Sversamento di petrolio nel Rio Fegino Comunicato Stampa

 

19 aprile 2016

 

Intorno alle 19 di domenica 17 Aprile un guasto alle condutture IPLOM, con la rottura di un tubo di grosso diametro sotto pressione, ha determinato in breve tempo un enorme sversamento di petrolio (più di 100.000 litri) nel letto del Rio Fegino, affluente del Polcevera. In poche ore, nonostante i disperati tentativi dei vigili del fuoco, la marea nera scende verso il mare mentre per le strade di Fegino e Cornigliano l’aria irrespirabile, satura di idrocarburi, mette in allarme la popolazione.

I commenti e le proteste dei cittadini indignati si scatenano sui social, insieme ad accorati inviti ad andare a votare, perché l’onda nera che velocemente scorre verso il mare è un funesto presagio di quello che potrà succedere. Il SECOLO XIX  di lunedì 18 aprile titola: ” Si rompe l’oleodotto, migliaia di litri di greggio finiscono nel Polcevera”, mentre la Procura ha aperto un’indagine per inquinamento e sversamento non controllato.

 

Noi di L’ALTRA LIGURIA pensiamo che un oleodotto di quelle dimensioni e di quella portata non si rompa spontaneamente, e se, per assurdo, così fosse, la IPLOM e gli addetti alla sicurezza degli impianti avrebbero pesanti responsabilità per inadempienza ed omessi controlli. 

Noi di L’ALTRA LIGURIA abbiamo ben presente che il letto del Polcevera è interessato  dalla messa in opera di piloni legati alla costruzione della linea per il Terzo Valico, opera discussa e ritenute indispensabili dalle maggioranze che governano questa Regione,  questo tipo di interventi può creare danni di varia natura, anche in fasi preliminari della loro costruzione

 

Chiediamo pertanto, in primo luogo ai Consiglieri Municipali, Comunali, della Città metropolitana, e della Regione che si sono spesi per sostenere le ragioni del SI al Referendum contro le trivelle, di operare in ogni sede affinché si faccia rapidamente chiarezza sulle responsabilità di questo disastro, si verifichi se sono state adottate tutte le necessarie misure di sicurezza e si attuino misure concrete per tutelare la salute dei residenti e per attenuarne il disagio.

Il disastro ambientale che ha colpito la città, la regione, il mare, nostro bene comune,  con dirette e pesanti conseguenze sulla Valpolcevera e i suoi abitanti,  che si trovano ancora una volta a subire l’ennesimo disastro ambientale  legato agli effetti delle sue industrie e delle servitù infrastrutturali, non deve restare impunito.

 

                          CHI INQUINA E DEVASTA IL TERRITORIO, MINACCIANDO GRAVEMENTE LA SALUTE DEI CITTADINI, DEVE PAGARE E BONIFICARE L’AREA IN TEMPI BREVI

 

Ufficio Stampa L’Altra Liguria

info@altraliguria.it

 

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