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E' indetta l'assemblea dei soci per il giorno 15 dicembre al CAP, in via Albertazzi 3r Genova, dalle ore 9:30 alle 13



NoTAV o barbarie

di Guido Viale

7 dicembre 2018

Un nuovo illuminante articolo da leggere e diffondere

"La dittatura dell’ignoranza è il titolo di un libro in versi di Giancarlo Majorino che ho preso in prestito alcuni anni fa per designare il “liberismo” o “neoliberismo” del giorno d’oggi"

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Left candida il comune di Riace al premio Nobel per la Pace

L'Altra Liguria, membro di Re.Co.Sol. aderisce e sostiene l'iniziativa.

7 dicembre 2018

Siamo una rete di organizzazioni della società civile, Ong e Comuni che vogliono promuovere una Campagna a favore dell’assegnazione del premio Nobel per la pace 2019 a Riace, il piccolo Comune calabrese che invece di rinchiudere i rifugiati in campi profughi li ha integrati nella sua vita di tutti i giorni. Riace è conosciuta in tutta Europa per il suo modello innovativo di accoglienza e di inclusione dei rifugiati che ha ridato vita ad un territorio quasi spopolato a causa dell’emigrazione e della endemica mancanza di lavoro. Le case abbandonate sono state restaurate utilizzando fondi regionali, sono stati aperti numerosi laboratori artigianali e sono state avviate molte altre attività che hanno creato lavoro sia per i rifugiati che per i residenti. 

Nel 2018 il Sindaco di Riace, Domenico Lucano, è stato arrestato, poi rilasciato, sospeso dalla carica e infine esiliato dal Comune con un provvedimento di divieto di dimora per “impedire la reiterazione del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. Un provvedimento che rappresenta un gesto politico preceduto dal blocco nel 2016 dell’erogazione dei fondi destinati al programma di accoglienza e inserimento degli immigrati, che lasciò Riace in condizioni precarie.

Gli atti giudiziari intrapresi nei confronti del Sindaco Lucano appaiono essere un chiaro tentativo di porre fine ad una esperienza che contrasta chiaramente con le attività dei Governi che si oppongono all’accoglienza e all’inclusione dei rifugiati e mostrano tolleranza in casi di attività fraudolente messe in atto nei centri di accoglienza di tutta Italia e in una Regione dove il crimine organizzato – non di rado – opera impunemente.

Supportare la nomina del Comune di Riace per il Nobel della pace è un atto di impegno civile e un orizzonte di convivenza per la stessa Europa.

 

Il sito per aderire QUA

 



I cambiamenti climatici e lo spazio vitale

di Guido Viale

4 dicembre 2018

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Umanità in movimento

8 ottobre, 13 e 20 novembre a Pietra Ligure

Tre  giorni di immagini, dibattiti, confronti sul tema dell'immigrazione.  Organizzati, con il patrocinio del Comune di Pietra Ligure, da L'Altra Liguria, Stella del Carmo, Casa dei Circoli della Cultura e dei Popoli, I.So.La. e Forum BLD, con la collaborazione di Libera.

I VIDEO

"In viaggio verso un sogno"

"Territori accoglienti"

"A chi conviene l'immigrazione clandestina?"



Dove sta il conflitto

di Guido Viale

20 novembre 2018

Nelle fotografie della marcia di migliaia di honduregni verso gli Stati Uniti è difficile non riconoscere il Quarto stato di Pelizza da Volpedo attualizzato; e non vedere in quel loro presentarsi disarmati e affamati a una frontiera blindata non solo la disperazione, ma anche la convinzione che la Terra è di tutti; e la rivendicazione di ripartire tra tutti i beni che i signori della globalizzazione rubano al loro paese, costringendoli a lasciarlo.

 

QUA


PRIVATIZZAZIONI/DISMISSIONI

IL PROGRAMMA ECONOMICO DEL GOVERNO “GIALLO/BRUNO” PER SALVARE L’ITALIA…

di Umberto Franchi

19 novembre 2018

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La lettera

13 novembre 2018

“Case nel verde e piscine a Fegino, il progetto fa sognare gli sfollati”, questo il titolo dell’articolo di domenica 11 novembre su Il Secolo XIX, firmato da Emanuele Schenone ( http://m.ilsecoloxix.it/p/genova/2018/11/11/ADF9BeWC-sfollati_piscina_progetto.shtml).

L’articolo si riferisce al progetto che alcuni studi di architettura hanno elaborato intorno alla villa storica Spinola Parodi e presentato al comitato degli sfollati di via Porro.

Da quando è caduto il viadotto Morandi, architetti di varie parti d’Italia si sono prodigati a produrre progetti mirati alla ricostruzione del ponte, e questo rappresenta una novità, proponendo di costruire ex novo case per gli sfollati in un’area che, oltre ad essere il sito di una delle più belle ville di Genova, ha ancora una parte di giardino storico ed è già stata in passato oggetto di un tentativo, fortunatamente fallito, di speculazione. La zona, oltre ad essere interessata dai lavori per il nodo ferroviario, peraltro fermi da anni, necessita di bonifica, essendo stata sede di depositi petroliferi, ci risulta quindi difficile comprendere come vi si possano costruire delle case in soli due o tre anni. Stupisce inoltre che, in una situazione emergenziale come quella che sta vivendo tutta la Valpolcevera, si possa proporre un nuovo progetto residenziale in un luogo che i cittadini di Borzoli e Fegino chiedono da tempo che sia ripristinato e restituito alla popolazione come zona verde e di socialità, anche tenendo conto che il Municipio è già uno dei più cementificati e penalizzati dell’intero territorio comunale.

Genova, come tutta la Liguria, e forse in tutta Italia, ha bisogno di molte cose, ma certamente non di nuove case e nuove colate di cemento. Secondo uno studio del 2016 un terzo delle abitazioni in Liguria è vuoto, e le analisi dell’ISPRA indicano che a livello nazionale il tasso di consumo di suolo sta andando avanti al ritmo insostenibile di 2 metri quadrati al secondo, mentre il patrimonio abitativo è inutilizzato e l’offerta di alloggi è 10 volte superiore alla domanda. Di fronte a questi dati sarebbe meglio che architetti e urbanisti cominciassero a puntare sulla bellezza e sulla tutela del paesaggio, facendo proposte sul recupero di siti di pregio, come la suddetta villa, anziché pensare a come sfruttarli. Abbiamo periferie degradate, case vuote, edifici fatiscenti, attività produttive abbandonate e la necessità di recuperare spazi verdi e luoghi di socialità.

La nostra Associazione sostiene la legge per fermare il consumo di suolo presentata da Salviamo il Paesaggio, siamo quindi, e resteremo, contrari a qualunque ipotesi che preveda nuove costruzioni su un terreno, almeno in parte ancora libero. Se c’è un bisogno abitativo suggeriamo al Comune di Genova di studiare la scelta che hanno fatto alcune città, Barcellona in testa, di espropriare case vuote ed abbandonate, che fossero proprietà di istituti bancari e finanziari, per darli a famiglie in stato di necessità. La possibilità è prevista dalla Costituzione spagnola e anche dalla nostra (Art. 42).

Essendo inoltre convinti sostenitori della necessità di coinvolgere la cittadinanza il più possibile nelle scelte che riguardano la città, riteniamo che sarebbe più produttivo se il confronto avvenisse con i cittadini interessati prima della stesura di un progetto, e non dopo, affinché la memoria storica dei luoghi e la comprensione di esigenze e criticità siano fondamento di uno sviluppo armonico e utile per tutti.

Simonetta Astigiano

Presidente dell’Associazione L’Altra Liguria