TI RACCONTO LA FAVOLA MIA

Vivere la Valpolcevera dopo il crollo

14 OTTOBRE 2018

Siamo nuovamente al 14, un numero che forse a molti non dirà niente se non per qualche ricorrenza personale, a Genova invece è il numero del crollo.

E’ il secondo mese dalla strage dovuta al crollo del ponte Morandi e sì, siamo ancora qui, senza palchi e celebrazioni ufficiali, ma con nel cuore il dolore per la perdita di 43 vite, 43 sogni.

E’ la ricorrenza di un incubo: quello dell’incessante attesa delle persone che, sfollate dalle proprie case, aspettano di poter almeno recuperare i propri beni; di quelli che si svegliano al mattino senza poter più pensare al futuro della propria azienda o attività, ferma alle 11:36 di quel 14 agosto; di un’intera valle che, boccheggiando, cerca di trovare il modo di continuare a vivere, o a sopravvivere, per i tanti problemi che si sono ora palesati ma che già esistevano.

Siamo qui a gioire per un pezzo di strada che si riapre, consapevoli che è solo una goccia in quello che sembra un mare in tempesta, anche se qualcuno ci vuol convincere si stia calmando.

No, non si sta calmando.

No, non va tutto bene e non andrà bene per molto tempo, questo dobbiamo dircelo guardandoci in faccia.

Diciamocelo che quel decreto, atteso per oltre 50 giorni, è totalmente insufficiente, va bene, ora hanno detto che è emendabile in Parlamento, che si potranno aggiungere somme e interventi che non erano stati pensati … già, …….. non erano stati pensati, e la sensazione è che si vada un po' a tastoni.

Sulla carta sono stanziati i soldi per la costruzione del ponte, certo, anticipati dallo Stato, e nel caso in cui chi deve non paghi? Non deve costruire Autostrade, certo, ma chi lo farà? Per costruire quale ponte?

Perché c’è da chiedersi come si faccia a decidere quanto serva per la ricostruzione senza sapere se e cosa ricostruire. Chi lo dovrà decidere? Il Commissario? Autostrade? …… Le persone che vivono in questa città dovrebbero essere gli attori principali nelle scelte che verranno fatte.

Ma è un’emergenza, bisogna agire in fretta. Già, l’emergenza! Quanta paura fa questa parola,  soprattutto quando ci viene detto che ogni decisione andrà in deroga alle normative sugli appalti, e già Cantone si è pronunciato per allertare sulle possibili infiltrazioni mafiose. Qualcuno però si è anche dimenticato di informarci che, essendo stato nominato un commissario straordinario, che sarà quindi funzionario governativo, tutti gli eventuali ricorsi saranno in capo al TAR del Lazio, e non a quello della nostra città. Ricordate il porto delle nebbie? Oltre ad allontanare eventuali contenziosi dai luoghi direttamente interessati, si complicano ulteriormente le cose.

Altra preoccupazione dovremmo avere sul fatto che il Sindaco di una città metropolitana quale è Genova, con tutte le problematicità che sappiamo bene avere, sia anche il commissario per l’emergenza, che ovviamente sarà un ruolo estremamente delicato da portare avanti.

Perché se è senso comune che il fatto che sia il Sindaco a gestire questa situazione di emergenza, possa essere un vantaggio, conoscendo la città e i suoi problemi, è però altrettanto vero che entrambi i ruoli necessitino di una presenza costante e attenta, cosa che potrebbe indurre a delegare ad altri alcune funzioni.

Per inciso Genova, nella figura del suo Sindaco, è parte lesa e la controparte, al momento, è lo Stato che doveva essere il controllore delle strutture, ma se il Sindaco diventa il braccio dello Stato, come Commissario plenipotenziario, si crea un cortocircuito in cui controllore e controllato si sovrappongono, e nel caso di conflitto sarebbe chiamato a decidere il Porto delle nebbie.

Capite la portata del combinato disposto?

 

Inoltre, ci sarebbe anche da capire, (guardando al significato delle parole), se il fatto che il ponte sia crollato non porti automaticamente alla decadenza della concessione, senza che questa debba essere revocata. Da capire anche se questa decadrebbe solo per la parte direttamente interessata al crollo oppure per l’intero tratto autostradale.

Già, le concessioni.

Autostrade per l’Italia non è quotata in borsa ma lo sono le aziende a lei collegate, come Atlantia e Benneton. che guarda caso hanno tutte lo stesso amministratore delegato e che dire delle manutenzioni? Stando ai dati pubblici, dal 1982 al  1999 (anno della privatizzazione) si erano spesi in manutenzioni circa 24 milioni di euro (poco più di 1,4 mln/anno), mentre dal 1999 al 2018 sono stati spesi circa 23 mila euro l’anno.

