Elezioni comunali: Genova tra presente e passato

Intervista a Antonio Bruno

di Giacomo Marchetti

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Dichiarazione di voto di Antonio Bruno sul bilancio previsionale - 2 maggio 2017


NON gettiamoci via, cerchiamo il meglio

Signor Sindaco, Signor Presidente del Consiglio, cari consiglieri,

Non possiamo votare a favore di questo bilancio perché avete bocciato le nostre proposte: impegno contro le politiche di austerità che soffocano gli enti locali, impegni finanziari a favore del risanamento idrogeologico della discarica di Scarpino, dei servizi sociali, del trasporto pubblico, dell'emergenza abitativa. LEGGI gli emendamenti.

I Comuni hanno una ricchezza su cui da tempo puntano i grandi interessi finanziari e immobiliari: territorio, patrimonio pubblico, beni comuni e servizi (571 miliardi di euro), da immettere sul mercato  attraverso la trappola del debito e la gabbia del patto di stabilità e del pareggio di bilancio.

Nonostante i Comuni partecipino per non più del 2 % all'intero ammontare del debito complessivo, il Governo ha preteso ai Comuni – tra tagli ai trasferimenti e patto di stabilità – 1.650 miliardi del 2009 ai 16.655 miliardi del 2015.

Si usa lo shock del debito per scaricarne i costi sugli enti locali e sulle comunità territoriali per costringerle alla privatizzazione dei beni comuni.

E siamo passivi: perché paghiamo  interessi sul debito così alti quando il costo del denaro per il sistema bancario è a tasso quasi negativo? .

Inoltre il Parlamento ha introdotto gli sponsor per finanziare assunzioni impedite dal patto di stabilità, primo psso verso processi di privatizzazione e precarizzazione anche in questo campo.

Ai Sindaci cosa rimane se  tutti i servizi pubblici, e persino prestazioni lavorative comunali, sono stati privatizzati con multiutility e sponsor?

Minniti e Orlando ci hanno pensato: una stella sul petto, un vigile urbano con pistola nella fondina al fianco, e via per la città alla ricerca di mendicanti, marginali, profughi o semplicemente poveri.

Non è questa situazione che speravo 27 anni fa nel mio ingresso in politica.

Oggi al termine di questa esperienza mi permetto, sommessamente, di dare un consiglio.

Non lasciamoci incasellare. Vanno bene giardini sotto casa, cooperative, progetti sociali, centri di aggregazione.

Ma finché non mettiamo in discussione la politica siamo tollerati.

Non dobbiamo ridurci a un carro mascherato per contenere gli scarti del sistema, che non mette in discussione l'economia e i poteri forti.

Difendiamo la democrazia quando contestiamo, mettiamo in discussione le decisioni assunte

Siamo chiamati  a rivitalizzare, a rifondare le democrazie che stanno attraversando una vera crisi.

Non cadiamo nella tentazione di ridurci ad attori secondari o, peggio, a meri amministratori della miseria esistente.

Finisco salutando una grande persona che andrà in pensione il mese prossimo: Carla Pedrazzi.

Una figura importante per il consiglio comunale di Genova, un aiuto per tutti noi, un punto di riferimento.

Termino augurando a tutti noi una grande buona onda, come dicono in Sudamerica.


Emendamenti al documento di bilancio previsionale presentati da Antonio Bruno e Gianpiero Pastorino

  • 1. Abbiamo proposto di stornare 4.660.000 euro previsti per interventi su Corso Torino e Galleria Mazzini a favore del risanamento idrogeologico della discarica di Scarpino. Non perchè siamo contrari a questi interventi, ma perché riteniamo prioritario affrontare un'emergenza che causa un grave problema per AMIU e la città e che viene portata come motivo per la privatizzazione di AMIU.

Il Consiglio comunale ha votato:

  •  8 Sì:  FdS, Effetto Genova, Grillo (PDL), Malatesta
  •  16 N0: PD, Lista Doria, Padovani, Nicolella
  •  Astenuti: PDL, Lista Musso, Percorso Comune

Il Consiglio Comunale ha evidenziato che le proposte alternative all'ingresso di IREN in AMIU NON  vengono prese in considerazione.

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  • 2. Abbiamo proposto un ordine del giorno sulla dignità Amministrazioni Comunali contro il pareggio (patto di stabilità)  di bilancio e i tagli agli enti locali:

Il Consiglio Comunale ha votato:

  • 9 Sì: FdS, Effetto Genova, Malatesta, Nicolella
  • 16 No: Pd, Lista Doria, SeL
  • Astenuti: Lista Musso, Vassallo, Padovani

Nessuna volontà di praticare disobbedienza contro il patto di stabilità.

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  • 3. Abbiamo proposto un emendamento che eliminava ogni riferimento alla programmazione di Gronda e Terzo Valico dal Documento Unico .

Il Consiglio Comunale ha votato:

  • 7 Sì: FdS, Effetto Genova, Nicolella
  •    No PD, SeL Lista Doria, Padovani, destre
  • Astenuti: Malatesta, 5 Stelle, Salemi.

Evidentemente Gronda e Terzo Valico non vengono messe concretamente in discussione neanche da chi si dichiara contro.


Licenziamenti Ericsson: da Genova a Pisa una mobilitazione comune della sinistra antiliberista

29 luglio 2016 

I Consiglieri di opposizione dei Comuni di Pisa e Genova firmano un comunicato congiunto a sostegno dei lavoratori della Ericsson.


Giugno 2016: la Ericsson annuncia decine di licenziamenti per un processo di ristrutturazione nazionale che coinvolge quasi 400 lavoratori. Sono interessati anche Genova e Pisa, poli importantissimi della multinazionale per i quali si prevedono o si sono previsti anche l'investimento diretto o indiretto di ingenti risorse pubbliche: sia in progetti di ricerca, sia in infrastrutture (come il Parco Tecnologico Erzelli a Genova). Di fatto questi investimenti, volti a favorire iniziative industriali ad alto impiego di ricerca e sviluppo, si rivelano inattuali e le spese in parte non riesigibili.

Le istituzioni hanno investito in ricerca per costruire tessuti economici di punta, che spingessero sull'innovazione e l'alta qualità, ma l'hanno fatto sulla base di un'idea superata di “sviluppo”, che ha favorito gruppi grandi e potenti senza spingere sulla costruzione di un sano tessuto economico indipendente che mettesse a frutto le competenze costruite col sistema formativo del Paese nei diversi territori, senza finanziare direttamente posti di lavoro in ambiti strategici dell'economia che oggi potrebbero anche sostenersi da soli. Così si sono messe nelle condizioni di essere inermi davanti a questi colossi, e ora è evidente che sono state beffate.

