Le nostre riunioni avvengono all'incirca una volta a settimana ma, non avendo una sede, data e luogo cambiano, anche a seconda delle esigenze. Il nostro processo decisionale utilizza molto anche la mailinglist di discussione a cui appartengono tutti i soci ed alcuni simpatizzanti. Chi desiderasse partecipare ed avere informazioni, o iscriversi alla mailinglist di discussione puo' scrivere a altraliguria@libero.it o a simonetta.astigiano@gmail.com


VERBALE RIUNIONE 1 FEBBRAIO 2016

Presenti: Bevilacqua, Culotta,Fasce, Garaventa, Guarrera, Previati, Russotto, Zannoni.

OdG.

1) una possibile data per l'assemblea dei soci, ormai improcrastinabile.

2) divisione dei compiti per i vari progetti che abbiamo in campo e delle relazioni con gli altri soggetti:

 Forum dei Beni Comuni, Movimento NoTAV, Comitato per il No al referendum costituzionale, Forum dell’Acqua, Sviluppo agricolo in Valpolcevera, Prima le persone e rete dei territori, Movimento No TRIV, Gruppo Ambiente e Lavoro.

 

Vi è unanimità sulla necessità di fare al più presto l’assemblea dei soci, indicativamente l’ultima settimana di FEBBRAIO. Potrebbe essere Sabato 27, si decide comunque di fare un Doodle per verificare le disponibilità.

Sul punto due ci sono le seguenti disponibilità:

 Forum dei beni comuni: Garaventa.

 Movimento NoTAV : Ventullo

 Comitato per il No al referendum costituzionale: Astigiano, Fasce, Zannoni.

 Forum dell’Acqua: Garaventa, Ventullo.

Sviluppo agricolo in Valpolcevera: Culotta, Previati, Russotto.

 Prima le persone e rete dei territori: Astigiano, Zannoni.

 Movimento No TRIV: Zannoni.

 Gruppo Ambiente e Lavoro: Fasce, Valerio.

 Ovviamente chiunque voglia aggiungersi è il benvenuto.

 

Luigi Previati ha fatto un’approfondita relazione sul lavoro svolto dal gruppo “Sviluppo agricolo in Valpolcevera”.

Il progetto molto articolato sta decollando, si propone di fare una grande festa di presentazione a Villa Serra di Comago per il mese di Maggio.

Il titolo su proposta di Titta potrebbe essere “Valpolc’è!”.

Si prevedono spazi culturali, musicali, politici ed ovviamente fave e salame e vino bianco.

Visto la portata dell’evento sarà necessario creare un gruppo che lo segua da vicino, chi se la sente si faccia avanti.

Alle 23 la riunione si scioglie.

 


VERBALE RIUNIONE 5 GENNAIO 2015

Erano presenti: Bevilacqua, Fasce, Garaventa, Guarrera Ventullo , Zannoni.

 

Il fulcro della discussione è stato il nostro intervento alla riunione di Bologna del 9/10 Gennaio.

Il documento, scarno ma che indica delle linee di percorso ben precise,  scaturito è stato condiviso dai presenti.

La discussione si è poi sviluppata sul tentativo di darci un piano semestrale di lavori da condividere, se vorranno con le Associazioni “Altre” e mirato alla declinazione delle conclusioni del Cop 21 di Parigi, lo schema è quello scaturito dalla precedente riunione che vi copio.

Inoltre andremo a ribadire il nostro concetto di rete fra i territori: ogni territorio elabora in autonomia propri progetti che poi verranno portati in assemblea permanente per essere condivisi, emendati o cassati.

In quest’ottica AL propone un calendario semestrale di appuntamenti collegati alla sostenibilità ecologica e climatica sulla scorta delle conclusioni del Cop 21 di Parigi, che al di là delle necessarie critiche, ha affermato per la prima volta che un problema climatico esiste.

Dobbiamo usare questa affermazione come un grimaldello per scardinare alla base le politiche neoliberiste ed anti ecologiste dei governi europei.

Il fil rouge che dovrebbe essere sotteso ai seminari è che si può fare il bene del pianeta creando al contempo posti di lavoro e quindi una ripartenza dell’economia reale.