Qualcuno dovrà fare luce su tutto questo, come dovrà fare luce anche sui mancati o inadeguati controlli da parte del Ministero competente

Certo è che per questa città non si prospettano facili riprese, dobbiamo esserne coscienti. Il crollo è dentro tutti noi, è nel tessuto sociale e in quello economico, ed è palpabile nel modo con cui affrontiamo le giornate, spesso senza neppure più la forza di andare oltre la necessità di muoversi per recarsi nei luoghi di studio e di lavoro, con lo sguardo a quei tronconi che hanno reso evidente un strappo che era già realtà per chi, da sempre, vive le tante criticità, l’abbandono, il degrado in questa periferia.

 

Antonella Marras

Danilo Zannoni

Coordinatori de L’Altra Liguria


Umanità in Movimento

23 ottobre a Pietra Ligure

A CHI CONVIENE L'IMMIGRAZIONE CLANDESTINA?


8 ottobre a Pietra Ligure


Comunicato Stampa

Domenico Lucano agli arresti domiciliari

2 ottobre 2018

“Se non state attenti i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse ed amare quelle che opprimono” Malcom X

Esprimiamo sgomento e indignazione per l’arresto del Sindaco di Riace Mimmo Lucano, simbolo di un’utopia possibile, modello di accoglienza ed integrazione. L’accusa è di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e illeciti nell’affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti. Per la sua compagna, Tesfahun Lemlem, è stato stabilito il divieto di dimora

Non entriamo nel merito delle accuse, vogliamo avere fiducia nella magistratura, ma rileviamo che questo è un paese che tollera l’evasione promettendo condoni sotto forma di “pace fiscale”, concede 80 anni in comode rate a chi utilizza illecitamente rimborsi elettorali, nulla fa per combattere corruzione e malaffare, ma poi multa chi è colpevole di povertà e sgombera chi è privo di una casa.

Da tempo il modello Riace è nel mirino della prefettura di Reggio Calabria che, dopo aver inviato ben 4 ispezioni (due con esito positivo, due che hanno rilevato alcune criticità), ha bloccato i finanziamenti (anche quelli dovuti) ai progetti di accoglienza. Stiamo parlando della Locride, zona di mafia e criminalità, difficile pensare che la prefettura non avesse altro di cui occuparsi.

Noi stiamo con Lucano, siamo lontani anni luce da questo governo che sa solo alimentare odio e intolleranza verso poveri e immigrati.

L’appuntamento è a Riace sabato 6 ottobre dalle 15 alle 21

Associazione Prima le Persone – Assemblea Permanente

Associazione L’Altra Liguria

Associazione Stella del Carmo

Casa dei Circoli, Culture e Popoli di Ceriale


Comunicato stampa

Una richiesta per aiutare le famiglie sfollate dopo il crollo del ponte

17 agosto 2018

Sabato sera come molti genovesi, abbiamo partecipato alla fiaccolata a Certosa perché era giusto stare con le persone che stanno vivendo un vero dramma e comunque stare assieme a chi in questa città vive e  il dramma lo sente comunque suo.

Non eravamo nelle prime fila, ma siamo stati indietro tra la gente che con dolore, rabbia e incredulità guardava quel deserto sotto al troncone del ponte sospeso, siamo stati avvicinati da alcune bambine che ci han fatto riflettere su una cosa che fino ad ora, impegnati a valutare quanto accaduto, seguendo tutta la gestione emergenziale, non avevamo considerato.

 

L’impatto emotivo di quello che è accaduto sui bambini e ragazzi di questa città, su tutti, perché queste bambine ci hanno fatto capire quanto sia stato doloroso e impattante sulla vita di tutti loro, ci hanno parlato di incubi e notti insonni e lacrime perché ognuno di noi così come ogni bambino e ragazzo o sopra o sotto a quel ponte ci è passato.

 

E sabato ce lo hanno confermato le bambine, ognuno si dice “potevo esserci stato io li sopra o li sotto” così come stanno facendo queste bimbe che avrebbero dovuto partecipare ad una gita poi evidentemente, per fortuna, rimandata.

 

Ci siamo quindi chiesti se non sarebbe opportuno per il rientro a scuola di tutti i bambini e ragazzi, un modello.

Un’ora settimanale per poter elaborare tutti assieme quanto ha coinvolto l’intera città in questo dramma, assistiti da esperti, psicologi, sociologi, istituzioni, che possano supportare gli insegnanti in questo difficile momento.

Perché riteniamo la scuola sia il luogo di massima aggregazione e condivisione quindi il posto deputato per non far sentire esclusi i ragazzi, coinvolgendoli in quello che dovrebbe essere anche il recupero di una serenità perduta anche a causa di inevitabili cambiamenti nella quotidianità.