Ma che fa in questa situazione il governo italiano? Anziché lavorare per tutelare gli interessi dei propri cittadini e delle proprie cittadine, preferisce prestarsi ad iniziative di propaganda con Ericsson, partecipando al suo meeting annuale. E questo, dopo che la multinazionale si è rifiutata di sedersi al Mise per discutere dei tagli annunciati.

Chi era a Genova nel 2001 non può non vedere ora in quello che accade ciò che aveva previsto, e che aveva denunciato senza essere ascoltato. Il comportamento di Ericsson è frutto di un'idea predatoria dell'economia: le multinazionali sottraggono risorse ad un territorio e poi, quando hanno incassato tutto quello che possono, scappano. Senza nessuna responsabilità sociale, senza crisi. Anzi, permettendosi di parlare di crescita: la propria, naturalmente. Noi crediamo che chi riceve finanziamenti pubblici ne debba essere responsabile. Quindi, nel quadro attuale, la Ericsson deve restituire quanto ha avuto, e devono essere bloccate le ulteriori forme di finanziamento previste.

La Legge di Stabilità 2014 ha introdotto il principio della restituzione dei contributi pubblici ricevuti da aziende che delocalizzano, ma i requisiti sono tali da renderlo inutilizzabile: che senso ha parlare di delocalizzazione in paese extra-UE e perdita del 50% dell'occupazione, quando le aziende possono fare assunzioni precarie e trasferimenti giocando sui numeri dei lavoratori e delle lavoratrici e potendo sostenere che non delocalizzano affatto?

Noi, consiglieri comunali di Genova e Pisa, nel 2001 eravamo alla manifestazione contro il G8: oggi, conseguenti con quello che abbiamo sempre detto e fatto, esprimiamo sostegno e solidarietà nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici nella loro vertenza con i vertici aziendali di Ericsson. Chiediamo il ritiro del Piano di ristrutturazione e licenziamenti e la tutela di tutti i posti di lavoro. Contemporaneamente, lavoriamo perché i principi del neoliberismo su cui l'azienda si muove vengano finalmente messi in discussione a partire dalle loro fondamenta.

A Pisa abbiamo ottenuto l'approvazione di un atto di indirizzo per una legge regionale sull'insediamento di multinazionali nei nostri territori, subordinandone la presenza al rispetto di criteri di politica industriale basati sul principio dello sviluppo sostenibile e della responsabilità sociale e ad una serie di vincoli per non permettere delocalizzazioni speculative.

A Genova siamo riusciti a far approvare un ordine del giorno sulla tutela occupazionale, che chiede coordinamento tra le istituzioni locali interessate dalla vertenza in modo da aprire un confronto con il Governo e le Regioni, affinché i bandi per lo sviluppo della banda ultra larga prevedano per chi partecipa incentivi e vincoli per l’occupazione e gli investimenti in Italia.

E' solo l'inizio del percorso che abbiamo aperto nei territori in cui lavoriamo e che da oggi proseguiremo insieme, perché non deve più accadere che un singolo territorio sia solo ad affrontare colossi.

Ciccio Auletta, Antonio Bruno, Cliza Nicolella, Giampiero Pastorino, Marco Ricci


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IL caso Ericsson
Ordine del Giorno del Comune di Genova
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Ericsson: dalle battaglie locali ad un'unica battaglia nazionale

Come saprete sicuramente, nei mesi scorsi Ericsson ha deciso un piano nazionale di ristrutturazione che colpisce quasi 400 dipendenti. Al tentativo di instaurare dei tavoli di trattativa e di trovare soluzioni ha sostanzialmente risposto picche.

Il governo Renzi non solo non si è sostanzialmente impegnato per esercitare una pressione e tutelare le lavoratrici e i lavoratori, ma ha addirittura presenziato ufficialmente ad un importante evento Ericsson nonostante l'azienda avesse già aperto la questione del piano di ristrutturazione e desse ad intendere chiaramente di non volere mediazioni. 

Eppure in questi anni ha beneficiato di importantissimi finanziamenti pubblici e ha goduto del rapporto con importantissimi poli di ricerca pubblici. Ora smantella, ma naturalmente non vorrà ripagare un centesimo per il danno socio-economico (e forse indirettamente anche ambientale, in certi casi) che sta procurando. 

Agisce secondo un modello economico di tipo predatorio che la politica neoliberista sostanzialmente avalla. 

In questi mesi tra i consiglieri comunali antiliberisti di Genova e Pisa, città con importanti poli di ricerca della Ericsson che subiranno un pesante ridimensionamento, si è costruita una sinergia. Stiamo cercando di lavorare insieme per portare avanti una battaglia concreta su contenuti politici chiari. In Toscana, a livello regionale, anche il gruppo consiliare di Sì - Toscana a sinistra sta lavorando nella stessa direzione. 

Negli ultimi consigli siamo riusciti ad avere l'unanimità su due mozioni molto simili a Genova e a Pisa. Mozioni che, tra l'altro, impegnano le Amministrazioni a verificare con l'Avvocatura civica la possibilità di intraprendere una azione legale nei confronti della multinazionale alla luce del danno sociale ed economico che la sua condotta arrecherebbe. Naturalmente vogliamo anche il blocco dei finanziamenti in corso e la restituzione almeno dei contributi pubblici di cui l'azienda ha beneficiato in questi anni.

23 settembre 2016

Ordini del giorno

Pisa/Genova

Mozione urgente: Vertenza lavoratori e lavoratrici Ericsson, sostegno del Consiglio comunale di Pisa

Tenuto conto degli ordini del giorno approvati dal Consiglio comunale nella seduta del 14 luglio scorso relativi alla vertenza dei lavoratori e delle lavoratrici della Ericsson.

Tenuto conto del fatto che nell’ultimo incontro svoltosi presso il Ministero del Lavoro lo scorso 6 settembre Ericsson ha confermato la procedura di licenziamento per 385 lavoratori e lavoratrici su tutto il territorio nazionale, con un impatto fortemente negativo anche sul sito produttivo pisano sia da un punto di vista occupazionale sia della ricerca, rifiutando le proposte alternative avanzate dalle organizzazioni sindacali e dalle Regioni coinvolte.

Tenuto conto della iniziativa congiunta assunta dai sindaci di Genova, Pisa e Napoli che in una lettera “ritengono che la vertenza per il suo carattere nazionale debba vedere pienamente coinvolto il governo”.

