Ricerca sanitaria e precari, la farsa della Lorenzin

di Simonetta Astigiano

15 settembre 2017


Il mercatino del recupero di Corso Quadrio

L'intervento di L'Altra Liguria presso in Municipio Valpolcevera

5 settembre 2017

Tutti sappiamo e conosciamo quanto e come sia complessa e difficile la gestione del problema relativo all'accoglienza, convivenza e solidarietà dei migranti, chi in attesa di permesso, chi in attesa di partire ecc... Lo spostamento in via Semino del mercatino di Corso Quadrio non è un semplice corollario locale di tale questione, ma un esempio di come si intenda NON risolvere il problema ma semplicemente "spostarlo un po' più in là" e non "un po' più in là" qualsiasi, ma "un pò più in là" scientemente individuato: la Valpolcevera.

Ebbene la Valpolcevera è stanca di essere considerata l'"un pò più in là" delle mancanze e inadempienze amministrative comunali genovesi.
Il progetto Chances o Sbarazzo o Mercatino delle Pulci che sta alla base del mercatino del riciclo e riuso è un bel progetto, serio, che ha già dimostrato di poter funzionare e bene, ma per migliorare sono necessari alcuni fondamentali parametri: collocazione logistica, realtà sociale, accessibilità, mobilità, trasporto, pertinenza economica ecc...
Il mercatino di Corso Quadrio è frequentato, nella quasi totalità, da persone residenti nel centro storico, vi si commercia, nella quasi totalità, tra migranti che lo praticano dove possono trasportare a mano la merce, dove le persone interessate all’acquisto possono facilmente accedere. La merce è di recupero, non di cantine di antiche e lussuose ville, ma prevalentemente recupero dai cassonetti, perchè ciò che per alcuni è superfluo per altri è vitale. Non una di queste necessità è stata considerata nella proposta dell'attuale amministrazione per lo spostamento "un pò più in là" del suddetto mercatino, rischiando così di decretare il fallimento del progetto. Del resto la questione migranti di Corso Quadrio è stato solo un mezzo di propaganda elettorale.
Se però si ascoltassero un po' di più i cittadini si saprebbe che non sono solo “mugugnoni” ma anche critici costruttivi che sanno proporre soluzioni alternative, come ad esempio la Darsena e il palazzo Hennebique, o la possibilità di coinvolgere AMIU in un progetto che consenta il recupero di quanto viene gettato, quando non abbandonato, spesso con leggerezza, dai genovesi. Ricordiamo che il riciclo dei rifiuti è una delle note dolenti per la nostra amministrazione.
Una gestione del problema attuata con superficialità, arroganza e sottovalutazione alimenta l'intolleranza ed il sospetto che ci sia una vera e propria strategia per arrivare ad un altro obiettivo, quello di rendere nuovamente illegale l'attività del mercatino con il conseguente accanimento verso gli immigrati che, oltre a cercare un minimo sostentamento, contribuiscono al riciclo e riuso di materiale che per alcuni risulta superfluo.

Ornella Ventullo per L'Altra Liguria


Io sto con Riace

La RETE DEI COMUNI SOLIDALI (RECOSOL) - ww.comunisolidali.org - ha diffuso un appello a sostegno di RIACE, un piccolo paese della Locride che rischia di veder morire il progetto di accoglienza, riconosciuto in tutto il mondo come esempio di solidarietà.   

L’anno 2017 sarà ricordato dalle tante persone, associazioni, cooperative ecc che hanno potuto conoscere in questi anni l’esperienza di Riace anche come un anno di passaggio importante per la possibile continuità del progetto di accoglienza. Un progetto nato nel 2001 quando ancora non si chiamava Sprar, ma Pna (Piano Nazionale Asilo). In questi sedici anni Riace ha saputo uscire dall’ isolamento storico di un territorio particolare come la Locride e imporsi sul piano nazionale e ultimamente internazionale diventando un vero punto di riferimento sull’ accoglienza migranti. La formula adottata è stata semplice e geniale allo stesso tempo: trasformare in positivo quello che per altri viene vissuto come un problema. Un borgo che si stava spopolando rinato grazie alla presenza dei migranti che hanno riportato vita. Scuole e servizi mantenuti aperti, attivi, grazie ai tanti bambini presenti. Una piccola economia che riprende slancio. Per fare questo sono state utilizzate formule innovative che per sedici anni sono rientrate nelle caratteristiche del progetto e anzi, sono diventate un modello: I “bonus” e le borse lavoro. 

