ERZELLI,  DAL PARCO SCIENTIFICO ALLA SPECULAZIONE EDILIZIA,  STORIA EMBLEMATICA DELLA LIGURIA DA CEMENTIFICARE.
Pubblicato 11 dicembre 2015
LA STORIA
Da Wikipedia. “Un tempo il toponimo “Erzelli” indicava tutta l’area che dal monte Croce scendeva fino al breve tratto di mare tra Cornigliano e Sestri Ponente, dirupato e brullo, chiamato "il deserto" dove, su un isolotto vicino alla spiaggia sorgeva, sembra fin dal VII secolo, un piccolo convento.
Oggi con il termine Erzelli si identifica la spianata di 44 ettari (0.44 km2), ricavata dallo sbancamento della collina di Monte Croce, effettuato, a partire dagli anni trenta e continuato fino ai primi anni sessanta, per il riempimento a mare, prima, dell'area su cui sorse lo stabilimento siderurgico ILVA - Italsider e, poi, di quella dell'aeroporto di Genova.
Dagli anni novanta ad oggi, il nome Erzelli in Liguria è diventato sinonimo del Parco Scientifico Tecnologico in costruzione sulla collina"
Era il 1989, al governo c’era Ciriaco De Mita, quando venne avanzato per la prima volta il progetto di costruire una serie di parchi tecnologici in Italia. Siti individuati erano Napoli, Terni, Taranto e Genova. Il 31 marzo 2003 un gruppo di oltre cinquanta imprenditori e manager liguri (in maggioranza aderenti a Dixet, club delle imprese high-tech di Genova), capitanati da Carlo Castellano, patron di Esaote, e da Giuseppe Rasero, ex collaboratore di Romano Prodi, ex IRI, costituiscono Genova High Tech S.p.A. - Parco scientifico e Tecnologico Genova. Nel 2006 la GHT passa sotto il controllo di società immobiliari e finanziarie, Sindaco di Genova è Giuseppe Pericu (DS), che resterà in carica fino a maggio del 2007, quando subentrerà Marta Vincenzi (PD).  Presidente della Regione Liguria è Sandro Biasotti (Forza Italia) a cui subentrerà, nell’aprile 2005, Claudio Burlando (DS poi PD) fino a giugno 2015.
GHT sceglie Erzelli, circa 400.000mq che acquista nel 2006 per €38 milioni. 
L’area, a poche centinaia di metri dal casello autostradale e ad un chilometro in linea d'aria dall'aeroporto, divisa tra tre proprietari diversi, una società del Gruppo Biasotti, Cimimontubi, e Opera Don Guanella, viene messa in vendita nel 1997 ed acquistata per 8 miliardi di lire (un po' piu di 4 mln di euro) da CARIGE  che la concede in locazione alla Rebora Srl dell’imprenditore genovese Aldo Spinelli. 
COS’E’ GHT?
GHT è una società per Azioni a capitale interamente privato, fondata appunto nel 2003 da imprenditori genovesi ed oggi con un assetto molto diverso. 
Nel 2006 la Leonardo Technology SpA acquista il 68,664% del capitale sociale ed acquisisce il controllo di GHT. Il provvedimento n.15077 dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sancisce che l’operazione non cosituisce una concentrazione in quanto la GHT è una “società inattiva che ha esclusivamente esercitato un’opzione per l’acquisto di un terreno.….ad oggi non munito di licenze, autorizzazioni, concessioni……..non ha pertanto realizzato alcun fatturato nel 2004”. 
Il restante 33% del capitale resta diviso tra i soci fondatori, tra questi Castellano che, uscito dalla società, detiene comunque l’11% di azioni GHT a titolo personale. 
Nel 2009 risulta possedere mezzi propri pari a oltre €32.000.000
Leonardo Technology SpA
La Leonardo Technology, fondata nell’ottobre 2005 a Milano, risulta partecipata da: 
  • Prometeo Srl (Gruppo Rasero) 
  • Nuova Erzelli Srl,
  • Intesa San Paolo SpA 
  • Euromilano SpA (ALLEGATO 2).
Nuova Erzelli srl (società finanziaria) a sua volta è partecipata da:
  • CARIGE 40%
  • Prometeo srl al 32%
  • Talea SpA 28% (società di gestione immobiliare con sede a Savona e socio unico il cui capitale societario è interamente detenuto da COOP Liguria)
  • Intesa San Paolo SpA
  • Euromilano SpA (società di sviluppo immobiliare) a sua volta partecipata da:
        Euromilano SpA risulta partecipata da:
  • Intesa San Paolo al 37,5%
  • Canova 2007 SpA (Holding di controllo del Gruppo Finiper proprietaria di ipermercati, tra cui Iper e Conad )
  • Prospettive Urbane SpA (l’ultimo bilancio di questa holding è del 2013)
  • Unipol Assicurazioni SpA
 
