8 ottobre a Pietra Ligure


Comunicato Stampa

Domenico Lucano agli arresti domiciliari

2 ottobre 2018

“Se non state attenti i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse ed amare quelle che opprimono” Malcom X

Esprimiamo sgomento e indignazione per l’arresto del Sindaco di Riace Mimmo Lucano, simbolo di un’utopia possibile, modello di accoglienza ed integrazione. L’accusa è di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e illeciti nell’affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti. Per la sua compagna, Tesfahun Lemlem, è stato stabilito il divieto di dimora

Non entriamo nel merito delle accuse, vogliamo avere fiducia nella magistratura, ma rileviamo che questo è un paese che tollera l’evasione promettendo condoni sotto forma di “pace fiscale”, concede 80 anni in comode rate a chi utilizza illecitamente rimborsi elettorali, nulla fa per combattere corruzione e malaffare, ma poi multa chi è colpevole di povertà e sgombera chi è privo di una casa.

Da tempo il modello Riace è nel mirino della prefettura di Reggio Calabria che, dopo aver inviato ben 4 ispezioni (due con esito positivo, due che hanno rilevato alcune criticità), ha bloccato i finanziamenti (anche quelli dovuti) ai progetti di accoglienza. Stiamo parlando della Locride, zona di mafia e criminalità, difficile pensare che la prefettura non avesse altro di cui occuparsi.

Noi stiamo con Lucano, siamo lontani anni luce da questo governo che sa solo alimentare odio e intolleranza verso poveri e immigrati.

L’appuntamento è a Riace sabato 6 ottobre dalle 15 alle 21

Associazione Prima le Persone – Assemblea Permanente

Associazione L’Altra Liguria

Associazione Stella del Carmo

Casa dei Circoli, Culture e Popoli di Ceriale


Comunicato stampa

Una richiesta per aiutare le famiglie sfollate dopo il crollo del ponte

17 agosto 2018

Sabato sera come molti genovesi, abbiamo partecipato alla fiaccolata a Certosa perché era giusto stare con le persone che stanno vivendo un vero dramma e comunque stare assieme a chi in questa città vive e  il dramma lo sente comunque suo.

Non eravamo nelle prime fila, ma siamo stati indietro tra la gente che con dolore, rabbia e incredulità guardava quel deserto sotto al troncone del ponte sospeso, siamo stati avvicinati da alcune bambine che ci han fatto riflettere su una cosa che fino ad ora, impegnati a valutare quanto accaduto, seguendo tutta la gestione emergenziale, non avevamo considerato.

 

L’impatto emotivo di quello che è accaduto sui bambini e ragazzi di questa città, su tutti, perché queste bambine ci hanno fatto capire quanto sia stato doloroso e impattante sulla vita di tutti loro, ci hanno parlato di incubi e notti insonni e lacrime perché ognuno di noi così come ogni bambino e ragazzo o sopra o sotto a quel ponte ci è passato.

 

E sabato ce lo hanno confermato le bambine, ognuno si dice “potevo esserci stato io li sopra o li sotto” così come stanno facendo queste bimbe che avrebbero dovuto partecipare ad una gita poi evidentemente, per fortuna, rimandata.

 

Ci siamo quindi chiesti se non sarebbe opportuno per il rientro a scuola di tutti i bambini e ragazzi, un modello.

Un’ora settimanale per poter elaborare tutti assieme quanto ha coinvolto l’intera città in questo dramma, assistiti da esperti, psicologi, sociologi, istituzioni, che possano supportare gli insegnanti in questo difficile momento.

Perché riteniamo la scuola sia il luogo di massima aggregazione e condivisione quindi il posto deputato per non far sentire esclusi i ragazzi, coinvolgendoli in quello che dovrebbe essere anche il recupero di una serenità perduta anche a causa di inevitabili cambiamenti nella quotidianità.

Ci facciamo promotori quindi della richiesta alle amministrazioni comunali e regionali di attivarsi nei confronti del MIUR per poter predisporre un intervento coordinato nelle scuole di ogni ordine e grado.

 


Comunicato stampa

I ponti non cadono per caso

16 agosto 2018

Di fronte a tragedie come quella di Genova non possiamo che abbracciare le famiglie colpite.

Non possiamo, tuttavia, evitare di interrogarci sull’integrità delle nostre infrastrutture, sui controlli, sulle manutenzioni. Ci vorrà tempo per capire le ragioni del crollo e le relative responsabilità, ma siamo abbastanza certi che sarà difficile arrivare alla verità di fronte ad un’opera costruita negli anni ‘60, e non ci conforta l’intenzione di istituire una commissione parlamentare.

Così, al cordoglio per le tante perdite si affianca la rabbia. 

Tutti i genovesi sanno che il ponte aveva problemi, certo nessuno immaginava di questa portata, ma davvero un evento di questo tipo può accadere senza avvisaglie? Non c’erano sensori che potessero avvertire in caso di problemi? Se, come dichiarato da Autostrade S.p.A., sono stati fatti più controlli e più manutenzioni del necessario com’è possibile che il viadotto abbia ceduto in quella maniera? Davvero dobbiamo credere ad una fatalità magari causata dalle forti piogge o da un fulmine?

E’ necessario anche ascoltare le parole di chi denuncia l’aumento smisurato del traffico e dei trasporti eccezionali, quei tir da 108t, sempre più diffusi, che servono per comprimere i costi e aumentare profitti.  Se i nostri ponti non sono in grado di sopportarne il peso perché continuano a viaggiare sulle nostre strade?  Forse perché la prevenzione viene considerata un costo inutile?

