Comunicato Stampa

Genova, 6 novembre 2017

 

Poco più di due settimane fa abbiamo lanciato la nostra petizione alla Presidente della Camera Laura Boldrini, oggi abbiamo abbondantemente superato 3300 sostenitori. Quando siamo partiti non ci siamo posti un limite, ma uno scopo, e il risultato, eccellente per la nostra associazione, dimostra l'attenzione verso le troppo spesso dimenticate tematiche ambientali che noi abbiamo messo al centro di tutte le nostre scelte politiche. La petizione da noi promossa ha trovato sostegno da Azione Civile, Prima le Persone, PRC Federazione Genova, Alternativa Libera Genova, ma anche da due importanti comitati cittadini che da anni si battono contro i danni causati a territorio e salute dalle aziende a rischio rilevante presenti sul territorio, il Comitato Liberi Cittadini di Certosa ed il Comitato Spontaneo Cittadini di Borzoli e Fegino.

Proprio dalle vicende seguite allo sversamento del petrolio di IPLOM nel rio Fegino, che nel 2016 ha colpito duramente la vallata, è emersa l'esigenza di chiedere una normativa che metta ordine nelle tante leggi, direttive e regolamenti in materia di siti a rischio e produzioni pericolose, una selva che lascia scoperta le infrastrutture di trasporto delle sostanze (es. oleodotti) e consente deroghe e scappatoie. Significativa, ad esempio,  la mancata applicazione del decreto regio del 31 luglio 1934 che vieta il posizionamento degli oleodotti all'interno dei letti di fiumi e torrenti, per ovvi motivi di sicurezza. Quella legge, ancora oggi in vigore, è del tutto disattesa come dimostrato, appunto, dallo sversamento di 700.000 litri di petrolio nel Rio Fegino.

Il territorio deve essere tutelato prima che accadano i disastri, non bonificato dopo, magari con anni di ritardo. 

Invitiamo a sostenere e diffondere la petizione che può essere firmata online QUA

 

La raccolta delle firme avverrà anche su moduli cartacei, presto ci troverete in vari quartieri della città.


Comunicato stampa

ILVA, unica soluzione la statalizzazione

10 ottobre 2017

Era maggio quando, dopo aver saputo della scelta di cedere l’ILVA alla cordata composta da Arcelor Mittal, Marcegaglia e Intesa San Paolo, esprimemmo, attraverso un comunicato stampa, le nostre preoccupazioni per il futuro dell’industria siderurgica in Italia. Dopo aver ricordato che si tratta di un settore strategico per il paese e, quindi, la possibilità di applicare gli Artt. 41, 42 e 43 della Costituzione, statalizzando l’impresa, le domande che ponemmo ai soggetti coinvolti erano: siamo certi che quella dei commissari sia stata una scelta ben ponderata e non voluta dalla solita trama di potere di cui il gruppo Marcegaglia fa parte? Ci si può fidare di queste multinazionali che praticano politiche volte esclusivamente al profitto attraverso la predazione di territori e diritti? Scontata per noi la risposta negativa ma, si sa, la nostra voce è piccola e per nulla considerata, eppure i fatti di questi giorni ci danno ragione, gli accordi sindacali diventati carta straccia, oltre 4000 lavoratori in esubero, di cui 600 a Genova, gli altri licenziati per essere riassunti con meno tutele e salari inferiori. Come reagisce il governo co-responsabile di quella scelta scellerata? La garanzia che tutti i lavoratori potranno accedere agli ammortizzatori sociali!

La pochezza e la mancanza di lungimiranza di questo governo e la debolezza di fronte all’arroganza delle multinazionali, sono del resto tutte evidenti nel Jobs Act e nello sbandierato entusiasmo per un presunto aumento di posti di lavoro fatti di precarietà. Noi ribadiamo che di fronte ad una tale arroganza la strada è una sola, e si chiamanazionalizzazione, che non è in contrasto con i trattati europei (Art. 345 del Trattato sul Funzionamento dell´Unione Europea) ed è l’unica che permetterebbe di rispettare i principi dettati dalla nostra Costituzione. Del resto non è forse questa la strada scelta dalla Francia per l’industria navale?

 

Oggi comunque ribadiamo la nostra solidarietà ai lavoratori in sciopero, aderiamo e sosteniamo la loro lotta e chiediamo a tutti i sindacati di unirsi in un grande sciopero generale e nazionale a difesa del lavoro.


Comunicato Stampa

Sì all'accoglienza, No al  degrado delle periferie

Accoglienza migranti a Multedo

15 ottobre 2017

E' di questi giorni la diffusione di un volantino, privo di firma, che chiama a raccolta i genovesi  per una fiaccolata che si terrebbe il 17 ottobre, non per celebrare la giornata mondiale contro la povertà, ma per protestare contro l'arrivo di 50 giovani immigrati che da quella povertà cercano di fuggire.

