate le tesi di Errejon sulla rappresentanza della classe media.

Pubblicato il  25 novembre 2016 su Brescia Anticapitalista

Durante un convegno a Madrid, Pablo Iglesias ha criticato la passata concezione maggioritaria in Podemos che si rivolgeva soprattutto alla “classe media”, sostenendo che la classe media non è una vera classe, ma una percezione soggettiva delle aspettative. Dobbiamo rivolgerci e organizzare le classi popolari a partire dalla classe operaia, e rilanciare la lotta di classe come motore del cambiamento.

Rivolgerci principalmente alla classe operaia è una cosa difficile, ma nulla sarà facile per chi vuol cambiare.

Inoltre ha sostenuto la fine per Podemos di ogni ipocrisia politica e culturale per il “politicamente corretto”, rivendicando il rifiuto dei parlamentari di Podemos a partecipare al minuto di silenzio per la morte della senatrice del PP Barberà , indagata per corruzione.

Dobbiamo costruire un orgoglio popolare e operaio nei quartieri e nei posti di lavoro.


E dopo il referendum?

di Lidia Menapace

Chi vince se….

vince il NO? Vincono i moltissimi comitati per il NO autonominatisi, autorganizzatisi, autofinanziatisi, che hanno suscitato interesse interrogativi impegno passione politica, rimettendo in moto cigolante e ancora un po’ artrosica la cittadinanza, il popolo sovrano, le masse non del tutto catturate da messaggi telecomandati: insomma vince una bella cosa, un principio di rinnovamento e di progresso, un cambiamento in meglio insomma. Ne sarò felicissima.

Se vince il sì? Vince una fazione che rappresenta meno di un partito, e nessun movimento, una cosa alquanto triste e anche pericolosa, non perché subito dopo verrà il nuovo fascismo, ma perché continuerà e si approfondirà una opinione sulla politica di lontananza negazione disinteresse da parte di chi non sta nella citata fazione.

So che è una analisi affrettata e più da pensiero desiderante che da prove, ma a me intanto viene così. E se per caso ci ho in qualche modo preso, vedo che dopo la vittoria del NO si apre una stagione di cose da fare e un discorso sulle forme politiche necessarie e possibili che mi incita a rimettermi al lavoro subito dopo aver dormito un giorno intero per smaltire la fatica della campagna referendaria.

Primo imperativo impegno: NON SBARACCARE I COMITATI !!!

 

24 novembre 2016


La riforma costituzionale vista da una cittadina

La riforma del titoloV

di Simonetta Astigiano

21 novembre 2016


Quell'incontro censurato tra papa Francesco e i movimenti sociali di tutto il mondo

di Vittorio Agnoletto


L'Altra Liguria al presidio USB davanti ai cancelli IREN

L'Altra Liguria, da sempre contraria alle privatizzazioni delle Aziende partecipate, invita tutti i simpatizzanti a sostenere e a partecipare lunedì 14 novembre dalle ore 8 al presidio organizzato da USB (Unione Sindacale di Base) davanti ai cancelli di Iren in via Piacenza 54.

Siamo convinti sostenitori della necessità di trovare strade alternative per sottrarre la gestione dei servizi al mercato, come 27 milioni di italiani hanno chiesto attraverso il referendum del 2011. Le privatizzazioni non hanno portato maggiore efficienza, ma hanno aumentato i profitti degli azionisti e peggiorato la situazione dei lavoratori.

Mediterranea delle Acque al 31/12/2015 ha chiuso il proprio esercizio con un utile di 47.245.185,00€. Il 75% di questo, corrispondente a 35.433.888,00€, viene distribuito come dividendo ai soci a decorrere dal 30 Maggio 2016, il restante 25% 11.811.279,00€  viene trasferito nella gestione dell’anno successivo.

Intanto le tubature esplodono lasciando interi quartieri senz'acqua ed ai lavoratori si chiedono sempre più sacrifici.

14 novembre 2016


Guido Viale

Sul discorso di Papa Francesco ai movimenti sociali


Francesco incontra i movimenti popolari

2-5 novembre 2016

Il racconto di chi c'era

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