Comunicato stampa

I ponti non cadono per caso

16 agosto 2018

Di fronte a tragedie come quella di Genova non possiamo che abbracciare le famiglie colpite.

Non possiamo, tuttavia, evitare di interrogarci sull’integrità delle nostre infrastrutture, sui controlli, sulle manutenzioni. Ci vorrà tempo per capire le ragioni del crollo e le relative responsabilità, ma siamo abbastanza certi che sarà difficile arrivare alla verità di fronte ad un’opera costruita negli anni ‘60, e non ci conforta l’intenzione di istituire una commissione parlamentare.

Così, al cordoglio per le tante perdite si affianca la rabbia. 

Tutti i genovesi sanno che il ponte aveva problemi, certo nessuno immaginava di questa portata, ma davvero un evento di questo tipo può accadere senza avvisaglie? Non c’erano sensori che potessero avvertire in caso di problemi? Se, come dichiarato da Autostrade S.p.A., sono stati fatti più controlli e più manutenzioni del necessario com’è possibile che il viadotto abbia ceduto in quella maniera? Davvero dobbiamo credere ad una fatalità magari causata dalle forti piogge o da un fulmine?

E’ necessario anche ascoltare le parole di chi denuncia l’aumento smisurato del traffico e dei trasporti eccezionali, quei tir da 108t, sempre più diffusi, che servono per comprimere i costi e aumentare profitti.  Se i nostri ponti non sono in grado di sopportarne il peso perché continuano a viaggiare sulle nostre strade?  Forse perché la prevenzione viene considerata un costo inutile?

Non vogliamo certo sostituirci alle autorità giudiziarie, ma ci chiediamo quanto abbia inciso in questa tragedia il calo continuo negli investimenti, quasi 24% in meno tra il 2016 e il 2017, -7,5% sulle manutenzioni.

Sono 10 i ponti crollati in Italia negli ultimi 5 anni mentre la privatizzazione del sistema autostradale garantisce profitti miliardari ai due gestori principali, Benetton e Gavio, che si spartiscono quasi il 70% dei 7.000 Km di autostrade italiane.

A chi poi strumentalizza la tragedia per dare un assist alla gronda, ricordiamo che l’opera non è stata neppure iniziata e che non sostituisce il ponte Morandi ma lo bypassa, senza uscite verso Genova. Anzi, proprio questo voler insistere sulle grandi opere ha eroso risorse da quella che dovrebbe essere l’attenzione all’esistente

 

Ci uniamo al dolore delle tante famiglie colpite dalla tragedia, al cordoglio di tutta la città, e siamo solidali con chi vive il disagio di dover abbandonare la propria casa. Chiediamo che le indagini vadano a fondo, scavando in un sistema che, ancora una volta, mostra tutta la sua inadeguatezza nel garantire la sicurezza degli abitanti, mentre è molto efficace nel garantire i profitti di pochi. Chiediamo che il ponte sia interamente ricostruito, con tecniche moderne ed in maniera adeguata a sopportare i traffici attuali. Chiediamo che si faccia un passo indietro su privatizzazioni utili per pochi.

 

Auspichiamo inoltre che i cittadini genovesi si uniscano per chiedere con forza il diritto di vivere in sicurezza e che le indagini non si fermino alla superficie. E’ importante che si vigili affinché le indagini non vengano insabbiate.

Noi saremo con loro.

 

L’Altra Liguria

Prima le Persone

 


Alla Festa Popolare di Frisolino di Nè abBiamo portato due contributi importanti, uno sulla sanità ed uno sullo conversione ecologica.

Sanità, il neoliberismo all'opera QUA elaborato da Simonetta Astigiano

Ambiente e lavoro, una sinergia vincente QUA elaborato da Danilo Zannoni


Rccolta fondi per Riace

Il tre agosto 2018 la nostra iniziativa per far conoscere la realtà di Riace, bel progetto di accoglienza ed integrazione a cui si stanno tagliano i finanziamenti. Pochi giorni dopo la Rete dei Comuni Solidali ha lanciato una raccolta fondi.

