Petizione al/alla Presidente della Camera

Applicazione legge Seveso alle tubature che trasportano materiali pericolosi per l'ambiente

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Brasile

Teresa Isenburg racconta i fatti

con la traduzione di una parte del discorso tenuto da Luiz Inácio Lula da Silva il giorno del funerale della moglie, davanti ad una folla immensa.

9 aprile 2018


Comunicato stampa

L'Associazione L’Altra Liguria aderisce alla manifestazione, organizzata dalla cittadinanza di Cornigliano, che si terrà sabato 7 aprile, per protestare contro l'ipotesi di trasferimento nell'area ex ILVA del Petrolchimico.

Siamo consapevoli dei problemi che attanagliano la zona di Multedo, ma spostarli qualche chilometro più in là, creando disagio in un altro quartiere altrettanto problematico perché sede di attività produttive altamente inquinanti, non può essere una soluzione.

La nostra Associazione ritiene che la conversione ecologica dell'economia sia necessaria e non più prorogabile, e che questa passi inevitabilmente dal graduale abbandono delle fonti fossili. Prima di programmare lo spostamento di aziende a rischio incidente rilevante (RIR) da una parte all'altra della città, ma sempre in zone abitate, pensiamo che occorra definire l'idea complessiva di città che si vuole sviluppare, e fare una valutazione attenta dei costi/benefici, di impatto ambientale e sulla salute. La città che sogniamo è più vivibile e meno inquinata, una città in cui non ci sia posto per attività ambientalmente incompatibili.  

Ci chiediamo inoltre, visti i precedenti (vedi Fegino), quali garanzie ci siano di una bonifica attenta, puntuale e veloce delle aree che verrebbero liberate, e quale sarebbe poi il destino di tali spazi. Si lasceranno, come sempre accade, alla speculazione edilizia (solitamente mascherata come valorizzazione) con tanto di  "risarcimento" per la popolazione con gli oneri di urbanizzazione?

Si rinunci ad ipotesi di spostamento e si inizi a pensare ad un  progetto di riconversione delle attività produttive che consenta il mantenimento dei livelli occupazionali.

 

Genova, 6 aprile 2018


Comunicato stampa

Apprendiamo che dal 1 maggio 2018 entrerà in vigore la determina di giunta comunale che ridimensiona il ruolo dei Municipi.

 Gli atti, che venivano fino ad oggi firmati dal Segretario Generale di ogni Municipio, dovranno passare al vaglio della Direzione Centrale “Governo e sicurezza dei territori municipali .

Peraltro il segretario generale dei Municipio conserva comunque il suo ruolo, non si tratta quindi di un’azione che va verso una riduzione dei costi, ma solo verso la centralizzazione delle scelte.

Le materie sono ampie, praticamente tutte quelle sulle quali i Municipi, già spogliati della possibilità di essere un presidio vicino alle persone che vi vivono anche a causa degli scarsi trasferimenti di fondi, potevano prendere decisioni, ossia quelle in merito a sicurezza, vivibilità e riqualificazione urbana dei territori. 

C’è da chiedersi che fine abbia fatto la politica di decentramento delle funzioni che permetterebbe a questi importanti presidi territoriali di stabilire un collegamento importante tra gli abitanti e le amministrazioni centrali sempre più slegate e lontane dalle reali problematiche e necessità delle persone. 

La nostra Associazione è contraria all’accentramento delle funzioni implicita nella determina e rigetta il metodo decisionista, che taglia fuori il consiglio comunale. 

Riteniamo che il decentramento sia un valore da rafforzare dando, al contrario, maggiore autonomia e più fondi ai Municipi.

 

Genova 31 Marzo 2018


TAV e Terzo Valico

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Comunicato Stampa

giovedì 15 marzo 2018

L’Assessore alla sicurezza Garassino, dopo aver dichiarato che avrebbe preso a calci gli immigrati che fossero stati trovati a questuare, ora ha deciso di multare con 200€ chi fosse sorpreso a rovistare nei cassonetti della spazzatura. La norma “sarà applicata con riguardo verso gli indigenti, ma chi rovista butta cibo a terra attirando i ratti”.

Ecco così che trova compimento il decreto Minnitisul decoro urbano che, evidentemente, la giunta genovese, di destra, interpreta come esigenza di nascondere povertà e degrado sociale sotto il tappeto dell’ipocrisia.

Noi ci permettiamo di suggerire all’Assessore alcuni provvedimenti alternativi: se ci fosse una raccolta differenziata porta a porta, che comprendesse l’umido, i cassonetti non sarebbero più un problema, e se il Comune favorisse la raccolta del cibo che viene gettato in quantità massicce dalla grande distribuzione, per distribuirlo alle famiglie bisognose, avremmo meno persone che lo recuperano dai bidoni. Per farlo si potrebbero, ad esempio, fare dei bandi appositi per la gestione dei tanti locali vuoti, come quelli sequestrati alle mafie. Certo poi sarebbe anche utile che si finanziassero le attività di volontariato sociale, anziché tagliare i fondi. Insomma, se si combattessero le diseguaglianze e la povertà questi "problemi" si risolverebbero da soli.

Le alternative ci sono, basta volerle