Il volantino mescola, in maniera abbastanza confusa, i tanti problemi del quartiere di Multedo con la preoccupazione per l'arrivo degli immigrati che dovrebbero essere ospitati in un asilo di proprietà della chiesa chiuso da tempo. 

Le difficoltà che vive quotidianamente il quartiere sono dovuti alla presenza dei depositi della Carmagnani e della Supetba, alla vicinanza con il porto Petroli, all'autostrada che passa sotto le finestre di alcune case ed allo svincolo su cui spesso transitano TIR decisamente sovradimensionati per una strada che è stretta e tortuosa. Su queste problematiche siamo sì solidali con la popolazione, e ci saremo se vorranno inscenare proteste per chiedere lo spostamento dei depositi affinché l'area diventi un parco cittadino che mitighi gli effetti dell'inquinamento, impedire l'allargamento del porto petroli, vietare il transito ai mega TIR. Tuttavia, riteniamo sbagliato dirigere la protesta contro un gruppo di ragazzi in fuga da paesi in cui subiscono guerre, violenze e disastri ambientali causati da quegli stessi attori che impediscono al potere politico di intervenire sulle problematiche denunciate.

Ci dissociamo pertanto da quella parte di città che dice NO ai migranti ma resta indifferente quando si tratta di lottare contro le povertà e le guerre e per una società più equa, l'unica che potrebbe fermare l'esodo di intere popolazioni.

Noi facciamo parte della città che dice Sì all'accoglienza di persone la cui unica colpa è quella di cercare un futuro migliore.


Comunicato stampa

Solidarietà a Cinzia Ronzitti (PCL)

4 ottobre 2017

L’aggressione vigliacca , maschilista, subita da Cinzia Ronzitti, militante ed ex candidata alla carica di sindaco del PCL genovese sono frutto del clima di violenza e intolleranza con rigurgiti di stampo fascista, con cui forze di estrema destra si stanno insinuando nella nostra società così come nella nostra città, esempio la stessa apertura di sedi di organizzazioni inneggianti il fascismo o l’attacco che sistematicamente stanno portando avanti nei confronti dei migranti, sentendosi completamente sdoganati e legittimati dai risultati elettorali ottenuti in vari paesi europei.

Esprimiamo quindi piena solidarietà alla donna, alla compagna, alla militante antifascista .

 

L'Altra Liguria

 


Comunicato Stampa

Il volto feroce delle multinazionali

26 luglio 2017

Se mai ce ne fosse stato bisogno i licenziamenti di 44 lavoratori da parte di Ericsson e di 31 da parte di Eaton-Gitiesse, dimostrano come le multinazionali siano ormai totalmente prive di scrupoli e di qualunque tipo di attenzione verso i territori che le ospitano.

Particolarmente emblematico è il caso Ericsson che, il giorno dopo il trasferimento delle attività al parco tecnologico degli erzelli, nel 2012, ha tagliato 94 posti di lavoro. Da allora sono oltre 500 i lavoratori lasciati a casa, in un continuo stillicidio che, tra l'altro, sta mettendo in pericolo l'intero progetto del mai decollato parco tecnologico in cui sono stati investiti ingenti quantità di denaro pubblico.

La storia di Gitiesse non è poi tanto diversa, almeno nel volto feroce che mostra, e il licenziamento di 31 lavoratori su 54 parla di delocalizzazioni ed indisponibilità a trattare o utilizzare gli ammortizzatori sociali.

E' il mercato baby, direbbe qualcuno, ed è certamente così, è un mercato globalizzato e privo di regole che può razziare territori ed abbandonarli a piacimento, lasciando macerie, quando non aree da bonificare, e contribuisce alla macelleria sociale dei nostri tempi. Questa sì vera macelleria sociale!

In tutto questo c'è da chiedersi dove sia il potere politico, che sembra del tutto impotente di fronte a questi fatti, dimentico degli articoli 1 e 43 della nostra Costituzione che mettono il lavoro al centro e prevedono la possibilità di salvaguardare e le attività produttive di interesse generale

 

Genova, 26 luglio 2017


Comunicato stampa

Trasparenza in Comune, no al voto segreto

Genova, 13 luglio 2017

Mercoledì 13 luglio 2017 è stato convocato il primo Consiglio Comunale del Comune di Genova, che aveva all’ordine del giorno gli adempimenti funzionali all’avvio dei lavori consiliari e il giuramento del neo eletto Sindaco Marco Bucci.