Ci facciamo promotori quindi della richiesta alle amministrazioni comunali e regionali di attivarsi nei confronti del MIUR per poter predisporre un intervento coordinato nelle scuole di ogni ordine e grado.

 


Comunicato stampa

I ponti non cadono per caso

16 agosto 2018

Di fronte a tragedie come quella di Genova non possiamo che abbracciare le famiglie colpite.

Non possiamo, tuttavia, evitare di interrogarci sull’integrità delle nostre infrastrutture, sui controlli, sulle manutenzioni. Ci vorrà tempo per capire le ragioni del crollo e le relative responsabilità, ma siamo abbastanza certi che sarà difficile arrivare alla verità di fronte ad un’opera costruita negli anni ‘60, e non ci conforta l’intenzione di istituire una commissione parlamentare.

Così, al cordoglio per le tante perdite si affianca la rabbia. 

Tutti i genovesi sanno che il ponte aveva problemi, certo nessuno immaginava di questa portata, ma davvero un evento di questo tipo può accadere senza avvisaglie? Non c’erano sensori che potessero avvertire in caso di problemi? Se, come dichiarato da Autostrade S.p.A., sono stati fatti più controlli e più manutenzioni del necessario com’è possibile che il viadotto abbia ceduto in quella maniera? Davvero dobbiamo credere ad una fatalità magari causata dalle forti piogge o da un fulmine?

E’ necessario anche ascoltare le parole di chi denuncia l’aumento smisurato del traffico e dei trasporti eccezionali, quei tir da 108t, sempre più diffusi, che servono per comprimere i costi e aumentare profitti.  Se i nostri ponti non sono in grado di sopportarne il peso perché continuano a viaggiare sulle nostre strade?  Forse perché la prevenzione viene considerata un costo inutile?

Non vogliamo certo sostituirci alle autorità giudiziarie, ma ci chiediamo quanto abbia inciso in questa tragedia il calo continuo negli investimenti, quasi 24% in meno tra il 2016 e il 2017, -7,5% sulle manutenzioni.

Sono 10 i ponti crollati in Italia negli ultimi 5 anni mentre la privatizzazione del sistema autostradale garantisce profitti miliardari ai due gestori principali, Benetton e Gavio, che si spartiscono quasi il 70% dei 7.000 Km di autostrade italiane.

A chi poi strumentalizza la tragedia per dare un assist alla gronda, ricordiamo che l’opera non è stata neppure iniziata e che non sostituisce il ponte Morandi ma lo bypassa, senza uscite verso Genova. Anzi, proprio questo voler insistere sulle grandi opere ha eroso risorse da quella che dovrebbe essere l’attenzione all’esistente

 

Ci uniamo al dolore delle tante famiglie colpite dalla tragedia, al cordoglio di tutta la città, e siamo solidali con chi vive il disagio di dover abbandonare la propria casa. Chiediamo che le indagini vadano a fondo, scavando in un sistema che, ancora una volta, mostra tutta la sua inadeguatezza nel garantire la sicurezza degli abitanti, mentre è molto efficace nel garantire i profitti di pochi. Chiediamo che il ponte sia interamente ricostruito, con tecniche moderne ed in maniera adeguata a sopportare i traffici attuali. Chiediamo che si faccia un passo indietro su privatizzazioni utili per pochi.

 

Auspichiamo inoltre che i cittadini genovesi si uniscano per chiedere con forza il diritto di vivere in sicurezza e che le indagini non si fermino alla superficie. E’ importante che si vigili affinché le indagini non vengano insabbiate.

Noi saremo con loro.

 

L’Altra Liguria

Prima le Persone

 


Alla Festa Popolare di Frisolino di Nè abbiamo portato, insieme a Potere al Popolo Tigullio, alcuni contributi importanti, su sanità, conversione ecologica, agricoltura e Costituzione.

Gli atti di Luigi Fasce QUA

La relazione di Rollando su agricoltura QUA

Sanità, il neoliberismo all'opera QUA elaborato da Simonetta Astigiano

Ambiente e lavoro, una sinergia vincente QUA elaborato da Danilo Zannoni


Rccolta fondi per Riace

Il tre agosto 2018 la nostra iniziativa per far conoscere la realtà di Riace, bel progetto di accoglienza ed integrazione a cui si stanno tagliano i finanziamenti. Pochi giorni dopo la Rete dei Comuni Solidali ha lanciato una raccolta fondi.

Comunichiamo che abbiamo deciso di devolvere alla causa la metà di quanto ricavato, pari a 140€. Grazie a tutti i partecipanti che hanno permesso questo bel risultato.