I temi individuati al momento, passibili, ovviamente di modifiche, sono:

. Energie rinnovabili

. Riciclo

. Salute

. Cura del territorio

. Beni comuni e democrazia partecipativa.

. Opposizione ai piani di sfruttamento selvaggio dei territori.

Si è inoltre deciso di iniziare da subito a fare rete con le “Altre” da subito anche nell’ottica di portare alla riunione di Bologna una piattaforma il più possibile condivisa.

 

La delegazione di AL che dovrebbe andare a Bologna si compone al momento di 7 persone, ma sarebbe auspicabile, vista l’importanza dell’appuntamento a livello nazionale, che altri si aggregassero.

Chi volesse farlo può contattare direttamente Luigi, Simonetta o me, oppure più semplicemente scrivere qui.

Come avete letto in precedenti mail stiamo cercando di razionalizzare la Ml, ed è in atto, col prezioso contributo di Federico Valerio un progetto di monitoraggio dell’inquinamento cittadino.

Il problema dello sviluppo ecologico è una priorità assoluta e deve diventare, a mio parere la nostra battaglia principale perché da questo discende il lavoro, la qualità della vita, la salute, tutti beni comuni ed inalienabili.

 


Verbale della riunione del 2 novembre 2015 - Genova

Pubblicato il 9 novembre 2015

Erano presenti: Claudio Culotta, Gianni Russotto, Danilo Zannoni, Pino Parisi (arrivato a riunione iniziata), Ornella Ventullo, Antonio Bruno e Giuseppe Gonnella (andati via prima), Maria Rosa Filippone, Graziella Bevilacqua, Cristopher Garaventa, Luigi Fasce, Simonetta Astigiano, Angelo Guarnieri.

1. Prima le Persone e noi.

Inizia Simonetta spiegando che il punto è stato chiesto da Luigi che non condivide l'uso spinto della piattaforma telematica Liquid Feedback. All'interno dell'associazione PlP vi è ampio dibattito sulla forma organizzativa, dal partito pirata che avversa ogni forma di delega è spinge sull'auto rappresentanza attraverso la piattaforma telematica, a chi vorrebbe un'organizzazione più strutturata che preveda comitati territoriali. PlP si è dotata di strumenti: un forum di discussione, la mailinglist e la piattaforma, tuttavia, come pare accadere ovunque, la partecipazione funziona solo tramite mail, pur con tutti i limiti e scocciature che questa comporta. Le piattaforme telematiche sono uno strumento che però va integrato con un metodo più tradizionale e non deve essere in contrasto con una forma federativa e la delega.

Fasce ritiene che se non si vorrà dare corso ad una strutturazione territoriale dovremmo sganciarci da PlP perché non è comprensibile se chi partecipa lo faccia rappresentando un'elaborazione collettiva o solo il proprio pensiero personale. Chiede che si parta da una mappatura delle realtà organizzate presenti sul territorio per fare rete.

Danilo ritiene che l'uso dei sistemi online sarà sempre più importante è non possiamo farci trovare impreparati, per cui occorre fare uno sforzo e spingere in quella direzione, tuttavia dobbiamo  favorire la partecipazione anche di chi non usa il mezzo. Propone di organizzarci al nostro interno per l'uso degli strumenti.

Si decide infine di scrivere una nota a PlP in cui si precisa che pur ritenendo importante l'uso di LQF come piattaforma per assumere democraticamente alcune decisioni, non riteniamo si possa prescindere da un'organizzazione di circoli territoriali che condividano linea politica e lotte. SImonetta si incarica di elaborare la lettera che sottoporrà a tutti prima dell'invio.

2. Europa, organizziamo dibattito?

Questo punto è stato voluto da Simonetta che, dopo il seminario del 24, ritiene utile organizzare un dibattito su posizioni diverse per discutere approfonditamente della questione. Valuta positivamente e chiarificatori o l'intervento fatto da Guido Levi e ritiene importante seguire e collaborare con il Movimento Federalista Europeo. Recentemente è arrivato un appello da parte di un gruppo che invece si pone criticamente sull'Europa.

Ganni ricorda che la nostra Associazione è nata in continuità con i punti programmatici de L'Altra Europa ed ha quindi una vocazione europea che deve mantenere.

Si decide di organizzare l'incontro per febbraio del prossimo anno, eventualmente sotto forma di presentazione di libri che sostengano due posizioni diverse. Si costituirà un gruppo di lavoro apposito.

