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Comunicato stampa

Crocefissi e calci ai mendicanti

7 dicembre 2017

“Simbolo universale dei valori di libertà, uguaglianza e tolleranza”, questa la motivazione con cui la giunta di centrodestra della Regione Liguria, ha deciso di esporre il crocefisso in aula consiliare, dimenticando che Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine indipendenti e sovrani, come recita l’Art. 7 della Costituzione. Lo stato dunque è laico, e laiche devono essere le istituzioni che lo rappresentano sul territorio,forse sarebbe utile ricordarlo anche alle opposizioni che sul voto si sono astenute.

Questa sterile esposizione di simboli, che richiamerebbero i valori della cristianità, non impediscono però alla giunta comunale, sempre di centrodestra, di decidere, su iniziativa dell’assessore Garassino, di schedare i mendicanti, un provvedimento che di carità cristiana non ha davvero nulla. La giustificazione é che si tratterebbe di un’informativa utile per il Prefetto che potrà così verificare se tra i nominativi vi siano richiedenti asilo. In realtà sembra un metodo vagamente intimidatorio per controllare il territorio, soprattutto ricordando che lo stesso assessore aveva minacciato di prendere a calci i ragazzi ospitati nel, purtroppo famoso, asilo di Multedo se li avesse sorpresi a mendicare. 

Inserendo questa triste pagina nel periodo pre natalizio, c’è da chiedersi dove finiscano la pietà e la misericordia di tradizione cristiana che queste giunte utilizzano come bandiera, il dubbio che sia solo ipocrisia è piuttosto forte.  Quello della schedatura dei mendicanti è infatti un provvedimento inaccettabile, che colpisce i poveri cacciandoli sempre più nella clandestinità e nell’emarginazione, tipico esempio della politica dello scarto contro cui si scaglia spesso Papa Francesco, massima espressione della cristianità. Certamente tra i tripudi di luci, tappeti rossi e lucidature di facciata,  i poveri, magari immigrati, che chiedono ospitalità, un aiuto e un po’ di umanità potrebbero sporcare e rovinare il clima festaiolo, e il fatto che la festa natalizia celebri la nascita in terra straniera di un povero rifugiato, fuggito da violenze e persecuzioni non sembra turbare il sonno a questi difensori della cristianità. Nascesse oggi Gesù non avrebbe neanche diritto alla cittadinanza. Non c’è che dire, un bel modo per ricordare le tradizioni cristiane.

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