Nessuna indicazione di voto per il ballottaggio

I soci di L'Altra Liguria hanno deciso di non dare alcuna indicazione di voto per  il ballottaggio che si terrà il prossimo 25 giugno.

Sarebbe molto difficile scegliere tra due aggregazioni politiche che governano il paese insieme, portando avanti le stesse politiche neoliberiste.  Dubitiamo che Crivello o Bucci accetterebbero, come primo atto, di ritirare la delibera di privatizzazione di AMIU, di rinunciare a terzo valico, gronda e nuovo Galliera, di applicare la Costituzione e l'esito del referendum del 2011, di contrastare patto di stabilità e tutti quei decreti che tolgono potere ai Comuni e, quindi, ai cittadini. Difficile poi capire cosa intendano fare per gestire l'immigrazione, dato che se da una parte c'è chi vorrebbe costruire muri, dall'altra il maggior partito della coalizione è quello stesso che ha approvato il decreto Minniti ed il DASPO urbano. 

Questo e molti altri motivi ci inducono a pensare che Bucci e Crivello rappresentino due facce della stessa politica, per cui dare un'indicazione di voto equivarrebbe ad una non scelta.

 

15 giugno 2017


GRAZIE!

Orgogliosi di avervi sostenuto

Avervi sostenuto è stata una buona scelta, siete tutte persone di valore ed i cittadini lo hanno riconosciuto, come dimostrano le preferenze che avete ricevuto, grazie per averci consentito di essere al vostro fianco.


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Idee per l'area di San Benigno

Laura Tonelli

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Abbiamo capito quale idee il centrodestra abbia in mente per l'area di San Benigno, nella zona di fronte alle torri faro e, soprattutto,  quali patti esistano  tra rappresentanti di quella parte politica e costruttori, patti che nulla hanno di illecito, ma che, ancora una volta, evidenziano problemi di opportunità politica, che non saranno risolti finché il paese non affronterà seriamente la discussione su una legge che regoli il conflitto di interessi.

Noi riteniamo invece che l'area in questione rappresenti un nodo strategico, non solo da un punto di vista viario e di servitù ma, soprattutto, come zona simbolo di Genova e del Municipio del Centro-Ovest, ponendosi come cerniera tra i due grossi quartieri che lo compongono: San Teodoro e Sanpierdarena. Certamente poi la nostra città non ha bisogno di nuovi centri commerciali e di nuova cementificazione, ma piuttosto di più aree verdi e di spazi pubblici e per questo riteniamo che sia necessario riqualificare la zona di San Benigno pensando ad un progetto totalmente diverso, valorizzando le attività sociali ivi presenti, come il CAP e Music For Peace, ripermeabilizzando una parte del terreno per creare aree verdi, costruendo un circuito virtuoso per agire sulle strutture già in zona, tra cui la Lanterna, e renderle più accessibili a tutta la cittadinanza, soprattutto attraverso la mobilità sostenibile (bus, navebus, piste ciclabili).

Ma abbiamo anche un sogno nel cassetto, ambizioso ma non irrealizzabile: recuperare l'edificio storico della centrale ENEL affinché la struttura possa diventare un sito di archeologia industriale e sede ideale per un Museo del Lavoro e del Mondo Operaio genovese nel Novecento. 

Questa potrebbe essere una grande occasione per iniziare a ripensare la città, valorizzando aree da tempo abbandonate al degrado senza aggiungere ulteriore cemento. Ci verrà certamente detto che mancano le risorse, ma noi pensiamo che si possano dirottare su questo tipo di progetti quelle che si vorrebbero invece utilizzare per le grandi opere e quelle per il rischio idrogeologico, oltre che chiedere finanziamenti europei per la riqualificazione delle periferie.

Anche nel piccolo del Municipio possiamo pensare in grande. 