I bonus – uno strumento locale per consentire ai migranti di usufruire di un potere di acquisto (fra gli esercenti che hanno accettato questo sistema sulla fiducia), per una dignità di scelta e autonomia e supplire così gli storici ritardi dei contributi pubblici. 

Le borse di lavoro hanno consentito di riavviare un tessuto economico e dare una risposta lavorativa a quelle famiglie di richiedenti asilo che intendevano fermarsi a Riace, costruire un futuro e un radicamento. Le botteghe artigianali del paese (ceramica, ricamo, vetro, tessitura ecce cc), sono state una risposta forte che ha permesso la coesione sociale.

Due elementi fondamentali per il progetto Riace che ora (dopo sedici anni di attività) sembra messo in discussione.  Se il suo azzeramento verrà confermato di fatto sancirà la fine e la chiusura del progetto stesso. Progetto, vogliamo ricordarlo che è stato da stimolo per tutti i progetti nati in seguito nella Locride e in Calabria, progetto che è diventato modello e copiato in tutta Italia. Progetto che ha sempre risposto di SI, alle telefonate di emergenza umanitaria della Prefettura, dove richiedevano posti di accoglienza –Qui e Ora- senza attendere carte, timbri, assegnazione… La Rete dei Comuni Solidali fin da subito è stata a fianco del sindaco di Riace, veicolando in ogni dove e con ogni mezzo il progetto “pilota” di accoglienza. Molte le iniziative organizzate fra queste il Riaceinfestival www.riaceinfestival.it per raccontare anche sul piano della comunicazione e della cultura la trasformazione avvenuta. Innumerevoli i premi i riconoscimenti, fra questi: Nel 2008 Win Wenders ha voluto girare a Riace il corto “Il Volo” Nel 2010 il sindaco di Riace per la “capacità di tenere insieme l’antico e il moderno” è stato inserito dal World Mayor Prize fra i 23 finalisti del premio come miglior sindaco del mondo, al terzo posto insieme al sindaco di Città del Messimo e Mumbai. Nel 2014 Riace è stato presentato sul sito di Al Jazzera Nel 2015 il sindaco Domenico Lucano è stato premiato a Berna dalla Fondazione per la Libertà e i diritti umani. Nel 2016 il magazine americano Fortune ha reso pubblica la classifica delle persone più influenti del mondo. Il sindaco di Riace, è stato inserito al quarantesimo posto della classifica dei 50 leader per il suo impegno in favore degli immigrati e del loro inserimento sociale. Nel 2017 è stata girata una fiction dalla Rai e dalla produzione Picomedia con Beppe Fiorello che andrà in onda a gennaio 2018 La rivoluzione che Domenico Lucano e tutti gli operatori e i riacesi che ci hanno creduto sono riusciti a portare nel piccolo paese ha una valenza enorme non solo per tutta la Calabria ma per tutta l’Italia. Non è solo un esperimento da far conoscere e moltiplicare ma una vera speranza in questa estate 2017 dove il lavoro delle Ong viene messo in discussione e dove “l’inumano” (come scrive Marco Revelli) rischia di diventare il nostro pane quotidiano, affinché: “ l’Altro sia ridotto a Cosa, indifferente, sacrificabile, o semplicemente ignorabile. Che la vita dell’altro sia destituita di valore primario e ridotta a oggetto di calcolo”.

Chiediamo dunque che venga ristabilita la priorità umana nei confronti della burocrazia. Il progetto Riace merita un futuro non solo per la comunità riacese ma per tutti noi. Ci sono strane ombre che si addensano sul progetto Riace, che non è un semplice progetto SPRAR o CAS.