3. Relazione su tesseramento

Gianni comunica che ad oggi sono state rinnovate 13 tessere, 5 hanno comunicato la volontà di rinnovarla, e 3 sono i nuovi iscritti.

Angelo comunica di sospendere l'iscrizione in attesa di capire se ci sia veramente la volontà di contribuire a costruire una forza antineoliberista ed anticapitalista.

4. Relazione su seminario Genova

Il punto è stato chiesto da Sonia che però non ha potuto essere presente. Se ne potrà parlare alla prossima riunione. Comunque i partecipanti sono stati 67 ed i giudizi sono positivi, pur essendo mancata alla fine una discussione puntuale sulla forma organizzativa. Si propone che questo sia demandato ad una successiva riunione nazionale magari organizzata su due giorni.

5. Referendum NoTRIV

Il primo in campo su cui dovremo organizzare la campagna elettorale. Ornella precisa che solo a metà gennaio si saprà se i quesiti saranno ammissibili, poi si potrà partire. Si pensa di contattare Enzo Di Salvatore per invitarlo a Genova ad inizio campagna referendaria. Danilo si dice disponibile ad andare a Roma per partecipare all'assemblea nazionale, ma ci sono problemi economici per coprire il costo del viaggio.

6. Proposta Forum dei Beni Comuni

Al forum partecipano attivamente Ornella, Cristopher e Danilo che ci terranno informati. Brevemente il forum sta preparando due delibere di iniziativa popolare per la pubblicizzazione del servizio idrico e la partecipazione dei cittadini alle scelte politiche. I testi saranno diffusi non appena pronti. Tutte le associazioni e parti interessate saranno contattate per chiedere sostegno.

7. Comitato Costituzione

Dopo l'incontro di un gruppetto per l'organizzazione di un comitato promotore si è tentato un contatto con l'ANPI tramite Bisca che però non ha risposto. Si pensa che sarebbe utile procedere ma manca qualcuno neutrale che tenga le redini e spinga il comitato. Fasce propone di contattare Arturo Flick.

8. Varie ed Eventuali

Luigi propone di produrre un giornalino-newsletter (GlocaleNews) da diffondere poi il più possibile e propone di formare un gruppo di redazione che se ne occupi. Al momento hanno dato disponibilità Luigi Fasce, Giorgio Boratto, Ornella Ventullo Simonetta Astigiano e Danilo Zannoni, chi fosse interessato sarà sicuramente benvenuto.

La riunione si conclude alle 19:30

Prossimo incontro lunedì 16 novembre alle ore 21:00

OdG prossima riunione (proposta):

Relazionarsi con Rete a Sinistra per il Comitato sulla Costituzione.

Rete antineoliberista e anticapitalista, appello e incontro del 21

Referendum NoTRIV, relazione da Danilo

Varie ed eventuali


COMUNE DI GENOVA

Approvata mozione del Consigliere Antonio Bruno contro gli inceneritori previsti dallo Sblocca Italia

Pubblicato 15 ottobre 2015

MOZIONE


 VISTO l’articolo 35 della legge 164 del 11.11.2014 (Sblocca Italia), che interferisce coi programmi regionali e interviene sull’autonomia della Regione Liguria e dei Comuni Liguri, imponendo un impianto di incenerimento non previsto dal Piano Regionale Rifiuti del 25 marzo 2015;


PREMESSO CHE con questa legge gli inceneritori sono definiti “infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale”, per autorizzare il Consiglio dei Ministri a decidere in merito, anche contro il parere del Consiglio Regionale, provocando un ulteriore innalzamento   dell’  inquinamento  atmosferico    ( metalli   pesanti,  diossine,   particolato ultra-fine) e azzerando l’impegno dei cittadini virtuosi, con gravi ricadute per la salute e l’economia e con infrazione delle norme comunitarie.