Non vogliamo certo sostituirci alle autorità giudiziarie, ma ci chiediamo quanto abbia inciso in questa tragedia il calo continuo negli investimenti, quasi 24% in meno tra il 2016 e il 2017, -7,5% sulle manutenzioni.

Sono 10 i ponti crollati in Italia negli ultimi 5 anni mentre la privatizzazione del sistema autostradale garantisce profitti miliardari ai due gestori principali, Benetton e Gavio, che si spartiscono quasi il 70% dei 7.000 Km di autostrade italiane.

A chi poi strumentalizza la tragedia per dare un assist alla gronda, ricordiamo che l’opera non è stata neppure iniziata e che non sostituisce il ponte Morandi ma lo bypassa, senza uscite verso Genova. Anzi, proprio questo voler insistere sulle grandi opere ha eroso risorse da quella che dovrebbe essere l’attenzione all’esistente

 

Ci uniamo al dolore delle tante famiglie colpite dalla tragedia, al cordoglio di tutta la città, e siamo solidali con chi vive il disagio di dover abbandonare la propria casa. Chiediamo che le indagini vadano a fondo, scavando in un sistema che, ancora una volta, mostra tutta la sua inadeguatezza nel garantire la sicurezza degli abitanti, mentre è molto efficace nel garantire i profitti di pochi. Chiediamo che il ponte sia interamente ricostruito, con tecniche moderne ed in maniera adeguata a sopportare i traffici attuali. Chiediamo che si faccia un passo indietro su privatizzazioni utili per pochi.

 

Auspichiamo inoltre che i cittadini genovesi si uniscano per chiedere con forza il diritto di vivere in sicurezza e che le indagini non si fermino alla superficie. E’ importante che si vigili affinché le indagini non vengano insabbiate.

Noi saremo con loro.

 

L’Altra Liguria

Prima le Persone

 


Alla Festa Popolare di Frisolino di Nè abbiamo portato, insieme a Potere al Popolo Tigullio, alcuni contributi importanti, su sanità, conversione ecologica, agricoltura e Costituzione.

Gli atti di Luigi Fasce QUA

La relazione di Rollando su agricoltura QUA

Sanità, il neoliberismo all'opera QUA elaborato da Simonetta Astigiano

Ambiente e lavoro, una sinergia vincente QUA elaborato da Danilo Zannoni


Rccolta fondi per Riace

Il tre agosto 2018 la nostra iniziativa per far conoscere la realtà di Riace, bel progetto di accoglienza ed integrazione a cui si stanno tagliano i finanziamenti. Pochi giorni dopo la Rete dei Comuni Solidali ha lanciato una raccolta fondi.

Comunichiamo che abbiamo deciso di devolvere alla causa la metà di quanto ricavato, pari a 140€. Grazie a tutti i partecipanti che hanno permesso questo bel risultato.


Comunicato Stampa

#IoStoConRiace

5 agosto 2018

Riace è un bel esempio di accoglienza ed integrazione, un paesino di 200 anime della Locride, rinato grazie alla lungimiranza del Sindaco Domenico Lucano, che ha saputo fare tesoro dei principi di solidarietà e fratellanza per rilanciare la demografia e l'economia di un paese che era destinato a morire. Riace è un CAS  ed uno SPRAR, e come tale accoglie migranti e richiedenti asilo, ma anziché dare i finanziamenti a terzi li utilizza direttamente per finanziare progetti, ristrutturare case, riaprire attività. 35€ per ciascun immigrato sono tanti e tante sono le cose che si possono fare a beneficio dell'intera comunità, i riacesi lo hanno capito ed hanno accolto gli immigrati a braccia aperte. Così il paese si è ripopolata, le botteghe hanno riaperto e sono rinate attività che ora danno lavoro a circa 80 persone.

Nessuno in Italia si è accorto di quell'esperienza straordinaria iniziata 20 anni fa finchè, nel 2016, la rivista Fortune non ha inserito Mimmo Lucano nella lista dei 50 uomini più influenti al mond,. Wim Wenders ne ha fatto un cortometraggio presentato al Festiva di Berlino, RAI Fiction ha prodotto un film mai andato in onda, insomma le luci si sono accese su una realtà fino ad allora ignorata. Ma quelle luci hanno messo in evidenza che l'Utopia è Possibile, basta il coraggio di credere nelle nostre idee, qualcosa di inammissibile nel mondo del pensiero unico, così sono iniziati i guai, tra inchieste, quattro ispezioni e ormai due anni di blocco dei finanziamenti. Oggi Riace è a rischio, e c'è da chiedersi come mai invece campi di "accoglienza" come quello di San Ferdinando a Rosarno non ricevano le stesse attenzioni ma possano continuare indisturbate ad alimentare la tratta del lavoro nero con il loro carico di dolore e miseria.

Ma la rete di solidarietà si stringe intorno a Riace ed al suo Sindaco, ora in sciopero della fame per protestare contro una palese ingiustizia. Salvini lo aveva definito uno zero ma in questi giorni tanti zero si incontrano al Riaceinfestival, organizzato dalla Rete dei Comuni Solidali (di cui no, Genova non fa parte), con la partecipazione, tra gli altri, di Padre Alex Zanotelli ed Ada Colau, Sindaco di Barcellona, parole di speranza e di resistenza.

Anche noi, nel nostro piccolo, stiamo portando in giro la storia di Riace, per farla conoscere ed apprezzare a quante più persone possibile, anche noi vogliamo esprimere solidarietà a quel piccolo paese, ai suoi abitanti, al suo Sindaco e siamo pronti a fare il possibile per salvaguardare l'Utopia Possibile di un mondo migliore.

L'Altra Liguria

Danilo Zannoni

Antonella Marras

Coordinatori

www.altraliguria.it

altraliguria@libero.it