La GHT nel 2006 diventa dunque una società fortemente sbilanciata verso il settore finanziario ed immobiliare, quello stesso anno Renzo Piano abbandona il progetto dichiarando: “io avevo progettato i centri di ricerca, l’Università gli incubatori di aziende, e certo anche un 30% di abitazioni, tutto circondato da un grande prato che guardava il mare e la città, ma poi si sono messi d’accordo con un costruttore che vuole circondare il prato con villette vista mare. Me ne sono andato” (La Repubblica.it 2006-03-18 Erzelli, l’addio di Piano)
IL PROGETTO
Il progetto è ambizioso: il Parco Tecnologico una volta a regime, risulterà tra i primi 20 al mondo, quarto in Europa e primo in Italia per numero di addetti. I primi dati contenuti nel PUC parlano di 210.000 mq edificabili che nel 2004 lievitano a oltre 400.000. Renzo Piano presenta il progetto che prevede la costruzione di 5 torri di 165m di altezza. 239.000mq per laboratori, settori produttivi e servizi; 153.000 mq per uffici e residenze (55.000); 465.000 mq non edificabili verso sud a parco. Nel dicembre del 2005 il Comune ampia la superficie di edilizia residenziale. Inizialmente il 70% dell’intera area edificabile doveva essere dedicato alle attività produttive, il 30% al residenziale. Nell’ambito di questo residenziale il 15% doveva essere adibito a verde pubblico, un altro 10% ad attività commerciali, il restante 5% a residenze. La giunta Pericu modifica le percentuali, stabilendo che le residenze potranno arrivare a pesare per il 25% riducendo al 5% il resto. Ma la quota del 30% potrà aumentare di un altro 10% in caso di necessità.
Nel 2006, come visto, l’architetto Renzo Piano lascia e viene sostituito da Mario Bellini (80 anni compiuti quest’anno, è stato definito il più grande architetto e designer italiano).
Le superfici edificabili sono diventate 408.750mq (la Fiumara occupa 168.000 mq) di cui 84.400mq Facoltà di Ingegneria e relativi laboratori, 208.300mq centri di ricerca e aziende high tech, 104.000 mq uso residenziale, altri 12.050mq servizi, spazi commerciali e ricettivi. Non edificabili restano 220.000mq destinati a verde. Si prevedono 6800 posti auto (la Fiumara ne ha circa 4000). Da notare però che mentre il progetto di Renzo Piano prevedeva un’area intera adibita a parco (di 465.000mq) il nuovo progetto prevede verde tra i palazzi, dato nel frattempo le 5 torri sono diventate oltre 20 palazzine, spazi attrezzati per il gioco e lo sport, un corso d’acqua e fontane. 
Secondo alcune fonti tutta l’area da edificare sarebbe stata suddivisa in un fitto reticolo di sottozone urbanistiche, per rendere così impossibili anche minime modifiche al progetto.
LE ATTIVITÀ PRODUTTIVE E DI RICERCA
La tedesca Siemens e la svedese Ericsson sono le due industrie tecnologiche che hanno trasferito le loro attività ad Erzelli, nel 2014 e nel 2012 rispettivamente. 
La Ericsson il giorno dopo il trasferimento ha tagliato 94 posti di lavoro nel settore ricerca e sviluppo, nonostante l'accordo di trasferimento prevedesse un finanziamento di 41,9 milioni, di cui 11 a carico della regione, vincolati all'approvazione di un programma di ricerca, ma senza clausole di salvaguardia per i livelli di occupazione. Quei soldi non sono mai stati erogati e da allora gli annunci di esuberi si sono susseguiti, tanto che, dal trasferimento ad oggi, la multinazionale si è ridotta da un intero edificio a soli 4 piani mentre ammontano a 500 i posti di lavoro persi negli ultimi 7 anni e l'ultimo sciopero risale al 30 ottobre scorso. 
La Siemens, si trasferisce nel gennaio 2014 ma a giugno il gruppo annuncia un dimagrimento del personale e ad aprile 2015 i sindacati, che protestano per la mancanza di dialogo sulle modifiche al contratto integrativo aziendale, dichiarano che il palazzo è per metà vuoto.
La Esaote si dovrebbe trasferire agli Erzelli nel 2016, in base ad un accordo di programma che consentirebbe la trasformazione della sede attuale in area commerciale in cambio del mantenimento dei posti di lavoro.
Nel frattempo l'Università, che da tempo avrebbe dovuto trasferire sulla colina la Facoltà di Ingegneria temporeggia e chiede una revisione dell'intero progetto che richiede finanziamenti al momento non disponibili, mentre punta il dito sulle difficoltà logistiche, mancando attualmente un collegamento pubblico in grado di garantire gli spostamenti degli studenti.
QUESTIONI CHE RESTANO APERTE
Cosi lo sbandierato il parco tecnologico sembra naufragare nell'inconcludenza e nella evidente incapacità di programmazione che ha fatto sì che che un buon progetto si trasformasse, nel corso degli anni, in mera speculazione edilizia e finanziaria. Il 24 febbraio 2015 La Repubblica pubblica un articolo di Marco Preve dal titolo significativo "Genova High Tech piazzista propone ai dipendenti Siemens: casa e lago balenabile ad Erzelli. Prezzo stracciato: 2500 euro a mq con lavanderia, palestra, spazi verdi e wi-fi".  Da parco tecnologico ad agenzia immobiliare?
Intanto i tentativi di mascherare il fallimento vanno avanti e, dopo aver ipotizzato la costruzione dell'Ospedale di Ponente (sì, no, forse) là in cima, i collegamenti arriveranno prima o poi,  si pensa ad un pezzo dell'IIT, che però nel frattempo ha trasferito alcuni laboratori presso l'IRCCS San Martino-IST in spazi concessi a titolo gratuito, e, pare, riceverà 145 mln/anno per 10 anni per occupare anche le zone EXPO a Milano.

 

Nel frattempo resta l'incognita dell'Università, resta il problema di come arrivare in cima alla collina, restano le proteste dei lavoratori ed i ricatti di Esaote, ma restano le incognite sul destino di tutte le aree che si sono liberate e che  saranno lasciate libere. Oltre Esaote, Siemens e Ericsson, che fine farà Morego? E le storiche ville di Albaro occupate dall'Università?
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