Sapendo che la popolazione ligure è stata per decenni inquinata, avendo sul suo territorio, densamente abitato e a prevalente vocazione turistica, ben tre centrali a carbone, con ricadute negative sull'ambiente e sulla salute (vedi studi medico-scientifici qualificati a livello internazionale e accertamenti della Procura di Savona);


ESSENDO gli inceneritori infrastrutture "pesanti", impianti molto costosi, che richiedono alimentazione con flussi di indifferenziato garantiti per25 anni, deprimono la RD e inducono a produrre sempre più rifiuti per ammortizzare l’investimento, a carico degli utenti con elevate tariffe TARI ed elevate bollette per elettricità prodotta con incentivi statali;


ESISTENDO scenari operativi alternativi, impianti a freddo con trattamento meccanico e biologico per recupero di materia dall’indifferenziata (TMB), praticabili e praticati, che costano molto meno, si costruiscono più velocemente, comportano più posti di lavoro, non inquinano con danni alla salute 

e all’ambiente, emettono meno gas serra, permettono di risparmiare energia in quantità tripla;


Per tutte queste considerazioni


 IL CONSIGLIO COMUNALE DI GENOVA

manifesta pubblicamente il proprio dissenso verso l’art 35 della legge Sblocca Italia:

ESPRIME CONTRARIETA' all’uso del sito Tirreno Power di Vado (SV) o altri per incenerimento o combustione di CSS, ritenendo inaccettabile che si ipotizzino altre fonti inquinanti come quelle degli inceneritori, su un territorio già pesantemente provato e che richiederebbe invece bonifica;


 CONCORDA con il Presidente della  Liguria sulla contrarietà alla costruzione di nuovi incenritori in Regione e chiede al Consiglio Regionale di opporsi all’attuazione dell’art 35 della legge “Sblocca Italia” nella Conferenza Stato Regioni del 9 settembre 2015 in quanto lesiva dell’autonomia e degli interessi regionali;


ADERISCE alle richieste del Coordinamento ligure GCR contenute nelle Petizioni cartacea e online “No a incenerimento dentro o fuori Regione Liguria” e nella lettera aperta alla Giunta regionale (vedi sito gcrliguria.wordpress.com)


APPOGGIA la Legge di Iniziativa Popolare RIFIUTI ZERO depositata in Parlamento, che prevede: 

a) l’avviamento al percorso verso Rifiuti Zero con raccolta porta a porta e tariffa puntuale (si paga in base a rifiuti residui prodotti);

b) la realizzazione di impianti di compostaggio della frazione organica e della frazione verde (foglie, sfalci e potature) che costituisce quasi il 40% dei rifiuti prodotti;

c) il riciclo dei rifiuti raccolti in modo differenziato all’interno della regione in cui vengono prodotti, eliminando l’inquinamento derivante dal trasporto fuori regione;

d) la realizzazione di impianti a freddo che permettono di chiudere il ciclo dei rifiuti recuperando ulteriore materia seconda preziosa dall’indifferenziato residuo.


IL VERBALE DELLA RIUNIONE DELLA MACROAREA DI GENOVA

LUNEDì 5 OTTOBRE

Leggi il verbale e lascia i tuoi commenti


INTERROGAZIONE DEL CONSIGLIERE ANTONIO BRUNO SU FSU (FINANZIARIA DEL COMUNE)  - LA RISPOSTA DEL SINDACO DORIA

Richiesta informazioni su possibile spacchettamento FSU ed eventuali oneri per la città.

