Droghe e repressione

di Luigi Fasce

17 febbraio 2017

Un articolo che affronta con lucidità e competenza il problema venuto drammaticamente alla ribalta con il suicidio del sedicenne di Lavagna. 

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Comunicato Stampa del Movimento NoTRIV

Durante la direzione del PD emerge tutta la verità sul referendum NoTRIV: dal boicottaggio del referendum 1 miliardo di euro in meno di costi per le compagnie petrolifere

15 febbraio 2017


Il documento e la proposta su AMIU elaborati per Genova in Comune da Luigi Fasce e Federico Valerio, gruppo Lavoro - Ambiente

14 febbraio 2017

Discutiamone insieme


Le politiche "soft" dei democratici contro gli immigrati

Il pacchetto Minniti calpesta i diritti

Patrizio Gonnella   Il Manifesto 12.02.2017

Migranti e sicurezza. Contro le ordinanze dei sindaci e le nefandezze del decreto anche noi ci appelleremo ai giudici e alla rule of law

Siamo vicini alle elezioni. E il governo spera di racimolare consensi con la solita sbobba su sicurezza e immigrazione. Ieri sono state approvate una serie di misure, perlopiù vessatorie. Esprimono una idea della sicurezza palesemente classista. Migranti, poveri, persone con problemi vari, sono il target di misure detentive o comunque limitative della libertà personale. Un mix pericoloso. L’ennesimo pacchetto sicurezza che arriva dal fronte democratico. Ne avevamo già visti più di uno. Nessuno utile a sconfiggere culturalmente o politicamente le destre.

Nonostante i Centri di identificazione ed espulsione (Cie) abbiano data prova vergognosa di sé, il governo prova a gonfiarli nei numeri fino a contenere 1.600 migranti in via di identificazione. Anche la durata massima di permanenza si estende: 135 giorni contro gli attuali 90. Per provare a convincere gli scettici, i Cie cambiano però nome. Il fatto che non si chiamino più Cie, ma Centri per il rimpatrio (Cpr), non ne cambia però la natura illiberale e la loro profonda ingiustizia. Inchieste istituzionali, governative, non governative, internazionali, giornalistiche ne hanno nel tempo ampiamente smascherato la natura intrinsecamente violenta.

I migranti sono un problema. Per velocizzare i tempi per il riconoscimento del diritto di asilo, nel decreto si fa quel che non si deve, ovvero si toglie un grado di giudizio, l’appello, per chi ha visto la propria istanza rigettata in primo grado. Ma l’asilo non è trattabile al pari di una questione condominiale. Attiene alla vita e non può essere parzialmente degiurisdizionalizzato.

In sintonia culturale regressiva sono le norme presenti nel decreto sicurezza; sono conferiti poteri di ordinanza ai sindaci con misure che limitano la libertà di movimento. Misure simili erano state giudicate incostituzionali non molto tempo fa dalla Consulta. Misure che furono volute dall’allora ministro degli interni Roberto Maroni con il quale l’attuale ministro degli interni è in perfetta continuità normativa e simbolica. Cambia solo il linguaggio per indorare la pillola.

Ma di progressista in tutto questo non c’è niente. Come non c’è nulla di democratico nel vietare a persone non condannate in via definitiva la frequentazione di certi luoghi. Sono vere e proprie misure di prevenzione messe nelle mani dei sindaci che così si potranno rifare una verginità dopo aver lasciato le città senza autobus, sporche e prive di servizi di welfare. Possiamo immaginarne l’uso che ne potrà fare qualche sindaco sceriffo leghista del nord. Lo griderà ai quattro venti. E la destra capitalizzerà elettoralmente. Infine nel decreto c’è una misura indegna che è la più indecente di tutte: le sanzioni contro coloro che fanno accattonaggio. Dunque i poveri cadono sotto la scure di un governo che ha come maggior azionista il partito democratico. Sin dal ’700 nobili e guardie si scagliavano contro mendicanti e vagabondi.

Il mondo intero si indigna contro il Muslim Ban di Donald Trump. Eppure, come denuncia il Financial Times, il governo italiano adotta una linea morbida. Quasi, quasi, visti i decreti di ieri, può definirsi un governo amico.

Trump se l’è presa contro i giudici che, azionati dall’American Civil Liberties Union, hanno bloccato il suo decreto.

Contro le ordinanze dei sindaci e le nefandezze del decreto anche noi ci appelleremo ai giudici e alla rule of law. Dunque chiediamo di segnalarcele per consentirci di contestarle per via giurisdizionale.


No al raduno fascista a Genova

Comunicato stampa

2 febbraio 2017

E’ previsto per l’11 febbraio a Genova, con il titolo “Per l’Europa delle patrie” il raduno dell’estrema destra europea. Oltre all’italiano Roberto Fiore di Forza Nuova, sono attesi altri personaggi ben poco rassicuranti, come il tedesco Voigt, che negò l’olocausto lodando le SS, e il francese Benedetti, il cui movimento è stato sciolto dopo l’omicidio di un antifascista diciannovenne, oppositore di aborto e matrimoni tra omosessuali. La scelta di Genova è evidentemente una provocazione ed un insulto alla memoria storica della città medaglia d’oro per la resistenza, che il 30 giugno 1960 fu protagonista di una grande manifestazione antifascista che respinse il raduno delle destre e fece cadere il governo Tambroni.

 

L’Altra Liguria ha tra i propri scopi la promozione di una cultura multietnica, antirazzista e antifascista, e si appella a tutti i partiti politici, movimenti ed associazioni, antifascisti e difensori dei diritti civili, a tutti i liguri che credano nei valori espressi dalla nostra Costituzione, affinché ci si coordini per dare vita a Genova ad una grande manifestazione capace di respingere i rigurgiti fascisti e neonazisti. Contrastare la diffusione di idee si alimentano di odio, violenza e sopraffazione è un dovere di tutti gli antifascisti, e tutti gli antifascisti devono ritrovarsi insieme per difendere la democrazia.

 

La nostra Associazione si impegna a collaborare fattivamente all’organizzazione e diffusione dell’evento.

 

2 febbraio 2017


AMIU e la mela avvelenata la questione "bollente" nelle mani del Comune di Genova

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