PADANIA? UN PO’ TERRA DEI FUOCHI E UN PO’ ALABAMA 1800

di Salvatore Palidda

Pubblicato sul blog "La bottega del Barbieri" il 18 aprile 2018

Vent’anni di potere leghista e delle destre (con un po’ di ex-sinistra): la pianura padana è la regione d’Europa più inquinata e con più neo-schiavitù di immigrati razzializzati.

Decine e decine sono le notizie e anche alcune inchieste giudiziarie che mostrano in dettaglio i numerosi casi di devastante inquinamento, di neo-schiavitù e la diffusione di malattie mortali dovute al degrado sanitario e ambientale di tutta la pianura padana. Fra le ultime “novità” in materia: anche la zona del bresciano è diventata “terra dei fuochi”, cioè zona di discariche di rifiuti tossici che la criminalità (anche padana) fa arrivare lì persino dall’Australia. E’ ovvio che nella zona con più attività produttive e di servizi e con la più sviluppata agricoltura si produca più inquinamento. Ma è già da prima del disastro dell’Icmesa di Seveso che l’allerta per il pericolo di vita dei lavoratori e degli abitanti era stata data. Ricordiamoci di cos’è stata la tragedia dell’Eternit di Casalmonferrato, il petrolchimico di Marghera, le decine e decine di casi di malati e morti di amianto un po’ dappertutto, le malattie e morti di bambini per lo smog. Ma come se tutto questo e altro ancora non bastasse, accaniti nella corsa al profitto a tutti i costi le lobby e i poteri pubblici collusi hanno continuato imperterriti a permettere ogni sorta di attività che produce morte e degrado del territorio. L’immigrazione è stata una manna: piccoli, medi e grandi imprese ma anche famiglie hanno infine avuto la possibilità di disporre di servi, manodopera schiavizzabile e razzializzata appunto perché li si vuole solo schiavi e quindi senza diritti uguali ai “padani”. E non è quindi un caso che leghisti e destra ma anche ex-sinistra siano concordi nel non parlare mai del volto sporco della pianura padana che passa per essere laboriosa, super efficiente e al top del progresso europeo … Sulla pelle di chi? Degli immigrati irregolari e regolari e della popolazione che non gode di alcuna tutela rispetto ai disastri sanitari, ambientali ed economici che provocano senza sosta i dominanti locali.

E’ assai singolare che quasi nessuno ricorda questi fatti mentre si sparla di formare un nuovo governo con partiti e personaggi che sono i referenti politici dei responsabili dell’eccidio da malattie mortale da contaminazioni tossiche e della devastazione del territorio.

Il Professor Palidda presenterà il suo libro "Resistenze ai disastri sanitari, ambientali ed economici nel Mediterraneo" lunedì 11 giugno alle ore 17:30 al CAP


Comunicato

La campagna contro l'aborto inscenata dalla destra cattolica di "Citizen go" è vergognosa, e meriterebbe una denuncia per falso e diffamazione da parte di tutti coloro che, al di là della posizione sull'argomento specifico, credono che la verità non possa mai essere calpestata per affermare un principio. 

Un'affermazione come quella che l'aborto possa essere la prima causa del femminicidio nel mondo richiederebbe, come minimo, l'esplicitazione dei dati scientifici su cui si basa, ma è del tutto evidente che quei dati non possano esistere. La prima vera causa del femminicidio è proprio quella cultura patriarcale e maschilista che anima queste formazioni che si autoproclamano a difesa della vita, una cultura che vorrebbe le donne relegate al ruolo di casalinghe riproduttrici al servizio di maschi incapaci di scendere a patti con le proprie insicurezze.

 

Siamo profondamente indignati che sia possibile esporre cartelli come quello della foto senza incorrere in alcuna censura, trattandosi, in tutta evidenza, di falsità diffamanti.

 

16 maggio 2018


Petizione al/alla Presidente della Camera

Applicazione legge Seveso alle tubature che trasportano materiali pericolosi per l'ambiente

Promossa da L'Altra Liguria

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Brasile

Teresa Isenburg racconta i fatti

con la traduzione di una parte del discorso tenuto da Luiz Inácio Lula da Silva il giorno del funerale della moglie, davanti ad una folla immensa.

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TAV e Terzo Valico

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