La partecipazione azionaria in Iren del Comune di Genova è detenuta da FSU, finanziaria pariteticamente controllata dai Comuni di Genova e Torino.
FSU ha al suo attivo la partecipazione in Iren (qualcosa più del 33% delle azioni della società, che è quotata in Borsa) e al passivo un debito creatosi al momento della costituzione di FSU.
Il Comune di Torino ha espresso la sua volontà, esplicitata nel piano di riordino delle partecipate del Comune di Torino presentato e approvato dal consiglio comunale della città, di sciogliere o superare FSU.
Il Comune di Torino dispone già di una finanziaria che detiene altri pacchetti azionari di società nella quale potrebbero confluire le azioni Iren.
A fronte di tale indicazione chiara il Comune di Genova aveva esplicitato, nel piano di riorganizzazione delle partecipate approvato dal consiglio comunale, che le prospettive di FSU si sarebbero decise in un confronto col Comune di Torino.
Appare opportuno ricordare che i buoni rapporti e l’intesa tra azionisti sono obiettivi da perseguire nell’interesse della società partecipata e per valorizzare il patrimonio che dal Comune vi è stato investito.
Il percorso in atto consiste attualmente in studi e approfondimenti volti a verificare la praticabilità di una separazione che avrebbe come esito: per il Comune di Torino il conferimento dei propri asset a un’altra finanziaria del comune (debbo precisare che si tratta di ipotesi che riguardano Torino sulle quali dovranno pronunciarsi gli organi politici torinesi); per Genova il mantenimento di FSU controllata per intero dal Comune di Genova.
In tal caso FSU avrebbe la metà delle azioni attualmente di proprietà di FSU e dovrebbe essere gravata della metà del debito.
Per Genova non è possibile eliminare FSU, non potendosi caricare il bilancio comunale del debito in capo a FSU (ovviamente per la sola quota spettante a Genova).
Tale operazione potrà comunque essere realizzata solo al verificarsi delle seguenti condizioni: 1) non dovranno esserci costi aggiunti per quanto riguarda gli interessi passivi e i tassi relativi che una FSU interamente controllata dal Comune dovrebbe comunque sopportare; 2) contestualmente all’operazione andrebbe sottoscritto un altro patto tra azionisti (Torino e Genova) che stabilisca regole condivise per la governance del gruppo.
Ogni atto formale di tale processo sarà sottoposto al vaglio del Consiglio Comunale.


COMUNE DI GENOVA

Interrogazione a risposta immediata (ex art. 54) del consigliere Antonio Bruno: «Secondo suicidio in un mese per sfratto. Definizione di morosità incolpevole».

Risponde l’assessore Fracassi.

Pubblicato il 8 ottobre 2015

Leggi l'interrogazione e la risposta dell'Assessore, condividi e commenta



QUESTION TIME AL COMUNE DI GENOVA 

Ecco il testo di Antonio Bruno sul ddl sicurezza urbana

Pubblicato il 30 settembre 2015

Il 17 settembre, nel corso di un vertice a cui hanno partecipato il presidente dell'Anci Piero Fassino, i sindaci delle città metropolitane, il capo della Polizia Alessandro Pansa e i vertici del Viminale, il ministro Alfano ha annunciato un disegno di legge del governo sul tema della sicurezza urbana che darà ai sindaci nuovi strumenti per affrontare i fenomeni di illegalità diffusa.

L'articolo 20 della bozza di ddl prevede una pena, fino a cinque anni di carcere, per chi ai cortei e alle manifestazioni «fa uso di caschi protettivi ovvero di ogni altro mezzo atto a rendere impossibile o difficoltoso il suo riconoscimento».


Nessuna norma è invece prevista rispetto al codice identificativo per i membri delle forze dell'ordine, nonostante alcune forze politiche, pezzi di società civile e lo stesso Parlamento Europeo si fossero appellati al Governo italiano per legiferare in tal senso.


La bozza prevede inoltre un allargamento di poteri e competenze ai sindaci «per la tutela della sicurezza dei cittadini e nel contrasto al degrado, fermo restando la competenza esclusiva dello Stato in materia di ordine e sicurezza pubblica».


Si chiede quale sia la posizione del Sindaco di Genova di fronte a queste proposte cosi' squilibrate e che allargamento di competenze siano previste.


COMUNE DI GENOVA, DISCUSSIONE SUL BILANCIO

15 SETTEMBRE 2015

di Antonio Bruno


La discussione di una variazione di bilancio nel Consiglio Comunale di Genova ha assunto contorni paradossali.
Il Governo si era impegnato a rimborsare i comuni dell'ammontare della tassa sulla prima casa quando fu temporaneamente abolita.
Ora a fronte di 27 milioni di mancato introito per la città di Genova, il Governo ne rimborsa solo 20!
Ma non finisce qui. Dei 20 che arrivano una parte (8 milioni) sono accantonati perche' il Bilancio preventivo aveva previsto 48 milioni di proventi derivanti dalle multe che certamente non verranno tutti incassati.
Inoltre il Governo ha deciso che queste entrate non vanno considerate nel patto di stabilità, mentre gli impeighi di questi fondi SI! Questo significa legare le mani al Comune.
Infatti il funzionamento del patto di stabilità interno può essere semplificato in questo modo: nel bilancio annuale dell’ente, le entrate e le uscite devono essere perfettamente pari. Tanto entra, tanto esce. Se diminuiscono le uscite, devono diminuire anche le entrate.
Quindi se le entrate (badate bene solo le entrate) sono escluse dal patto di stabilita' e le uscite no, allora (visto le ingenti spese per le alluvioni) non e' possibile spendere tutti i soldi arrivati, ma solo 6 milioni!!!
Il Governo ti da 20 milioni e tu ne puoi spendere solo 3! E' un delirio!
Il Comune che sfora il patto l’anno successivo non può più accendere mutui per investimenti, non puo'  assumere nuovo personale, di fatto  si contrae la spesa mensile riducendo servizi pubblici, oltre a possibili responsabilità contabili per gli stessi amministratori.