Comunichiamo che abbiamo deciso di devolvere alla causa la metà di quanto ricavato, pari a 140€. Grazie a tutti i partecipanti che hanno permesso questo bel risultato.


Comunicato Stampa

#IoStoConRiace

5 agosto 2018

Riace è un bel esempio di accoglienza ed integrazione, un paesino di 200 anime della Locride, rinato grazie alla lungimiranza del Sindaco Domenico Lucano, che ha saputo fare tesoro dei principi di solidarietà e fratellanza per rilanciare la demografia e l'economia di un paese che era destinato a morire. Riace è un CAS  ed uno SPRAR, e come tale accoglie migranti e richiedenti asilo, ma anziché dare i finanziamenti a terzi li utilizza direttamente per finanziare progetti, ristrutturare case, riaprire attività. 35€ per ciascun immigrato sono tanti e tante sono le cose che si possono fare a beneficio dell'intera comunità, i riacesi lo hanno capito ed hanno accolto gli immigrati a braccia aperte. Così il paese si è ripopolata, le botteghe hanno riaperto e sono rinate attività che ora danno lavoro a circa 80 persone.

Nessuno in Italia si è accorto di quell'esperienza straordinaria iniziata 20 anni fa finchè, nel 2016, la rivista Fortune non ha inserito Mimmo Lucano nella lista dei 50 uomini più influenti al mond,. Wim Wenders ne ha fatto un cortometraggio presentato al Festiva di Berlino, RAI Fiction ha prodotto un film mai andato in onda, insomma le luci si sono accese su una realtà fino ad allora ignorata. Ma quelle luci hanno messo in evidenza che l'Utopia è Possibile, basta il coraggio di credere nelle nostre idee, qualcosa di inammissibile nel mondo del pensiero unico, così sono iniziati i guai, tra inchieste, quattro ispezioni e ormai due anni di blocco dei finanziamenti. Oggi Riace è a rischio, e c'è da chiedersi come mai invece campi di "accoglienza" come quello di San Ferdinando a Rosarno non ricevano le stesse attenzioni ma possano continuare indisturbate ad alimentare la tratta del lavoro nero con il loro carico di dolore e miseria.

Ma la rete di solidarietà si stringe intorno a Riace ed al suo Sindaco, ora in sciopero della fame per protestare contro una palese ingiustizia. Salvini lo aveva definito uno zero ma in questi giorni tanti zero si incontrano al Riaceinfestival, organizzato dalla Rete dei Comuni Solidali (di cui no, Genova non fa parte), con la partecipazione, tra gli altri, di Padre Alex Zanotelli ed Ada Colau, Sindaco di Barcellona, parole di speranza e di resistenza.

Anche noi, nel nostro piccolo, stiamo portando in giro la storia di Riace, per farla conoscere ed apprezzare a quante più persone possibile, anche noi vogliamo esprimere solidarietà a quel piccolo paese, ai suoi abitanti, al suo Sindaco e siamo pronti a fare il possibile per salvaguardare l'Utopia Possibile di un mondo migliore.

L'Altra Liguria

Danilo Zannoni

Antonella Marras

Coordinatori

www.altraliguria.it

altraliguria@libero.it


Comunicato

Comunichiamo la nostra partecipazione al Transition Fest organizzata da ARCI in Villa Bombrini  il 5 – 6 – 7 luglio dalle ore 19.30 alle 23.30

Saremo presenti con un nostro gazebo per presentare e raccogliere le firme sulla petizione al Presidente della Camera per chiedere l'applicazione del regolamento Seveso alle infrastrutture di trasporto, e sulle leggi di iniziativa popolare sulla scuola e per togliere il pareggio di bilancio dalla Costituzione.

Vi aspettiamo!