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Comunicato Stampa

21 aprile 2017

L'Associazione L'Altra Liguria sosterrà la Lista Civica Chiamami Genova partecipando attivamente alla sua costruzione

L'Assemblea dei soci de L'Altra Liguria ha deciso di dare il proprio sostegno alla lista civica Chiamami Genova per le prossime elezioni comunali.

 

Pur consapevoli delle criticità del progetto, dovute anche a difficoltà organizzative ed alla scarsità del tempo a disposizione, si ritiene che la lista sia l'unica in grado di poter rappresentare l'esigenza diffusa di un cambiamento che nasca dalla netta contrapposizione al sistema dominante, presentato come l'unico possibile.

Daremo il nostro contributo, partecipando a tavoli ed assemblee e rappresentando le nostre richieste programmatiche, tra queste una presa di posizione netta a difesa dei beni comuni e contro grandi opere e privatizzazioni, l'individuazione di strumenti concreti di partecipazione dei cittadini alla vita politica della città.

Faremo anche le nostre proposte sulle candidature ed entreremo nel merito dei criteri di selezione, valuteremo inoltre il sostegno a candidati rappresentativi delle lotte che abbiamo affiancato in questi anni di attività.


Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua

Comitato provinciale Acqua Pubblica Torino

IREN mira a diventare la Multiservizi del NORD Ovest

Dopo ATENA di Vercelli ora tenta di mettere le mani su AMIU di Genova e ACAM di La Spezia

 

È un altro tassello della politica governativa che vuole spartire il mercato italiano dei servizi pubblici locali fra 4 grandi società Multiservizi , assegnando a IREN il Nord Ovest . Un piano che, tramite  fusioni e aggregazioni,  comporterà la definitiva consegna dei beni comuni ai capitali finanziari. L'annuncio di questa tendenza fu esplicitamente auspicato già nell'assemblea che deliberò la fusione di Iride in Iren da parte del rappresentante di un socio finanziario estero . Tendenza che a Torino è stata pubblicamente sostenuta anche dall’amministrazione Fassino.

Ma lungi dal creare valore in quelle aziende, la finanza speculativa se ne impadronisce a danno della Città, degli utenti, dei lavoratori dipendenti dalle aziende stesse.

D’altra parte IREN ha bisogno come il pane dei rifiuti di Genova per assicurarsi un aumento della “produttività” del suo inceneritore del Gerbido (Torino).

Più rifiuti = più fatturato = più profitti e dividendi per la proprietà.

E l’esatto contrario della politica ambientale che noi sosteniamo,  fondata sulla riduzione dei rifiuti e sul loro recupero.

La stessa maggioranza comunale di  Genova è spaccata e per ben due volte ha bocciato il progetto di aggregazione IREN-AMIU.  Il Sindaco uscente  però non demorde e ripresenta  per la terza volta al Consiglio comunale la delibera di aggregazione IREN-AMIU per il 27 aprile prossimo,  tre giorni prima della sua decadenza - l’11 giugno  a Genova si voterà per il rinnovo del Consiglio comunale - e mettere così la nuova maggioranza di fronte al fatto compiuto. Si parla di tentativi in atto di conquistare il consenso di qualche consigliere finora riluttante con la promessa di qualche candidatura (o di una futura poltrona).

 

La città di Genova

sta esprimendo un  forte movimento di opposizione alla cessione di AMIU a IREN.

Ne condividiamo tutte le ragioni e 

considerato che la Città di Torino detiene il ancora il 18% di IREN

invitiamo il Consiglio comunale di Torino a chiedere a IREN di cambiare rotta perché

*   è necessario dare seguito alla volontà popolare espressa con il referendum del 2011 e quindi sottrarre i servizi pubblici alle logiche di mercato e di profitto,

*   la dimensione territoriale ampia della multiservizi diluisce ulteriormente il controllo da parte dell'ente locale,

*   l’unico ruolo in cui verrebbe esaltata la funzione dell'ente locale  è quella di azionista interessato  esclusivamente all’incasso dei dividendi e al valore del titolo,

*   in un momento come questo, trasformare una realtà di produzione di servizi in un luogo di “creazione di valore”, come ripetutamente affermato dai propugnatori di questa ipotesi, ha effetti nefasti anche in termini economici generali (riduzione dell’occupazione, dilazione degli investimenti e aumenti tariffari che aggravano anziché contrastare la crisi economica),

*  la Multiservizi diventa un’azienda estranea alle città interessate, che espropria i consigli comunali dei loro poteri e allontana le decisioni dal controllo democratico.