Per la cronaca, la giunta prevede di spendere questi 3 milioni prevalentemente per i servizi sociali, proposta criticata in aula da consigliere PD che si chiede se non sia meglio sostenere le imprese.


CENTRO SINISTRA A GENOVA

SOLO RITUALITA', A QUANDO UN'ALTERNATIVA?

Di Antonio Bruno

5 luglio 2015 - 11:42


La settimana scorsa si e' svolta una riunione di maggioranza di centro sinistra del Comune di Genova.
Quello che so lo conosco dai resoconti giornalistici, non faccio più parte di quella maggioranza, dopo l'approvazione della Gronda Autostradale di Ponente, il sostegno alla Tav Fegino-Rivalta (Terzo Valico), l'accettazione  delle politiche di austerità, la rassegnazione (quando non proprio l'approvazione) degli sfratti da case pubbliche, che hanno portato due persone a suicidarsi poco prima che lo sfratto fosse eseguito.
Di solito, a un anno e mezzo dal rinnovo del consiglio, la Giunta inizia a spendere quel "tesoretto" accumulato dai tagli negli anni precedenti, per terminare il suo mandato con un po' di manutenzioni, qualche piccola opera nei quartieri. Anche la Giunta Doria non si sottrae a questo espediente che, se negli anni scorsi poteva aver avuto un minimo impatto sulle elezioni successive, a partire dalla Giunta Vincenzi non ha più alcun effetto.
Apprendo dai media che alcuni membri della maggioranza hanno chiesto una sorta di Leopolda, un incontro seminariale per cercare di rinsaldare la maggioranza (non conosco la reazione del Sindaco), mentre altri cercano di far valere il proprio appoggio in cambio di qualche operetta per il proprio elettorato o di qualche posto di responsabilita'.
Niente di sorprendente, anche questo e' un rituale di fine mandato.
Segnalo solamente la distanza di tutto ciò dal vivere quotidiano delle persone.
Poverta' che aumenta, solitudine che dilaga, disperazione che si diffonde, sono fattori che non paiono aver alcun impatto sulle politiche del centro sinistra genovese, solo un'alternativa che mettesse al primo posto questi problemi potrebbe contrastare il vento nazista che sta soffiando dalla Padania.
Gli astensionisti, gli elettori di Cinque Stelle e delle Sinistre dovrebbero rendersene conto.


AGGIORNAMENTO

Antonio Bruno: voto negativo al PUC di Genova 

30 luglio 2015 - 16:46

Questa delibera e' il secondo passaggio di controdeduzioni alle osservazioni al Piano Urbanistico Comunale di Genova. 
Con questo atto approviamo un PUC, che prevede opere di grande impatto ambientale e dubbia utilità, con Gronda Autostradale e Tav Genova Fegino - Rivalta Scrivia, oltre alla speculazione del Nuovo Galliera e indici edilizi in diverse aree di trasformazione.
Evidentemente siamo in contrasto con il "costruire sul costruito" o con "consumo zero del territorio" o con la riqualificazione  idrogeologica.
Inoltre, sono proprio Gronda e Tav a occupare le aree necessarie a un moderno ciclo dei rifiuti e costituiscono un'ulteriore servitu'.
Ecco come ha votato il Consiglio Comunale

FAVOREVOLI 21 (Lista Doria, Possibile-Rete  a Sinistra, PD, UdC, Gruppo Misto)
ASTENUTI 4 (PdL NCD)
CONTRARI 9 (Lista Musso, Bruno, Baroni, Movimento 5 Stelle)