Tenuto conto della richiesta avanzata dalle organizzazioni sindacali alla Presidenza del Consiglio dei Ministri “di intervenire decisamente per predisporre, nella sede che riterrà più opportuna, un tavolo di confronto ove risulti chiaro il reale impegno della multinazionale sul territorio italiano”, in quanto a giudizio dei sindacati “il decremento degli organici non è dovuto esclusivamente da mancate opportunità di lavoro offerte dal mercato delle telecomunicazioni, ma in gran parte dalla volontà di sostituire il personale esistente con altro a costi minori o, peggio ancora, con delocalizzazioni in siti esteri”.

Tenuto conto che il 12 settembre si terrà un ultimo incontro a Roma presso il Ministero del lavoro.

Il Consiglio comunale

  • rinnova il proprio sostegno ai lavoratori e alle lavoratrici della Ericsson impegnati da settimane in questa durissima vertenza e sostiene la giornata di sciopero nazionale indetta dalle organizzazioni sindacali per il prossimo 14 settembre;
  • stigmatizza il comportamento di questa azienda che in maniera unilaterale ha decisso la messa in mobilità di centinaia di lavoratori, rifiutando il confronto su qualsiasi altra proposta alternativa ai licenziamenti;
  • dà mandato alla Avvocatura civica di verificare la possibilità di intraprendere una azione legale nei confronti della multinazionale alla luce del danno sociale ed economico che la sua condotta arrecherebbe alla nostra comunità e al nostro territorio;
  • chiede con forza e urgenza al Governo un intervento pressante e stringete nei confronti della multinazionale affinchè vengano ritirate le procedure di licenziamento già avviate;
  • Chiede alla Regione Toscana di verificare con urgenza la possibilità di bloccare i finanziamenti ad oggi in corso a favore della multinazionale, e la restituzione almeno parziale dei contributi ricevuti in questi anni.
  • impegna il Presidente del consiglio comunale a trasmettere il suddetto ordine del giorno al presidente della Regione Toscana, al presidente del consiglio regionale Toscana e ai gruppo in consiglio regionale;
  • impegna il Presidente del consiglio comunale a rinnovare ai Presidenti dei consigli comunali delle città coinvolte dal piano di ristrutturazione della Ericcson la proposta di una conferenza stampa congiunta a sostegno dei lavoratori da svolgersi quanto prima.

Una città in comune – PRC

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Mozione Comune di Genova
Presentata dal Consigliere Antonio Bruno
Ericsson_20160920 VERTENZA LAVORATORI E
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Comunicato

Antonio Bruno sui licenziamenti alla Piaggio appello alla mobilitazione

Piaggio Aero ha avviato il licenziamento collettivo per 132 lavoratori (89 a Genova Sestri Ponente).

E' l'ultimo atto di una vicenda che ha visto i poteri pubblici sottomessi a Mubadala, un grande gruppo finanziario degli Emirati Arabi, che ha acquisito al proprietà del marchio Piaggio Aerospace.

Nonostante l'enfasi iniziale e i "ponti d'oro" offerti da regione Liguria e Comune id Finale Ligure che hanno permesso lo spostamento dello stabilimento a Villanova d'Albenga in cambio della valorizzazione speculativa delle aree della nota località turistica savonese, arriviamo a questi licenziamenti che preparano la chiusura dello stabilimento di Sestri Ponente.

Questo e' il piano industriale che il sottosegretario Claudio De Vincenti qualche giorno fa a Genova alla Festa dell’Unità aveva ribadito necessario ?

Chiediamo al Sindaco di Genova di esigere la immediata sospensione della procedura di mobilità.

E alla città di mobilitarsi unitariamente per le troppe ferite causate dalle multinazionali e dai gruppi finanziari esteri sul nostro territorio (vedi Ericsson)

13 settembre 2016


Licenziamenti Ericsson: da Genova a Pisa una mobilitazione comune della sinistra antiliberista

Comunicato congiunto sui licenziamenti della multinazionale.

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Regolamento per l’assegnazione e gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica ubicati nel Comune di Genova

Il testo del regolamento e le valutazioni dei Consiglieri Comunali A. Bruno e G. Pastorino

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Il regolamento del Comune di Genova
Testo di confronto tra regolamento in vigore e modifiche proposte dalla giunta comunale
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LE VALUTAZIONI DEI CONSIGLIERI COMUNALI ANTONIO BRUNO E GIANPIERO PASTORINO

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Considerazioni critiche sul testo
emendamenti a regolamento assegnazione e
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La fusione di ATP SpA in ATP esercizio decisa dal consiglio della città metropolitana, solo Pastorino vota contro

Il Consiglio della città metropolitana di Genova ha approvato a larga maggioranza le linee di indirizzo per il progetto della fusione di ATP S.p.A. in ATP Esercizio.

"E' il primo passo verso la privatizzazione del trasporto pubblico genovese" dichiara il consigliere metropolitano Giampiero Pastorino, unico consigliere a votare contro.

"Lo si fa in maniera subdola, con un gioco di scatole cinesi: prima Autoguidovie è subentrata al 48,46% in ATP Esercizio; poi abbiamo assistito all'insediamento, alla vicepresidenza di ATP esercizio, della figlia del presidente di Autoguoidovie, già  amministratrice di Dolomitibus (altra società del gruppo), Natalia Ranza "commenta il capogruppo in Consiglio Comunale della Federazione della Sinistra Antonio Bruno " e tutto ciò nonostante la firma di un accordo nel quale Autoguidovie si impegnava a restare un “socio finanziatore” senza diventare “socio gestore”, confermando  che il socio privato ha intenzione di sedere e prendere decisioni nella stanza dei bottoni."

Infine, ATP Esercizio, ormai privata, si fonde con la pubblica ATP S.p.A. per arrivare a un capitale di 4,5 milioni di euro e poter partecipare alla gara del trasporto pubblico extraurbano, superando il 20 % del capitale complessivo della gara.

"Se pensiamo che AMT,  l’azienda che gestisce il trasporto pubblico nel capoluogo ligure, ha trasformato il suo credito di 1,5 milioni di euro nei confronti di ATP  in una quota del 46% di azioni della stessa ATP, ribadisce Pastorino, "possiamo comprendere come i privati si accingano a entrare anche nella gestione del trasporto pubblico nel capoluogo, e questo significa tagli al servizio e un peggioramento delle condizioni di lavoro."