Chiediamo che le ispezioni e le visite di monitoraggio vengano svolte in maniera obiettiva e serena per meglio comprendere il lavoro degli operatori. Il Sindaco è in attesa da diverso tempo di conoscere l'esito di due visite ispettive della Prefettura di Reggio Calabria che nonostante le richieste formali non sono mai arrivate.

Chiediamo, infine, al Governo Italiano e, per esso, il Ministero dell'Interno e la Prefettura di Reggio Calabria di volere confermare il sostegno finanziario fornito all'esperienza di Riace, anche con riferimento alle pratiche dei bonus e delle borse lavoro, senza delle quali gran parte di quell'esperienza è destinata a disperdersi in breve tempo. 

 

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Comunicato Stampa

Comitato savonese acqua bene comune

18 agosto 2017

Preoccupati rispetto a ciò che è successo e a ciò  che abbiamo potuto leggere e ascoltare in merito, ci rivolgiamo ai nostri sindaci, gli unici che hanno la possibilità di decidere le azioni future, per sottolineare alcuni punti riguardo alla bocciatura del 3° ATO SAVONESE, punti che chiediamo loro di ricordare quando sarà il momento di fare delle scelte relative alla gestione del servizio pubblico dell’acqua.

 

1.  L’atto di costituzione  del 3° ATO Savonese è avvenuta secondo modalità che la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittime in quanto non è possibile modificare la dimensione degli ATO con legge regionale ma occorreva intervenire con una delibera amministrativa (art. 147 del d.lgs n. 152 del 2006 e art. 3-bis d.l. 138/2011)

2.    La scelta di una dimensione territoriale di un  ATO  diversa da quella provinciale è possibile , ma solo motivando la scelta con riferimento a ragioni di diversità territoriale, socio economica e salvaguardando l’efficienza del servizio. NULLA E’ STATO PRODOTTO IN MERITO .

3.  L’ATO 2 delle Bormide è stato costituito in tempi precedenti l’entrata in vigore della legge nazionale, per questo motivo non corre alcun pericolo.

4.    La l.r. che istituisce il 3° ATO è del 23/9/2015, il ricorso della Presidenza del Consiglio è stato depositato il 26/11/2015  e l’atto di costituzione della Regione Liguria viene presentato FUORI DAI TERMINI

 

 

Ciò che ci lascia quantomeno  perplessi è come mai nessun amministratore regionale, nessun dirigente, nessun politico si sia reso conto degli errori che venivano messi in atto  (nonostante la nostra segnalazione) e come mai dopo la sentenza n. 137 6/6 - 13/7/2017 della Corte Costituzionale che dichiara l’illegittimità di quella scelta ci si ostini a volerla riproporre. Ricordiamo che l’art. 137 della Costituzione dichiara l’inappellabilità alle sentenze della Corte stessa.

 

Il Comitato Savonese Acqua Bene Comune ha acquisito in 15 anni molte competenze e difende  solo il principio che l’acqua è sinonimo di democrazia. Per questo ci permettiamo di sottoporvi ancora le nostre proposte.

 

 

1.     Noi riteniamo che gli ATO, come istituiti per legge nazionale, non siano esattamente  “ottimali” ma a quella legge ci si deve  attenere e, per non rischiare commissariamenti, è necessario che i Comuni dichiarino a breve in quale ambito intendono  essere inseriti, senza perdere ulteriore tempo e senza ricercare soluzioni fantasiose che nulla hanno a che vedere con la difesa del principio che il diritto all’acqua è un diritto umano universale, privo di rilevanza economica (come alcuni comuni della provincia hanno inserito nello Statuto).

2.   Crediamo che le due spa pubbliche - Ponente Acque e Consorzio Depurazione Acque - debbano confluire in una unica società, possibilmente una Azienda Speciale Consortile - l’unico tipo di società soggetta al diritto pubblico e non privato.