DAL CONSIGLIO COMUNALE DI GENOVA

Antonio Bruno

Ci ho pensato due giorni, poi ho deciso che non riesco a stare zitto. Martedì ho fatto un question time sui due suicidi in un mese di persone che venivano sfrattate da case di proprieta' pubblica. Tra le altre richieste ho evidenziato che bisognerebbe evitare di sfrattare persone morose perché indigenti e cosi' in difficolta' da non rivolgersi neanche ai servizi sociali comunali. Mi pareva una richiesta dettata dal buon senso. Invece l'assessore Fracassi, a nome della Giunta Doria, non ha raccolto la proposta e, insieme ad alcune considerazioni condivisibili sul ruolo dello Stato nel finanziamento di una politica della casa, ha ribadito che bisogna sollecitare le persone in difficoltà' a rivolgersi ai servizi sociali per poter usufruire di aiuto. Peccato che molti siano così in difficoltà che si rinchiudono in se stessi. Non costringere gli enti e le società che gestiscono il patrimonio residenziale pubblico a verificare la situazione dei morosi, prima di eseguire lo sfratto, e' un atto di sadismo, non condivisibile.


Dichiarazione di Voto di A.Bruno sulla delibera della giunta Comunale per le partecipate

30 giugno 2015

Signor Presidente,

non voglio commentare il significato simbolico e politico di procedere con il Consiglio Comunale di Genova chiuso alla cittadinanza, in aperta contrapposizione con i lavoratori e le organizzazioni sindacali proprio oggi  30 giugno.

Il mio voto contrario alla delibera si fonda per motivi sindacali e di prospettiva politica.

Stiamo discutendo la delibera sul contenimento del costo di lavoro nelle aziende partecipate del comune di Genova.

La maggioranza ha presentato un emendamento che elimina l'automatismo del blocco dei salari.

Questo e' insufficiente, perche' la delibera prevede di contrattare azienda per azienda il blocco dei salari per i lavoratori, mentre per i dirigenti e' piu' blanda e prevede un disimpegno del controllo politico da parte della Giunta sul Piano Operativo Aziendale, che rimane in mano esclusivamente ai consigli di amministrazione.

Parafrasando un importante leader politico-spirituale, "la tecnocrazia che mescola partiti e affari ha saccheggiato le risorse delle aziende che si occupano di servizi pubblici e i lavoratori (e dopo gli utenti) pagano il salvataggio di queste aziende".

L'unica cosa sensata che la Giunta poteva fare era ritirare la delibera e procedere a processi di ripubblicizzazione e di coinvolgimento di lavoratori e utenti per la riqualificazione dei servizi 

Cosi' non e' e percio' non posso che esprimere il mio dissenso da una delibera che ha come obiettivo quello di scaricare sui lavoratori gli effetti della crisi e delle politiche deficitarie effettuate dalle dirigenze; dimentica il referendum contro le privatizzazioni di 4 anni or sono; non si pone il problema di migliorare il servizio per gli utenti. 

Per assecondare la legge di stabilita' che, attuando politiche di austerita' della Troika (Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, Commissione Europea) affronta in termini esclusivamente ragionieristici la gestione dei servizi pubblici, la proposta allude al blocco salariale per i dipendenti (per i dirigenti si fa appello al loro buon cuore), non pone alcun obiettivo di efficientamento e innovazione per i servizi pubblici.

Altro aspetto negativo e' la retroattivita' delle decisioni, che  verranno assunte questa sera, all'inizio di questo anno.

Molto negativo è sganciare l'approvazione del Piano Operativo aziendale dall'analisi della Giunta Comunale.

Al momento ci risulta che tale Piano non sia stato neanche fatto da diverse aziende. E questo descrive bene il caos in cui vive il settore dei servizi pubblici a genova.

In ogni caso cosi' facendo si va in direzione ostinata e contraria al sentimento referendario che 4 anni fa aveva chiesto che venissero avviati processi di ripubblicizzazione, che venissero esclusi i profitti dalla gestione di acqua, rifiuti, trasporti, sanita' e che si iniziasse una gestione partecipata da parte di lavoratori e utenti. 

Tutto il contrario ai contenuti di questa delibera.

Parafrasando il pensiero di un autorevole leader mondiale "questa politica, o meglio questa mancanza di politica, e' il segnale della "sottomissione della politica alla tecnologia e alla finanza". 