La vicenda e' però all'attenzione della magistratura: oltre al fascicolo aperto dall’Autorità Nazionale Anticorruzione sulla vendita delle azioni di ATP ai privati di Autoguidovie, a seguito di una richiesta di intervento del parlamentare Luca Pastorino, emerge un esposto da parte di  USB, che ha segnalato «l'apparente illegittimità dell'operazione (la vendita di azioni ATP a Audioguidovie ndr) in oggetto che parrebbe eludere i principi di legalità amministrativa tra cui, in particolare ma non esaustivamente, quelli di parità di trattamento, di non discriminazione e di trasparenza, eludendo la necessaria gara pubblica trasparente».

"La maggioranza del nazareno al basilico (da Fratelli d'Italia a Lista Doria) della città metropolitana e il Sindaco di Genova (e presidente della città metropolitana) Marco Doria si sono assunti la grave responsabilità di iniziare a privatizzare un servizio pubblico essenziale in barba a tutte le promesse elettorali.

Siamo a disposizione per tutte le forme di lotta che si svilupperanno nelle prossime settimane

Giampiero Pastorino

Antonio Bruno


Città metropolitana di Genova: patto del Nazareno al basilico

Dichiarazione di Antonio Bruno e Giampiero Pastorino

LEGGI IL TESTO

Pubblicato il 23 giugno 2016


Antonio Bruno sull'aumento di mortalità in alcuni quartieri di Genova

16 maggio 2016

Non ci sarebbe alcuna necessità di dimostrare che nelle periferie di Genova si muore più che nei quartieri "ricchi".

Il Fascismo annullo' i comuni autonomi e formo' la Grande Genova.

Pianifico' la struttura urbanistica che ancora oggi i governi nazionali e locali perseguono con ostinazione: impianti pericolosi e servitù nei quartieri popolari (oggi periferie che stanno perdendo sempre piu' identita'), residenza e servizi e, soprattutto, valore ambientale (leggi accesso al mare e fruizione del verde) a Levante e nella corona alta della città.

Come effetto collaterale c'e' l'aspettativa media di vita piu' alta nei quartieri "ricchi",  piu' bassa negli altri.

Di recente l'inquinamento da traffico sta livellando un po' le statistiche.

Le amministrazioni locali dovrebbero intervenire per diminuire queste disparità "di classe", ovviamente andando verso il risanamento, prevedendo la delocalizzaizone di impianti pericolosi, la riconversione verso sistemi di produzione di energia meno pericolosi etc. etc.

Il problema è che per intervenire il Sindaco di Genova, che ha poteri di polizia sanitaria, dichiara di aver bisogno di dati: "Nessuno mi ha detto che Iplom inquina" ha dichiarato a un giornale nazionale....

E questi dati possono arrivare da indagini epidemiologiche, che, stranamente, sono state fatte in modo superficiale e  incompleto.

Cosi' come l'inventario delle emissioni nocive che la Regione Liguria ha smesso di aggiornare da alcuni anni, proprio quando si è resa conto che queste analisi individuavano nelle aree portuali la principale fonte di biossido di azoto.

E arriviamo all'oggi: di fronte alla mia richeista di analisi epidemiologiche perche' secondo diversi fonti la Valpolcevera avrebbe una mortalita' del 7 per cento superiore a quella di altri quartieri, l'assessore Porcile risponde che "Tale studio però richiede una ingente risorsa economica che la Asl non è in grado di sostenere.

A fronte di quanto sopra ho inviato una specifica richiesta alla Regione Liguria per richiedere di contribuire a ciò mediante lo stanziamento di fondi al fine di poter promuovere la realizzazione di nuovi e adeguati studi epidemiologici che indaghino lo stato di salute della nostra città."

Ovviamente il Comune di Genova, che ha a bilancio 7 milioni di euro per il rifacimento del portale della Fiera Internazionale di Genova, posta in liquidazione, non dispone di un euro.

E cosi' il tempo passa.

E la melina si allunga.


Liquidazione della fiera di Genova la dichiarazione di Antonio Bruno

La liquidazione della Fiera Internazionale di Genova è l'ultimo capitolo di una politica fallimentare tutta concentrata su progetti di corto respiro.

E' dal secolo scorso che, dopo la cancellazione della Mostra Navale Bellica, avevamo chiesto che la Fiera non si rinchiudesse nella monocoltura del Salone Nautico ma si aprisse e si diversificasse per diventare meno fragile.

Invece questo sistema politico finanziario ha preferito dormire sui profitti del Nautico, progettando irrazionali espansioni fino al famigerato Padiglione Blu e implodendo con l'esplosione delle bolle immobiliari e speculative.

In particolare il potere per la costruzione del nuovo padiglione B  nel 2005 ha scelto il progetto di Jean Nouvel contro il parere dei vertici e della commissione tecnica interna Fiera che lo giudicavano poco funzionale e troppo costoso.

E che dire dell'ultimo colpo al piano industriale di rilancio della Fiera con l'Autorità Portuale che, d'accordo il Sinadco di Genova, nonostante oltre sei milioni di euro per la Nuova Darsena, non ha mai concesso alla Fiera stessa l’area se non per alcuni brevi periodi (con canoni non paragonabili a quelli applicati ad altri concessionari) e per i soli 45 gg all’anno necessari per il Salone Nautico.

«Ho portato a termine – spiegò la dimissionaria presidente  Armella nel luglio scorso  - il compito che mi era stato assegnato: riorganizzare l’azienda e le partecipate, con una riduzione sensibile dei costi e dell’esposizione debitoria, mantenere tutte le manifestazioni a calendario, inserendone di nuove,  assicurare il proseguimento del Salone Nautico, riportare un equilibrio sostanziale nella gestione e una definizione degli assetti patrimoniali e degli investimenti, ridisegnare l’ambito del quartiere fieristico, lasciando spazio a nuove destinazioni e opportunità di lavoro».

Il nuovo presidente Ariel Dello Strologo assunse l'incarico con qualche speranza di risanamento, ma a fine anno ha dichiarato la situazione insostenibile e oggi si propone la creazione di una nuova società con un numero di dipendenti molto ridotto.

Nel frattempo la collettività (il bilancio del Comune di Genova) si accolla oneri milionairi per acquistare immobili dagli oneri manutentivi costosissimi. Il tutto di fornte al silenzio assordante di regione e Camera di Commercio che hanno un atteggiamento molto prossimo a quello del gatto con i topi.

Ma quello che piu' fa male e' non capire perche' succede tutto questo e chi ci sia dietro, quali gruppi politici finanziari stiano per acquisire le aree e procedere e speculazioni (pardon valorizzazione come si dice nella Seconda Repubblica) immobiliari.