Tra gli altri adempimenti era prevista anche la votazione del Presidente del Consiglio Comunale. La votazione, avvenuta a scrutinio segreto, ha decretato la vittoria di Alessio Piana della Lega Nord. Il risultato non è di per sé inatteso, ma sorprende che i voti favorevoli siano stati ben 32, cioè 8 in più rispetto al numero di consiglieri di maggioranza. Sei sono state le schede bianche e 2 le nulle. E' dunque evidente che almeno 8 voti a Piana siano arrivati da chi dovrebbe invece essere all'opposizione.

Oltre al dato, di cui possiamo, evidentemente, solo prendere atto, vogliamo stigmatizzare l'uso del voto segreto, che di fatto impedisce ai cittadini di verificare le posizioni assunte dai loro eletti. E' bene allora ricordare che, in data 31 gennaio 2017, è stata approvata la delibera di iniziativa popolare  sulla trasparenza e la partecipazione che, per diventare pienamente operativa, richiede la redazione del regolamento e della carta dei diritti civici.

A questo punto chiediamo che, tra le altre cose, sia inserito nel regolamento il voto palese su tutte le attività del Consiglio Comunale che non riguardino strettamente scelte etiche. 

Gli elettori hanno diritto di sapere come vengono rappresentati dai consiglieri a cui hanno concesso il loro voto

L'Altra Liguria

www.altraliguria.it

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Per l'ufficio stampa

 


Nazionalizziamo l'ILVA

29 maggio 2017

E cosi i commissari avrebbero scelto la cordata composta da ArcelorMittal (gigante mondiale della siderurgia), il gruppo Marcegaglia e Intesa San Paolo, come acquirenti di ILVA per 1,8 miliardi. Ad arrivare seconda è stata la cordata AcciaItalia composta da Cassa Depositi e Prestiti ed altri. Così il settore siderurgico italiano, dopo il commissariamento, torna in mani totalmente private, e pare che la presenza del gruppo bancario sia stata particolarmente apprezzata. Tutti contenti dunque, ma si aspettano ancora garanzie su ambiente e occupazione e, aggiungiamo noi, ce ne vorrebbero anche sulla qualità dell'occupazione e sulle tentazioni, sempre in agguato, a delocalizzazioni ed accorpamenti, con conseguenti licenziamenti.

Noi abbiamo già espresso la nostra opinione tempo fa, il settore siderurgico è strategico per il paese e, in quanto tale, l'ILVA andrebbe nazionalizzata. Arcelor Mittal, che acquisirebbe l'85% della proprietà, è un colosso che ha interessi in 60 paesi diversi e tende, evidentemente, a spartirsi con la Cina il monopolio dell'acciaio, come dimostra l'attenzione dell'antitrust sull'operazione. Sei mesi fa ArcelorMittal ha subito un calo del 4% sulle vendite di acciaio, rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente, ed appena 12 giorni fa il titolo ha subito uno scivolone in borsa (fonte). La famiglia Marcegaglia, poi, è stata coinvolta più volte in varie inchieste che vanno dal traffico di rifiuti, all'evasione fiscale (fonte). Siamo certi che quella dei commissari sia stata una scelta ben ponderata e non voluta dalla solita trama di potere di cui il gruppo Marcegaglia fa parte? Ci si può fidare di queste multinazionali che praticano politiche volte esclusivamente al profitto attraverso la predazione di territori e diritti? 

Noi pensiamo di no e sollecitiamo sindacati e mondo politico a non accettare compromessi. 

La Costituzione, in base agli Artt. 41, 42 e 43, consente l'esproprio e la nazionalizzazione di settori produttivi strategici per il paese, questa dovrebbe essere la strada da percorrere se si vuole tentare di mantenere ancora qualche attività produttiva in Italia in grado di dare posti di lavoro di qualità.

 


Comunicato Stampa

L'Associazione L'Altra Liguria sosterrà la Lista Civica Chiamami Genova partecipando attivamente alla sua costruzione

21 aprile 2017

L'Assemblea dei soci de L'Altra Liguria ha deciso di dare il proprio sostegno alla lista civica Chiamami Genova per le prossime elezioni comunali.

 

Pur consapevoli delle criticità del progetto, dovute anche a difficoltà organizzative ed alla scarsità del tempo a disposizione, si ritiene che la lista sia l'unica in grado di poter rappresentare l'esigenza diffusa di un cambiamento che nasca dalla netta contrapposizione al sistema dominante, presentato come l'unico possibile.

Daremo il nostro contributo, partecipando a tavoli ed assemblee e rappresentando le nostre richieste programmatiche, tra queste una presa di posizione netta a difesa dei beni comuni e contro grandi opere e privatizzazioni, l'individuazione di strumenti concreti di partecipazione dei cittadini alla vita politica della città.