3.    Chiediamo che le amministrazioni comunali  si aprano al confronto e alla partecipazione indicendo consigli comunali aperti per informare i cittadini di quello che sta succedendo e per discutere delle scelte da farsi.

 

 

Certi che la questioni abbia una valenza rilevante per il futuro dei nostri territori e, quindi, della vostra attenzione e volontà di pubblicare sui vostri mezzi di comunicazione, inviamo cordiali saluti.

 

p. il Comitato Savonese acqua Bene Comune

 

Alberto Dressino

Roberto Melone


Comunicato Stampa

Il volto feroce delle multinazionali

Se mai ce ne fosse stato bisogno i licenziamenti di 44 lavoratori da parte di Ericsson e di 31 da parte di Eaton-Gitiesse, dimostrano come le multinazionali siano ormai totalmente prive di scrupoli e di qualunque tipo di attenzione verso i territori che le ospitano.

Particolarmente emblematico è il caso Ericsson che, il giorno dopo il trasferimento delle attività al parco tecnologico degli erzelli, nel 2012, ha tagliato 94 posti di lavoro. Da allora sono oltre 500 i lavoratori lasciati a casa, in un continuo stillicidio che, tra l'altro, sta mettendo in pericolo l'intero progetto del mai decollato parco tecnologico in cui sono stati investiti ingenti quantità di denaro pubblico.

La storia di Gitiesse non è poi tanto diversa, almeno nel volto feroce che mostra, e il licenziamento di 31 lavoratori su 54 parla di delocalizzazioni ed indisponibilità a trattare o utilizzare gli ammortizzatori sociali.

E' il mercato baby, direbbe qualcuno, ed è certamente così, è un mercato globalizzato e privo di regole che può razziare territori ed abbandonarli a piacimento, lasciando macerie, quando non aree da bonificare, e contribuisce alla macelleria sociale dei nostri tempi. Questa sì vera macelleria sociale!

In tutto questo c'è da chiedersi dove sia il potere politico, che sembra del tutto impotente di fronte a questi fatti, dimentico degli articoli 1 e 43 della nostra Costituzione che mettono il lavoro al centro e prevedono la possibilità di salvaguardare e le attività produttive di interesse generale

 

Genova, 26 luglio 2017


Comunicato stampa

Trasparenza in Comune, no al voto segreto

Genova, 13 luglio 2017

Mercoledì 13 luglio 2017 è stato convocato il primo Consiglio Comunale del Comune di Genova, che aveva all’ordine del giorno gli adempimenti funzionali all’avvio dei lavori consiliari e il giuramento del neo eletto Sindaco Marco Bucci.

Tra gli altri adempimenti era prevista anche la votazione del Presidente del Consiglio Comunale. La votazione, avvenuta a scrutinio segreto, ha decretato la vittoria di Alessio Piana della Lega Nord. Il risultato non è di per sé inatteso, ma sorprende che i voti favorevoli siano stati ben 32, cioè 8 in più rispetto al numero di consiglieri di maggioranza. Sei sono state le schede bianche e 2 le nulle. E' dunque evidente che almeno 8 voti a Piana siano arrivati da chi dovrebbe invece essere all'opposizione.

Oltre al dato, di cui possiamo, evidentemente, solo prendere atto, vogliamo stigmatizzare l'uso del voto segreto, che di fatto impedisce ai cittadini di verificare le posizioni assunte dai loro eletti. E' bene allora ricordare che, in data 31 gennaio 2017, è stata approvata la delibera di iniziativa popolare  sulla trasparenza e la partecipazione che, per diventare pienamente operativa, richiede la redazione del regolamento e della carta dei diritti civici.

A questo punto chiediamo che, tra le altre cose, sia inserito nel regolamento il voto palese su tutte le attività del Consiglio Comunale che non riguardino strettamente scelte etiche. 

Gli elettori hanno diritto di sapere come vengono rappresentati dai consiglieri a cui hanno concesso il loro voto

L'Altra Liguria

www.altraliguria.it

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Per l'ufficio stampa