I dipendenti (qualcuno in questa aula li ha definiti privilegiati, forse,  ma privilegiati o no dei disoccupati o dei precari rimangono disoccupati e precari)  dichiarano

"Non vogliamo essere dei pesi morti. Abbiamo bisogno di lavorare e vogliamo farlo per lo sviluppo della nostra Citta. "

Una politica umana e lungimirante, prima ancora che di sinistra non dovrebbe fare le spallucce.

 

Antonio Bruno - Consigliere Comune di Genova


Il bilancio 2016 del Comune di Genova


Per consultarlo, per scaricarlo


Emendamento Federazione della Sinistra


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emendamenti documenti previsionali e pro
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Frode della raccolta differenziata, assaggio di privatizzazione

Antonio Bruno si esprime sulla vicenda: il Sindaco non rimanga inerte.

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pubblicato il 9 marzo 2016

Frode della raccolta differenziata, assaggio di privatizzazione: il Sindaco non rimanga inerte

La magistratura genovese ha scoperchiato  un collaudato e diffuso sistema truffaldino da parte di AMIU Genova e "SWITCH 1988 SpA" che avrebbe permesso ad alcuni di realizzare consistenti ed illeciti profitti e, dall'altro, all'azienda municipalizzata di far figurare percentuali di raccolta differenziata ben più elevate di quelle effettivamente realizzate.

Pare che i vari appalti - in alcuni casi vinti da "SWITCH 1988 SpA" perfino quando la stessa società non era in possesso dei requisiti richiesti dal bando di gara - venissero aggiudicati con ribassi vertiginosi, fuori mercato (in alcuni casi verso il 50%), salvo poi compensare con assegnazioni extra per garantire profitti alla  società privata.

Si sarebbe arrivati a simulare centinaia di ritiri di rifiuti ingombranti a domicilio in realtà inesistenti, falsificare la relativa documentazione, aumentare sistematicamente i quantitativi di rifiuti smaltiti per conto del Comune, effettuare smaltimenti di rifiuti gratuiti nei confronti di vari enti pubblici istituzionali e Forze di Polizia, facendo poi figurare falsamente tali rifiuti come se fossero stati rinvenuti abbandonati sul territorio comunale, incassando così indebitamente il previsto compenso per bonifica straordinaria del territorio.

L'indagine fa emergere un ramificato sistema corruttivo ai danni dei genovesi e dell'ambiente.

E rende chiaro il rischio che si corre a procedere con esternalizzazioni e gare al massimo ribasso

Pur rimanendo in attesa delle decisioni della magistratura, posso ribadire che la Civica Amministrazione non può rimanere inerte.

Si costituisca parte civile nell'eventuale processo.

Smetta di effettuare gare al massimo ribasso.

Metta in campo tutte le azioni per rendere trasparente e consultabile da tutti la raccolta e smaltimento dei rifiuti.
Cessi immediatamente ogni azione per cedere a privati l'azienda pubblica, più di quanto non sia stato fatto fino ad oggi, la gestione di un settore cosi' delicato.


Bruno e Pastorino: c'è un'alternativa privatizzazione della gestione dei rifiuti

Si avvicina il momento in cui la maggioranza arancione di centro sinistra proporrà al Consiglio l'ingresso (senza gara pubblica) di Iren dentro la partecipazione azionaria di Amiu, la società che gestisce raccolta e smaltimento dei rifiuti nella città di Genova.
L'immobilismo di vari amministrazioni di centro sinistra (nel passato speravano di costruire un inceneritore) ha portato a una grave situazione che oggi verrebbe sanata dall'ingresso di una multiutility (pesantemente indebitata
d'altronde).
L'unica discussione all'interno della giunta Doria pare essere solo la quota maggiore o meno al 50 per cento. Aspetto praticamente irrilevante, visto il peso che i Sindaci e le assemblee elettive hanno gia' ora sulle scelte di Iren.
Nel frattempo si sta preparando il terreno.
Un funzionario della città metropolitana (criticato per non aver ancora sbloccato la Autorizzazione Integrata Ambientale per la discarica di Scarpino) viene rimosso da quell'incarico dal presidente della Città Metropolitana Marco Doria e sostituito da una funzionaria del Comune di Genova il cui Sindaco è ... Marco Doria (che scalpita per ottenere la riapertura della discarica sottoposta a pesanti inchieste da parte della magistratura).

Inoltre, Amiu sta progettando gli impianti di pretrattamento in modo da favorire l'ingresso di Iren dentro la società.
Infatti, AMIU prevede un impianto di separazione secco-umido sovradimensionato ed uno di digestione anaerobica sottodimensionato, come osservato dalla stessa Regione nei documenti della commissione d'inchiesta parlamentare.
Il dimensionamento degli impianti di separazione secco-umido del rifiuto indifferenziato e quello di digestione anaerobica fatto dalla regione è calcolato su una RD del 65%. (vedi allegato progetto impiantistica regione-Amiu)
Questo significa che AMIU programmaticamente non intende giungere al 65% di RD !!!!!

Il motivo è che IREN possiede gli inceneritori di Parma e Torino e che il conferimento dei rifiuti genovesi consente a IREN dei lauti guadagni, anche in considerazione del fatto che questi inceneritori sono sottoutilizzati, che
ovviamente pagheranno i cittadini genovesi continuando ad esportare i rifiuti.

Forse è Iren che ha bisogno di AMIU, più di quanto Amiu abbia bisogno di Iren.

E questo porterà a non raggiungere i minimi di legge per la raccolta differenziata, alte tariffe di conferimento, nessun controllo dei cittadini e delle istituzioni sulle scelte aziendali.

Rimane il problema del finanziamento degli impianti.
Come descritto negli atti della commissione parlamentare di inchiesta (vedi allegato estratto commissione inchiesta) la stessa Amiu, per bocca del suo Presidente Marco Castagna, prevedeva due soluzioni: “Dal punto di vista politico-aziendale si stanno valutando due opzioni, entrambe teoricamente percorribili. La prima è l’individuazione di un
partner nel caso in cui si volesse creare una società ad hoc per la realizzazione del biodigestore, con una capacità di investimento esterna, finalizzata solo alla realizzazione dell’impianto.
Di questa società AMIU potrebbe essere parte e avere un rapporto da società a società. L’altra ipotesi è un aumento di capitale di AMIU dovuto a soggetti interessati a conferire risorse, che acquisirebbero azioni di AMIU. (pagina
45)
Successivamente il Presidente Castagna ha sostenuto che il suo mandato prevedeva di perseguire la seconda opzione. Traduzione: la scelta politica del Sindaco Marco Doria e della sua maggioranza è quella di procedere alla
privatizzazione della società.
Ci vogliamo soffermare sulla opzione scartata che eviterebbe l'ingresso in società di una multiutility gestita da fondi privati e banche.
Impianti a gara aperta a società di impiantistica industriale disponibili a finanziare integralmente la realizzazione degli impianti stessi. Recupero dell'investimento con utile d'impresa tramite gestione di 12-15 anni dell'impianto stesso con società mista impiantista vincitore gara-AMIU. (sostanzialmente un project-financing).

