Le istituzioni dicano la verita’ sul disastro IPLOM

27 aprile 2016

COMUNICATO STAMPA

 

Da quando si è diffusa la notizia dello sversamento di petrolio nel Rio Fegino abbiamo ascoltato numerose dichiarazioni di vari esponenti istituzionali volte prevalentemente a rassicurare la popolazione. Se è normale, in una situazione di emergenza, evitare il panico e reazioni disordinate, lo è meno sentire lo stesso refrain del “tutto sotto controllo” quando molte evidenze fotografiche, filmati e dichiarazioni di cittadini raccontano un’altra storia.

Se gli abitanti della zona vengono colti da malori e l’odore di idrocarburi è pungente, è difficile credere che si tratti di autosuggestione e che tutti i parametri siano nella norma; 

se si vedono chiazze in mare lungo un tratto di 28 chilometri è difficile credere che il petrolio in mare non sia arrivato; 

se una diga di contenimento cede dopo la caduta di pochi mm di pioggia difficile credere che le operazioni di messe in atto siano adeguate…..

Ciò che serve in queste situazioni è evitare di trattare i cittadini come se fossero incapaci di capire e fornire invece tempestivamente informazioni con il massimo rigore ed in assoluta trasparenza. Le domande insolute restano molte e noi ne vorremmo sottolineare alcune su cui le notizie sono state vaghe o non sempre coerenti.

Quanto greggio si è riversato nel torrente Fegino nella notte tra il 17 ed il 18 aprile?

Dove esattamente si è aperta la falla nella tubatura e per quale causa? 

Quali sono le eventuali responsabilità dell’incidente e chi pagherà i costi necessari alla bonifica? A quanto ammontano tali costi?

Quando e come si pensa di rimuovere il petrolio che è stato stato sotterrato movimentando il terreno?

Quali sono i dati rilevati dall’ARPAL, come e dove sono stati effettuati i campionamenti? Quale monitoraggio sanitario sulla popolazione residente si intende mettere in atto? Esiste un piano di emergenza per le aree attraversate dagli oleodotti?

Come si intende affrontare il problema dei 240 lavoratori ora in cassa integrazione?

Queste, e probabilmente molte altre domande, richiedono risposte precise e puntuali che vadano ben oltre le dichiarazioni frettolose e rassicuranti sentite in televisione.

Chiediamo la verità

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