Laura Tonelli,

Candidata nella Lista Chiamami Genova per il Municipio Centro-Ovest

 

6 giugno 2017


Candidata consigliere per il Municipio Centro-Ovest

Candidatidi  Chiamami Genova contro il Daspo Urbano (legge Minniti)

Antonella Marras e Pino Parisi candidati per il comune

Il 12 aprile scorso il parlamento ha approvato, con l’ennesimo voto di fiducia, due decreti urgenti, uno per la sicurezza nelle città ed uno per il contrasto all’immigrazione illegale, indicati come Decreto Minniti.

Il primo ha introdotto il DASPO urbano, simile a quello che vieta l’ingresso negli stadi ai tifosi violenti. Attraverso il DASPO i sindaci possono godere di nuovi poteri e, in collaborazione con i prefetti, potranno multare e impedire l’accesso in alcune aree della città, a chi ponga in essere condotte che limitano la libera accessibilità e fruizione di infrastrutture di trasporto, venga trovato in stato di ubriachezza, eserciti abusivamente attività commerciali. Così il DASPO può diventare uno strumento per colpire tutte le situazioni di disagio sociale, nonché la libera espressione del dissenso, tant’è vero che è stato usato strumentalmente per limitare il diritto a manifestare (ricordiamo i manifestanti a cui fu impedito di raggiungere Roma il 25 aprile).

 

Noi pensiamo che per aumentare la sicurezza nella nostra città non siano utili provvedimenti restrittivi o punitivi, ma serva fare in modo che i quartieri non vengano desertificati, che rimangano piccole attività commerciali e servizi di presidio sul territorio, con una presenza capillare, ma non invadente, delle forze dell’ordine. Pensiamo che si debba favorire l’apertura di nuove attività di qualità, piuttosto che quella dei centri commerciali, l’organizzazione di eventi ed incontri diffusi in tutta la città, piuttosto che concentrati solo nel centro storico, che servano momenti di incontro con i cittadini e che si debba facilitare la nascita di Comitati di quartiere e le attività dei centri sociali giovanili, trovando spazi di socializzazione.

 

Per questo siamo contrari al decreto Minniti, e per questo aderiamo e sosteniamo la campagna cittadina contro il DASPO attivata da varie realtà collettive cittadine, e, se saremo eletti, ci faremo portatori di queste tematiche all’interno del consiglio comunale.

(http://www.citystrike.org/2017/05/21/campagna-cittadina-contro-il-daspo-e-la-repressione-politico-sociale/) 

 

Antonella Marras

Pino Parisi


Non c'è posto per i giovani - 21 Maggio 2017

di Pino Parisi

Candidato al consiglio comunale di Genova

LEGGI il testo cliccando sulla foto


L'Altra Liguria alle elezioni comunali

L'Altra Liguria, come già comunicato, ha aderito alla lista civica Chiamami Genova, al pari di altre organizzazioni e partiti. Essendo il nostro un progetto collettivo che ha il "fine dell’esclusivo soddisfacimento di interessi collettivi, e persegue lo scopo di arrivare alla formazione di uno spazio politico che possa rappresentare una casa comune per tutte le persone, organizzazioni e movimenti che ne condividano gli intenti" abbiamo deciso di sostenere un gruppo di candidati e candidate con cui, al di là dell'appartenenza, condividiamo o abbiamo condiviso questo percorso di costruzione, e con cui ci siamo confrontati sulle tematiche programmatiche da portare avanti in Comune e nei singoli Municipi. L'auspico è quello di costituire un nucleo di attivisti che siano in grado di proseguire il cammino, anche dopo le elezioni, senza barriere e senza rigidità identitarie.

 

Il gruppo per il consiglio comunale è così composto:

 

Alessio Ciaravino

Simohamed Kaabour

Antonella Marras

Silvia Parodi

Pino Parisi

Gian Piero Pastorino

 

I candidati nei Municipi sono i seguenti:

Centro Ovest: Laura Tonelli

Centro Est: Kaabour Si Mohamed, Locati Marco

Bassa Valbisagno: Fornasari Brunella, Gaggero Graziella,Kabore Issaka, Landa Stefano e il candidato Presidente Maurizio Natale

Valpolcevera: Ghiglione Davide, Marras Antonella

Medio Levante: Alessio Ciaravino, Monica Ana Andrasescu