Vantaggi:
- chi vince la gara è una azienda che sa realizzare gli impianti (partener industriale)
- è interesse del realizzatore fare un impianto ben fatto, altrimenti non rientra del capitale investito
- la gestione mista garantisce una gestione tecnica valida, ma nello stesso tempo consente a personale AMIU di imparare a gestire impianti industriali per poi rendersi indipendenti
- non sposi a vita una ditta come nel caso di ingresso di un partner nel capitale sociale, ma è una convivenza a tempo (il tempo di ammortamento dell'investimento fissato a priori nella gara).

Si poteva, a nostro avviso, e si può ancora oggi reperire i capitali tramite
a) finanziamento dell'opera tramite fondi europei
oppure
b) finanziamento tramite sistema bancario o cassa depositi e prestiti con fideiussione del Comune

In ogni caso esprimiamo la nostra più assoluta contrarietà a processi di privatizzazione anche parziale delle aziende che gestiscono servizi pubblici:
a) per rispetto del referendum detto sull'acqua, ma che in realtà riguardava tutti i servizi di pubblica utilità, dove la maggioranza dei cittadini italiani ha detto che i servizi pubblici devono essere gestiti da società pubblica senza
scopo di lucro
b) per consentire la reale partecipazione dei cittadini e degli enti locali
alle scelte strategiche delle aziende di servizio.

 

I Consiglieri Comunali
Antonio Bruno Giampiero Pastorino

 

24 febbraio 2016


RIFIUTI

Una nota di Antonio Bruno

Pubblicato il 6 febbraio 2016

La Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti in Liguria esprime un impietosa analisi che distrugge le politiche sui rifiuti che centro destra e centro sinistra hanno auspicato, piuttosto che portato avanti, per la Regione Liguria, spiegando come sia stata favorita l'infiltrazione mafiosa in questo settore

In particolare,

«Il servizio ligure di raccolta dei rifiuti urbani è afflitto dal progressivo esaurimento delle discariche. Non vi sono nel territorio impianti d’incenerimento e termovalorizzazione - sottolinea - Inoltre la Regione Liguria ha individuato 174 siti industriali inquinati di cui solo 52 sono stati bonificati».
Al contrario "sarebbe stata probabilmente sufficiente una pianificazione più normale, che curasse l'aumento progressivo della raccolta differenziata, con la realizzazione di centri di compostaggio... curando la separazione a monte e il pretrattamento (la separazione dell'organico ndr); il tutto in un sistema che non  delegasse la gestione ai comuni".

E' esattamente quello che abbiamo, con scarsissimi risultati, denunciato e proposto in questi anni.
L'aspettativa del mitico Inceneritore ha precluso ogni gestione dei rifiuti moderna e sostenibile.

Ma quello che e' piu' grave, e' che tale politica viene perseguita, ancora oggi, dai poteri forti, dal centro sinistra, dalla destra e dal Sindaco Doria.
Prendendo atto dell'insostenibilità della costruzione di un termovalorizzatore in regione, si continua a fare melina sulla raccolta differenziata, non passando alla tariffazione puntuale della stessa.
Non si trovano i siti per il compostaggio.
Si prepara (con soldi pubblici e intimidazioni amministrative) la riapertura della discarica di Scarpino, al fine di poter vendere quote significative di AMIU alla multiutility Iren.
Iren, con una forte partecipazione pubblica ma di fatto in mano al mercato, alle finanziarie e alle banche, potra' sviluppare economie di scala portando i rifiuti nei suoi inceneritori (quasi vuoti) di Torino, Piacenza e Parma.

Il lupo perde il pelo ma non il vizio


ANTONIO BRUNO

DUE COMUNICATI SULL'ILVA

Pubblicato il 19 gennaio 2016

I commissari dell'Ilva non intenderebbero finanziare la produzione di banda stagnata nello stabilimento di Cornigliano, al fine di favorire il gruppo siderurgico franco-indiano Arcelor Mittal già presenti sul mercato con altri stabilimenti produttori di latta. Questa decisione fa chiarezza sugli effetti che la vendita-affitto (privatizzazione pertanto) ha su occupazione e (mancanza) di politiche industriali nazionali
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La nomina di Marco Pucci a direttore generale di Ilva e' una decisione controversa. Marco Pucci, infatti, e' stato condannato a 7 anni (in secondo grado) per il tragico rogo alla ThissenKrupp di Terni in cui morirono 7 operai nella notte tra il 5 e 6 dicembre 2007. In un momento in cui il premier Matteo Renzi propone di licenziare in 48 ore i "presunti" furbetti del cartellino, trovo incredibile nominare direttore generale di un'azienda, che si sta privatizzando, una persona coinvolta nel rogo di una azienda che venne privatizzata nel 1994


Antonio Bruno su ordinanza del Sindaco che limita la circolazione.

14 gennaio 2015

Ieri si e' discusso in consiglio comunale dell'ordinanza che vieterebbe a partire da febbraio l'accesso al centro città di auto e moto ad alte emissioni inquinanti.
Il provvedimento, senza un adeguato potenziamento del trasporto pubblico, rischia di essere penalizzante verso le persone (meno ricche) non in grado di acquistare mezzi meno insalubri.
Inoltre il provvedimento colpisce solo una delle fonti di inquinamento da biossido di azoto, polveri sottili e monossido di carbonio.
E neanche la più significativa. Il porto produce inquinanti almeno dieci volte superiori al traffico automobilistico e 100 volte superiori a quello motociclistico (biossido di azoto) ad esempio.
Si interviene verso i privati meno abbienti e si lasciano stare le grandi multinazionali.
Detto questo pero', il dibattito sviluppato ieri ha evidenziato le classiche posizioni "da struzzo" e l'effetto potrebbe essere quello del ritiro dell'ordinanza, senza alcun intervento serio contro l'inquinamento e a favore della salute.
E' necessario invece che il Sindaco, in qualità di ufficiale sanitario per conto del Governo, convochi tutti i soggetti (anche al città metropolitana di cui è lui stesso presidente..) e elabori misure, anche graduali, ma ferme per diminuire le emissioni insalubri a partire dalle sorgenti più importanti.


