fbpx
È davvero strano il concetto di democrazia di un Consiglio dei Ministri che, dopo aver abusato del voto di fiducia, ora blocca la discussione della Commissione competente sulla riforma del senato per farla approdare in fretta e furia in aula.
 
In un anno di governo Renzi ha approvato 67 leggi di cui 30 con voto di fiducia, il 44,78%. Solo Monti è riuscito a fare meglio con 51 leggi su 113 (45,13%), mentre Berlusconi, ampiamente criticato per l’uso della fiducia, si ferma ad un misero 16,42% (45 leggi su 274). Il voto di fiducia stronca la discussione in parlamento e fa decadere ogni proposta di modifica, ma indicativo della scarsa considerazione del Presidente Renzi per l’attività parlamentare è anche la percentuale di risposte alle interrogazioni dei parlamentari che, con appena il  24,72% batte tutti i record (Fonte: OpenPolis).
 
Due giorni fa la ciliegina sulla torta: il ddl sulle riforme costituzionali, quello che prevede un senato pesantemente ridotto, sia nel numero che nelle funzioni, e composto da membri non eletti, approda oggi in aula. La maggioranza ha infatti deciso di fermare i lavori della Commissione parlamentare, dove non si è trovato un accordo, e di far esaminare il testo al senato, cercando, nel contempo, di forzare il Presidente Grasso affinchè non siano consentiti emendamenti al discusso articolo 2, quello che stabilisce che i senatori non siano eletti ma scelti dai consigli regionali. Un vero schiaffo alla democrazia, al Parlamento, ai cittadini.
Importante segnalare che il ddl Boschi, oltre a ridurre il Senato a parcheggio per un centinaio di consiglieri regionali, prevede altre modifiche (iter preferenziale per i ddl del governo, nomina Presidente della Repubblica e giudici della Corte Costituzionale, voto di fiducia, accentramento di competenze ecc…) che, combinate ad una legge elettorale che prevede un enorme premio di maggioranza a chi vince le elezioni al ballottaggio (quindi anche a chi dovesse vincere con una manciata di voti) mettono pesantemente a rischio la democrazia.
Noi non ci stiamo, crediamo che riforme costituzionali che, come quelle contenute nel ddl Boschi, impattano pesantemente sul futuro assetto governativo del nostro paese, debbano seguire un iter che consenta tutta la discussione necessaria ad arrivare al più ampio consenso e condivisione possibile. Non è accettabile che il governo agisca di imperio, come sta facendo, per togliere di mezzo le opposizioni e mettere a tacere le critiche. 
 
Per questo abbiamo aderito convintamente al Coordinamento per la Democrazia Costituzionale e parteciperemo a tutte le azioni di contrasto che saranno messe in campo, per diffondere informazioni e far crescere la consapevolezza su ciò che sta avvenendo nel nostro paese.

Lascia un commento

avatar
  Subscribe  
Notificami