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Il ritiro di Giorgio Pagano avrebbe permesso a Luca Pastorino e a Rete a Sinistra di riprendere il discorso unitario per garantire una presenza politica, alternativa al centro sinistra e al centro destra, che sapesse parlare sia ai partiti che alla società civile.

Prendiamo atto che quel gesto generoso e responsabile non è stato colto.

La candidatura di Luca Pastorino è estranea ai movimenti sociali e crea una rottura tra movimenti civici e formazioni politiche, che, invece, dovrebbero integrarsi attraverso un confronto basato sul rispetto reciproco.

Si tratta di un’operazione politicista, costruita a livello nazionale al fine di creare un’aggregazione (dei democratici e della sinistra) che, prendendo spunto dallo spostamento al centro del PD, costruisca un nuovo centro sinistra, ritornando all’origine del Pd (come ha scritto brillantemente qualche promotore di questa formazione).

Operazione, ovviamente legittima, che non ha niente a che fare con la costruzione di un’alternativa radicale come quelle realizzate in Grecia con Syriza, in Spagna con Podemos e in America Latina con molti governi altermondialisti.

Essendo ormai tramontata ogni possibilità di ripensamento da parte di Luca Pastorino abbiamo iniziato a valutare, insieme a Verdi e movimenti civici la possibilità di organizzare una presenza autonoma alle elezioni regionali che si rivolga a tutto il mondo del civismo politico, dell’astensionismo consapevole, dei movimenti No Grandi Opere, ed a tutta quella cittadinanza attiva che si batte contro le privatizzazioni, per la tutela del lavoro e del territorio, contro il precariato e le povertà, per la pace e la giustizia sociale.

 

Le nostre scelte saranno pubblicamente comunicate attraverso un’assemblea regionale o assemblee provinciali che organizzeremo subito dopo le vacanze pasquali.

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