Il Sindaco Doria la smetta di rimanere fermo di fronte all'aumento del rischio sanitario da polveri sottili

Interpellanza di Antonio Bruno

pubblicato il 22 dicembre 2015

 Oggetto: interpellanza su misure per tutelare la salute dalle polveri sottili


Il Sottoscritto Consigliere,

premesso che a Genova le polveri sottili hanno superato la soglia limite media giornaliera di concentrazione nell'aria di 50 microgrammi/metro cubo per più di 35 volte in un anno, tra il 1 gennaio e l'otto dicembre 2015;

visto l'impatto negativo sulla salute delle polveri sottili;

interpella la S.V. per conoscere quali iniziative la Civica Amministrazione intende intraprendere

-a livello di politiche ed azioni di rilancio del trasporto pubblico locale sia su ferro che su gomma (fermando la cancellazione di corsie riservate per il trasporto pubblico, anzi incrementandole nelle città, l'ampliamento delle zone pedonali e la creazione di zone a 30 km/h per la moderazione del traffico, il supporto al trasporto privato collettivo e alla mobilità ciclabile,

- a livello di programmazione economica che riduca la presenza di aziende inquinanti vicino alle abitazioni come, ad esempio, gli impianti petroliferi, petrolchimici e riparazioni navali.


17 dicembre 2015

Interpellanza sul piano casa.

 

Il sottoscritto consigliere,

premesso che la Regione Liguria ha approvato il cosiddetto "piano casa", che consente di costruire di più, aumentare le cubature degli edifici esistenti, anche se immobili condonati, e di costruire anche nei parchi naturali;

tenuto conto che il territorio della nostra regione e, in particolare del comune di Genova, è molto fragile;

considerato che ogni sindaco della Liguria ha 60 giorni di tempo per impedire l'applicazione del piano casa nel proprio comune;

considerato altresi' che tali obiettivi paiono in contrasto con il Piano Urbanistico Comunale recentemente approvato dal Consiglio Comunale di Genova, che pur prevedendo Opere dal Grande Impatto sul Territorio (Gronda e Terzo Valico), mette un freno all'espansione edilizia sulle colline;

interpella la S.V. per attivare tutte le iniziative possibili al fine di non prevedere ulteriore consumo di suolo di quello gia' previsto dal PUC comunale.


Il Sottoscritto Consigliere,

premesso che è stato indetto un Giubileo straordinario sulla Misericordia;

tenuto conto che, pur confermando la laicità dello Stato Italiano, può essere opportuno valutare con attenzione messaggi provenienti da autorità religiose di diverse fedi, laddove coinvolgono politiche sociali e ambientali;
considerato il dibattito apertosi in queste settimane anche in città su radici cristiane della società occidentale, come testimonia la discussione sul presepe o sul crocefisso nelle scuole; considerato, inoltre, che tali istanze non è opportuno che scadano in polemiche strumentali o riti magici, che alienano le coscienze dalla vita reale; sottolineato come il Giubileo, fin dalla sua nascita, si è caratterizzato per la restituzione delle terre agli antichi proprietari, la remissione dei debiti, la liberazione degli schiavi e il riposo della terra, obiettivi su cui anche coscienze non aderenti ad alcuna religione potrebbero concordare;

interpella la S.V. per conoscere se non sia opportuno che la C.A. in occasione del Giubileo della Misericordia procedere ad alcune iniziative:

- condonare i debiti delle famiglie che non riescono a pagare affitto e spese di amministrazione delle case di proprietà comunale, comprese quelle di proprietà di Spa in cui l'Amministrazione Comunale abbia una partecipazione (tramite gli amministratori nominati dal Sindaco);

- attivarsi verso le Spa che gestiscono servizi pubblici (Iren, Amiu ad esempio) in cui il Comune abbia una partecipazione, al fine di  condonare il pagamento delle spese relative alle utenze;

- istituire tavoli per risolvere i problemi dei senzatetto, degli immigrati, dei rom e delle persone coinvolte nel gioco d’azzardo;

- procedere a una moratoria delle Opere impattanti sul territorio come Terzo Valico e Gronda Autostradale del Ponente Genovese;

- istituire tavoli per la valutazione delle attività inquinanti presenti sul territorio genovese (a diversa gradazione: polo petrolifero e petrolchimico Multedo - Fegino - Sampierdarena, Riparazioni Navali di fronte a Centro Storico, incessante rumore proveniente dal porto di Pra) al fine di procedere a processi di riconversione produttiva.


15 dicembre 2015

Interpellanza su disservizi Istituto Gaslini di Genova Bolzaneto

 

Il Sottoscritto Consigliere,

 

premesso che da diversi giorni gli studenti dell’istituto professionale Gaslini-Meucci di Genova-Bolzaneto, scuola professionale, dove si formano i futuri odontotecnici e meccanici, sono in sciopero;

 

considerato che alla base della protesta ci sono due problematiche: i caloriferi e i laboratori, in particolare il riscaldamento della scuola non funziona (con temperature all'interno delle aule di circa 12 gradi centigradi) e non si comprende quando questo disservizio potrà essere superato.

 

considerato inoltre che gli studenti della specializzazione meccanica non entrano nel laboratorio dall’inizio dell’anno scolastico, mentre gli odontotecnici non hanno materiale da settembre;

 

interpella la S.V. per comprendere quali iniziative Ella intenda intraprendere, anche verso altri enti coinvolti come la Città Metropolitana, di cui Lei è Sindaco Metropolitano.


Interrogazione a risposta immediata (ex art. 54) del consigliere Bruno: «Secondo suicidio in un mese per sfratto. Definizione di morosità incolpevole».

PRESIDENTE. Passiamo all’argomento proposto dal consigliere Bruno: «Secondo suicidio in un mese per sfratto. Definizione di morosità incolpevole». Risponde l’assessore Fracassi.
Do intanto la parola al consigliere proponente Bruno.

