Comunicato stampa

ILVA, unica soluzione la statalizzazione

10 ottobre 2017

Era maggio quando, dopo aver saputo della scelta di cedere l’ILVA alla cordata composta da Arcelor Mittal, Marcegaglia e Intesa San Paolo, esprimemmo, attraverso un comunicato stampa, le nostre preoccupazioni per il futuro dell’industria siderurgica in Italia. Dopo aver ricordato che si tratta di un settore strategico per il paese e, quindi, la possibilità di applicare gli Artt. 41, 42 e 43 della Costituzione, statalizzando l’impresa, le domande che ponemmo ai soggetti coinvolti erano: siamo certi che quella dei commissari sia stata una scelta ben ponderata e non voluta dalla solita trama di potere di cui il gruppo Marcegaglia fa parte? Ci si può fidare di queste multinazionali che praticano politiche volte esclusivamente al profitto attraverso la predazione di territori e diritti? Scontata per noi la risposta negativa ma, si sa, la nostra voce è piccola e per nulla considerata, eppure i fatti di questi giorni ci danno ragione, gli accordi sindacali diventati carta straccia, oltre 4000 lavoratori in esubero, di cui 600 a Genova, gli altri licenziati per essere riassunti con meno tutele e salari inferiori. Come reagisce il governo co-responsabile di quella scelta scellerata? La garanzia che tutti i lavoratori potranno accedere agli ammortizzatori sociali!

La pochezza e la mancanza di lungimiranza di questo governo e la debolezza di fronte all’arroganza delle multinazionali, sono del resto tutte evidenti nel Jobs Act e nello sbandierato entusiasmo per un presunto aumento di posti di lavoro fatti di precarietà. Noi ribadiamo che di fronte ad una tale arroganza la strada è una sola, e si chiamanazionalizzazione, che non è in contrasto con i trattati europei (Art. 345 del Trattato sul Funzionamento dell´Unione Europea) ed è l’unica che permetterebbe di rispettare i principi dettati dalla nostra Costituzione. Del resto non è forse questa la strada scelta dalla Francia per l’industria navale?

 

Oggi comunque ribadiamo la nostra solidarietà ai lavoratori in sciopero, aderiamo e sosteniamo la loro lotta e chiediamo a tutti i sindacati di unirsi in un grande sciopero generale e nazionale a difesa del lavoro.

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