 

Oggi serve una gestione dei servizi prossima ai cittadini e alle amministrazioni locali, per garantirne la trasparenza e la partecipazione alla gestione.

 

Torino,  12 aprile 2016


Peppe Sini del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo  scrive al Presidente Gentiloni

vorrei invitare lei e il governo a riconsiderare e recedere dalle misure adottate con il recente decreto cosiddetto Minniti approvato dal Parlamento attraverso un voto di fiducia di entrambe le Camere.

Con quel decreto infatti si introducono nell'ordinamento giuridico italiano - e in un ambito di importanza cruciale - alcuni elementi propri di un regime di apartheid.

Orbene, l'Italia è una repubblica democratica, e una repubblica democratica è del tutto incompatibile con l'apartheid, ovvero con l'istituzionalizzazione della diseguaglianza di diritti tra le persone in considerazione della loro origine etnica e provenienza territoriale: l'apartheid è il razzismo eretto a sistema politico, l'apartheid è un crimine contro l'umanità.

Nel nostro paese negli scorsi decenni già molte gravi violazioni dei diritti umani sono state commesse da governi esplicitamente composti da forze politiche filomafiose, razziste e neofasciste: con l'antilegge Bossi-Fini e con il famigerato "pacchetto sicurezza" in particolare, ma non solo; decisioni feroci che sono costate - e costano tuttora - sofferenze infinite a milioni e milioni di persone innocenti.

Ma il governo che lei presiede invece di abrogare quelle insensate crudeli misure apportatrici di sciagurate violenze tragicamente sta facendo un passo ulteriore lungo la china che porta alla barbarie: giacché non solo intende realizzare nuovi campi di concentramento, non solo intende intensificare le deportazioni, ma addirittura crea tribunali speciali e nega alle persone migranti qui giunte fondamentali garanzie giuridiche: istituendo un antidiritto fondato sulla discriminazione etnica.

Così si crea un regime di apartheid.

Non credo che lei e i suoi ministri (ed i parlamentari che vi hanno rinnovato la fiducia pur sapendo che così avallavano quelle specifiche misure) vi siate resi conto di ciò che state facendo, ma ciò che state facendo è esattamente questo.

*

Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri,

verrei meno a un fondamentale dovere di cittadino e di essere umano se non mi adoperassi per tentare di persuaderla e persuadervi a recedere da quella decisione al più presto.

Ed in assenza di una vostra tempestiva resipiscenza non resterebbe che adire tutte le vie legali e tutte le forme nonviolente d'impegno civile per contrastare l'instaurazione in Italia di un regime di apartheid; ovvero per difendere la legalità costituzionale e i diritti umani nel nostro paese già profondamente vulnerati.

Ho scritto questa lettera nella forma più breve, molte argomentazioni avrei potuto aggiungere ma la sostanza è tutta qui: che le misure previste nel decreto testé avallato dalle Camere violano lo stato di diritto, la costituzione repubblicana, la democrazia e i diritti umani; che quelle misure introducono nel nostro paese sostanziali elementi di apartheid.

Vogliate pensare al male che esse provocheranno a innumerevoli innocenti.

Vogliate pensare al male che esse faranno al nostro paese.

Vogliate pensare alle vostre stesse coscienze.

Tornate indietro.

 

L'apartheid è un crimine contro l'umanità.

 

12 Aprile 2017


Comunicato Stampa

A proposito di salute e di uguaglianza.

7 aprile 2017

L'Associazione L'Altra Liguria aderisce alla giornata europea per la difesa della sanità pubblica, indetta per il prossimo 7 aprile.

 

L'art. 32 della Costituzione italiana impegna tutti gli organi dello Stato a tutelare la salute “come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, garantendo cure gratuite agli indigenti.