Siamo in una fase politica particolarmente delicata. Addirittura arriviamo a livelli inusitati; a proposito della Buona Scuola Claudio Giunta in un articolo su Internazionale si e'  augurato che la legge fosse approvata, nonostante lui stesso riconoscesse che in quella legge non c'e' nulla quasi nulla di buono.

E qui si gioca una partita che va al di la' della dell'oggetto di questa delibera. 

Si tratta della sinistra di governo, la quale per mostrarsi davvero capace di decisione dovrebbe in qualche modo farsi destra.  

Come se il potere fosse qualcosa che o e' autoritario o non e'. 

Il che magari, dando ragione agli anarchici-insurrezionalisti, potrebbe anche essere vero.

Ma dicendolo si deve essere consapevoli di cio' a cui si rinuncia. 

La speranza di una democrazia compiuta, di una societa' felice.



V Municipio Valpolcevera
Ieri, sabato 29 novembre, presso il circolo PRC della Valpolcevera di Ge-Rivarolo, si è tenuta una partecipata assemblea in cui sono stati evidenziati il tracciato, i pericoli ed i cantieri, legati al progetto della Gronda di Ponente.
Riterniamo che presentare una delibera, con la scusa della tutela degli abitanti interferiti, da mandato alla Giunta di approvare il progetto definitivo nella prossima Conferenza dei Servizi, dopo un mese in cui si sono verificate tre alluvioni, sia una provocazione.
Vista l'imminente discussione nei Municipi coinvolti (Centro Ovest, Valpolcevera, Medio Ponente e Ponente) ed in Consiglio Comunale di questa delibera, ci appelliamo a tutti i movimenti, comitati, associazioni ambientaliste, perché sia rimessa in campo una vigorosa mobilitazione capace di ribadire ancora un secco NO a questa ennesima "grande" opera inutile e dannosa!


Antonio Bruno, capogruppo FdS V Comune di Genova
Davide Ghiglione, capogruppo FdS V Municipio Valpolcevera


E’ all’attenzione dei municipi e, in tempi brevi, arriverà in Sala Rossa a Genova il parere del Comune di Genova per il progetto definitivo della Gronda Autostradale di Ponente.     Accanto alle perplessita’ trasportistiche di un’opera pensata per dare una risposta all’attraversamento del nodo genovese, quando, invece, la maggior parte del traffico autostradale è interno al nodo stesso, alla sottovalutazione del  rischio sanitario indotto dallo scavo di rocce amiantifere, dell’inquinamento acustico e ambientale  emerge con forza l’IMPATTO IDROGEOLOGICO.
Nell’ultimo mese si sono verificate 3 disastrose alluvioni sul territorio ligure;
Tenuto conto che la proposta di Gronda Autostradale preoccupa per la sottovalutazione dei pericoli idrogeologici insiti nel progetto.
In particolare per quanto riguarda restringimenti di alvei di torrenti e occupazioni di parte degli stessi:
Slurrydotto per portare lo smarino verso il porto di Sampierdarena: lo slurrydotto è previsto correre nel greto del Polcevera per 6,5 km sostenuto da circa 540 pali posti a 3 metri dalla sponda destra del Polcevera.
Tombinamenti rii, che per aggirare il divieto di tombinamento previsto dalla normativa sono chiamati “attraversamenti”:
rio Lavino in Val Varenna di 38 metri; rio Rovena, Genova- Est     di 56 m; rio Senza Nome, Galleria Voltri 83 m; rio Ronco, Bolzaneto 134 m; rio Senza Nome, Galleria Borgonuovo (Voltri) di 81 m; rio Senza Nome, Galleria Morego 23 m
Piloni in alveo: torrente Secca Sud e Leira Ovest
parrebbe scontato e quasi banale approvare una Moratoria delle Opere impattanti, aggiornando studi e pareri alla luce dei recenti e repentini cambiamenti climatici.
Si blocchi pertanto l’iter di approvazione e l’indizione della Conferenza dei Servizi!
E si inizi ad affrontare i veri problemi della Liguria.
Antonio Bruno, capogruppo Federazione Sinistra Comune di Genova
Davide Ghiglione, capogruppo Federazione Sinistra V Municipio Valpolcevera