CONSIGLIERE BRUNO (Fds). Grazie presidente. Grazie assessore. Cinque giorni fa, una persona di 66 anni si è lanciata da una finestra di una casa popolare nella quale viveva da tempo.
Da tempo gli avevano staccato le utenze e quella mattina sarebbe stato sfrattato. Questo nostro concittadino era solo, senza soldi.
Un mese fa a Staglieno una storia simile: un disoccupato si era impiccato nella casa, il giorno in cui anche lui avrebbe avuto lo sfratto.
La Regione Liguria ha approvato una legge, il Consiglio comunale di Genova lo sta recependo, è stato discusso più volte in quest’Aula, in cui si inasprisce la lotta ai morosi, tranne poi cercare di riparare con la morosità incolpevole.
L’assessore Fracassi ha detto che è stato istituito un fondo di solidarietà di 670.000 euro, per cui sarà possibile fare richiesta entro il 31 ottobre di quest’anno. Questo va bene, ma è evidente che non basta, è il sistema che non funziona, perché se i suicidi di Sestri e Staglieno fossero stati rischi che si fingevano poveri, allora andavano curati dalla Salute mentale; in caso contrario, a mio avviso, erano morosi incolpevoli e non andavano sfrattati. Sono questi gli effetti di una sottomissione alla logica della finanza e della tecnocrazia.
Chiederei:
1) Quali impegni ha fatto seguire all’ordine del giorno approvato da questo Consiglio comunale il 30 settembre 2014, che impegnava la Giunta a intervenire presso le aziende partecipate per un piano di intervento straordinario mediante un piano straordinario anche in relazione all’edilizia abitativa pubblica;
2) Come intende Spim, o la società proprietaria dell’alloggio di Sestri, dove si è consumato il tragico avvenimento, utilizzare gli alloggi di cui dispone, una volta tornati liberi, per mitigare il disagio abitativo, senza ridursi solo a un ruolo di intermediazione e di svendita dei propri alloggi;
3) Quali verifiche sulla reale situazione economica degli inquilini di alloggi pubblici, compresi quelli di Spim, oltre a quelli di Arte del Comune, vengono assunte prima di effettuare sfratti, non bastando la dichiarazione che quelli non siano rivolti al servizio sociale, anche perché è noto che spesso chi precipita in una condizione di miseria, vive la cosa con vergogna e non sempre si rivolge all’Ente pubblico.
4) Quali iniziative vuole assumere il Comune rispetto alla vergogna di 20.000 alloggi di privati vuoti in città.
In ultimo, segnalo le dichiarazioni sottoscritte dai movimenti sociali dopo l’incontro in Bolivia con Jorge Bergoglio e, in particolare, respingiamo gli sgomberi forzati, respingiamo qualsiasi tipo di persecuzione giudiziaria contro chi lotta per una casa e per la sua famiglia, perché l’abitazione è un diritto umano fondamentale, con carattere universale ed esigiamo politiche pubbliche partecipative, che garantiscano il diritto alla casa.

PRESIDENTE. La parola alla Giunta, assessore Fracassi.

ASSESSORE FRACASSI. Grazie consigliere. Grazie presidente, per permettermi di rispondere a queste considerazioni che porta il consigliere Bruno. Ovviamente è un tema complicato.
Noi abbiamo una crisi economica in corso che ha influito sicuramente sulle condizioni abitative delle persone; ha toccato, in alcuni casi, anche i proprietari di casa e in molti casi tocca le persone in affitto, in locazione.
I provvedimenti di sfratto sono aumentati in Italia in questi anni e, come avevo commentato anche durante la presentazione del bando per la morosità incolpevole, sono particolarmente presenti in Liguria, a Genova, e noi abbiamo oggi una famiglia con provvedimento di sfratto ogni 240 famiglie in locazione. Un dato superiore alla media nazionale, che è intorno alle 340.
Quindi dobbiamo fare, evidentemente, una politica di lotta al disagio abitativo. Come ho già affermato nei giorni scorsi, non possiamo pensare che i Comuni abbiano i mezzi per affrontare la crisi economica, perché quello che, secondo me, ci vuole per affrontare il problema del disagio abitativo e degli sfratti, come i problemi economici della popolazione che ha perso in lavoro, che è in condizioni di povertà, la soluzione deve essere data un provvedimento nazionale, di contributo al reddito, di reddito minimo per tutte le persone, che abbiano la possibilità di vivere in condizioni sopra la soglia di povertà.
Ci vorrebbe un provvedimento nazionale, perché non sta nelle possibilità del bilancio comunale affrontare la povertà dei cittadini. Però, noi stiamo facendo tutto quello che è possibile all’interno dei nostri strumenti.
Abbiamo in prodotto, da due anni, degli investimenti in conto capitale e nel piano degli investimenti, insieme all’assessore Crivello ed è da due anni che ci sono dei finanziamenti specifici per la ristrutturazione straordinaria di alloggi. Questo fa sì che oggi abbiamo quaranta alloggi Erp in corso di manutenzione straordinaria e che andranno quindi in autunno in disponibilità. Abbiamo molti altri lavori in corso. Andiamo a iniziare i lavori per ristrutturare gli alloggi che saranno destinati ai genitori separati, così come altri alloggi.
Tra l’altro, in autunno porterò un aggiornamento in Commissione consiliare dei lavori in corso riguardo le politiche abitative.
Abbiamo partecipato al finanziamento nazionale della Legge n. 80 sul sostegno alle locazioni e il Comune ha compartecipato al finanziamento con 300.000 euro di propria spesa corrente e quindi abbiamo attivato il fondo sostegno alla locazione; abbiamo ricevuto 2167 domande ed entro l’anno erogheremo il contributo per il sostegno alla locazione.
Abbiamo risposto ora, con questo bando, per la morosità incolpevole. Abbiamo avviato i lavori dell’Agenzia sociale per la casa, che tra il 2014 e l’inizio del 2015 ha concluso settantasette nuovi contratti a canone moderato, con l’utilizzo del fondo di garanzia per il proprietario e stiamo utilizzando sempre più gli alloggi del patrimonio comunale per affrontare situazioni di emergenza abitativa. Abbiamo in corso ottanta sistemazioni in emergenza abitativa.
Queste sono tutte le forme, più tutta la rete degli alloggi di inclusione sociale, in appoggio ai Servizi sociali. Quindi io credo che per quello che è nelle nostre possibilità abbiamo attivato un sistema di interventi che affrontano i gravi problemi di disagio abitativo. Questo ultimo credo che sia importante, lo abbiamo attivato ed è un fondo per la morosità incolpevole che serve per recuperare il rapporto tra proprietario e inquilino e per far sì che...

PRESIDENTE. Assessore, se può stringere un pochino, perché siamo già fuori tempo.

ASSESSORE FRACASSI. Ha ragione, mi scuso. Quindi mi sembra che abbiamo fatto tutto il possibile. Concludo solo dicendo che anch’io sono rimasta molto amareggiata da questi suicidi connessi con i provvedimenti di sfratto. In tutti e due i casi sono state due persone che non avevano contatto con i servizi, con i servizi socio-sanitari, che avrebbero potuto, probabilmente, usufruire di un sostegno da parte dei servizi. Quindi credo che sempre più le persone che sono in una situazione di difficoltà, devono avere fiducia nei servizi e rivolgersi ai Servizi sociali e socio-sanitari.