Il Sistema Sanitario pubblico italiano è riconosciuto come uno dei migliori al mondo, ma il suo principio fondante, l'universalità dell'assistenza stabilito con la riforma del 1978, è sotto attacco da molti anni a causa di scelte politiche che, attraverso continui tagli ai finanziamenti, stanno depotenziando il sistema pubblico a favore di strutture private. La Liguria non è certo esente da questo andamento che ha subito una netta accelerazione con la giunta Toti, che si è posta come obiettivo di raggiungere il 15% di strutture sanitarie private in convenzione, e lo sta perseguendo smantellando eccellenze ed accentrando le decisioni.

L'indebolimento del SSN è motivato da necessità di bilancio, a cui sottostà ormai qualunque scelta, ma l'Italia spende in sanità, soprattutto in prevenzione, meno degli altri paesi europei, e nel 2016 undici milioni di italiani hanno rinunciato alle cure a causa di difficoltà economiche erano 2 milioni in meno nel 2012.

Occorre arrestare i tagli al sistema sanitario pubblico, e riaffermare quanto stabilito dalla legge 883/1978 che garantisce "promozione, mantenimento, e recupero della salute fisica e psichica di tutta la popolazione senza distinzioni di condizioni individuali o sociali e secondo modalità che garantiscano l'uguaglianza dei cittadini".

Dobbiamo contrastare il tentativo di trasformare il SSN, fondato sul diritto alla salute, in un sistema fondato su assicurazioni private e sulla privatizzazione delle cure e della medicina, trasformazione favorita anche da recenti rinnovi contrattuali che prevedono l'inserimento di welfare aziendale. Per questo è importante creare un vasto fronte di opposizione, e per questo aderiamo alla giornata mondiale della salute.

 

Per Ufficio Stampa L'Altra Liguria


Comunicato Stampa Genova in Comune

Una triste storia si è consumata oggi nella Sala Rossa del Comune di Genova.

31 marzo 2017

La giunta ha pervicacemente tentato di difendere una delibera indifendibile- quella dell'acquisto di AMIU da parte di IREN- già cassata dal consiglio e comunque riproposta con minime variazioni.

Già la pervicacia, per usare un pleonasmo, dimostrata nel ripresentare la delibera era sospetta, ma le ultime dichiarazioni del Sindaco, che aveva detto: se non passa la delibera mi dimetto; rimandano in sedicesimo ad uno più grande di lui (il Matteo Mannaro), ma infinitamente più piccolo di noi, intesi come cittadini o popolo se volete.

Bene il Matteo ha almeno avuto il coraggio di dimettersi, Doria no, vantando di aver portato a Genova, tramite Matteo, milioni di euro.

Con questo comunicato noi vogliamo ringraziare la quantità donne e uomini, di cittadini che si sono opposti con tutte le loro forze ad una delibera iniqua e penalizzante per la città ed i suoi abitanti, che sottraendo tempo e forze al loro vivere quotidiano hanno lottato, volantinato, informato e con la loro presenza in aula e nelle piazze hanno dato forza ai pochi consiglieri dalla schiena dritta che si sono battuti per il bene della città.

Grazie ai (pochi) sindacati che hanno supportato questa lotta, grazie ai (pochi) lavoratori di Amiu che si sono spesi, grazie ai (non pochi) consiglieri che si sono opposti al saccheggio di un bene comune, grazie alle associazioni che hanno fatto il possibile per studiare il problema e proporre soluzioni alternative e praticabili.

Grazie anche ai voltagabbana che per un posticino nelle liste del PD si sono venduti, grazie per esservi palesati, fra poco ci saranno le elezioni e speriamo che la città non dimentichi che state dalla parte dei neoliberisti e di chi vuole svendere, per un piatto di lenticchie, il bene che è di tutti.

La delibera sarà ripresentata fra 15 giorni: la mala pianta è dura a morire.

Fra 15 giorni dovremo essere moltitudine per riaffermare ancora che i beni comuni sono dei cittadini e non degli speculatori.


AGGREGAZIONE AMIU-IREN

i tanti motivi del nostro NO

Documenti, comunicati, volantini, per una scelta informata e consapevole

Clicca QUA per leggere i documenti e gli approfondimenti aggiornati al 27 marzo 2017



Daniela Pongiglione, consigliera comunale "Noi per Savona"


I consiglieri comunali di Progetto Altra Zuccarello

Antonio Bruno, consigliere comunale FdS - Genova


Il bilancio del Comune di Genova

 Documenti consultabili e scaricabili 

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