Faremo anche le nostre proposte sulle candidature ed entreremo nel merito dei criteri di selezione, valuteremo inoltre il sostegno a candidati rappresentativi delle lotte che abbiamo affiancato in questi anni di attività.


Comunicato Stampa

A proposito di salute e di uguaglianza.

7 aprile 2017

L'Associazione L'Altra Liguria aderisce alla giornata europea per la difesa della sanità pubblica, indetta per il prossimo 7 aprile.

 

L'art. 32 della Costituzione italiana impegna tutti gli organi dello Stato a tutelare la salute “come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, garantendo cure gratuite agli indigenti.

Il Sistema Sanitario pubblico italiano è riconosciuto come uno dei migliori al mondo, ma il suo principio fondante, l'universalità dell'assistenza stabilito con la riforma del 1978, è sotto attacco da molti anni a causa di scelte politiche che, attraverso continui tagli ai finanziamenti, stanno depotenziando il sistema pubblico a favore di strutture private. La Liguria non è certo esente da questo andamento che ha subito una netta accelerazione con la giunta Toti, che si è posta come obiettivo di raggiungere il 15% di strutture sanitarie private in convenzione, e lo sta perseguendo smantellando eccellenze ed accentrando le decisioni.

L'indebolimento del SSN è motivato da necessità di bilancio, a cui sottostà ormai qualunque scelta, ma l'Italia spende in sanità, soprattutto in prevenzione, meno degli altri paesi europei, e nel 2016 undici milioni di italiani hanno rinunciato alle cure a causa di difficoltà economiche erano 2 milioni in meno nel 2012.

Occorre arrestare i tagli al sistema sanitario pubblico, e riaffermare quanto stabilito dalla legge 883/1978 che garantisce "promozione, mantenimento, e recupero della salute fisica e psichica di tutta la popolazione senza distinzioni di condizioni individuali o sociali e secondo modalità che garantiscano l'uguaglianza dei cittadini".

Dobbiamo contrastare il tentativo di trasformare il SSN, fondato sul diritto alla salute, in un sistema fondato su assicurazioni private e sulla privatizzazione delle cure e della medicina, trasformazione favorita anche da recenti rinnovi contrattuali che prevedono l'inserimento di welfare aziendale. Per questo è importante creare un vasto fronte di opposizione, e per questo aderiamo alla giornata mondiale della salute.

 

Per Ufficio Stampa L'Altra Liguria


Comunicato stampa

2 febbraio 2017

No al raduno fascista a Genova

E’ previsto per l’11 febbraio a Genova, con il titolo “Per l’Europa delle patrie” il raduno dell’estrema destra europea. Oltre all’italiano Roberto Fiore di Forza Nuova, sono attesi altri personaggi ben poco rassicuranti, come il tedesco Voigt, che negò l’olocausto lodando le SS, e il francese Benedetti, il cui movimento è stato sciolto dopo l’omicidio di un antifascista diciannovenne, oppositore di aborto e matrimoni tra omosessuali. La scelta di Genova è evidentemente una provocazione ed un insulto alla memoria storica della città medaglia d’oro per la resistenza, che il 30 giugno 1960 fu protagonista di una grande manifestazione antifascista che respinse il raduno delle destre e fece cadere il governo Tambroni.

 

L’Altra Liguria ha tra i propri scopi la promozione di una cultura multietnica, antirazzista e antifascista, e si appella a tutti i partiti politici, movimenti ed associazioni, antifascisti e difensori dei diritti civili, a tutti i liguri che credano nei valori espressi dalla nostra Costituzione, affinché ci si coordini per dare vita a Genova ad una grande manifestazione capace di respingere i rigurgiti fascisti e neonazisti. Contrastare la diffusione di idee si alimentano di odio, violenza e sopraffazione è un dovere di tutti gli antifascisti, e tutti gli antifascisti devono ritrovarsi insieme per difendere la democrazia.

 

La nostra Associazione si impegna a collaborare fattivamente all’organizzazione e diffusione dell’evento.

 

2 febbraio 2017


Comunicato Stampa

7 dicembre 2016

 

Dopo la schiacciante vittoria del NO e le dimissioni del primo Ministro dobbiamo rimboccarci le maniche, tutti quanti, per ricostruire una politica capace di mettere la Costituzione al centro del dibattito politico e di restituire al Parlamento la propria dignità.

Dobbiamo lavorare per una legge elettorale che dia il giusto valore alla rappresentatività e per una legislatura che sappia partire dai bisogni del popolo italiano cancellati dal neoliberismo di un governo illegittimo.

Ringraziamo tutti i comitati territoriali ed i singoli che hanno partecipato assieme a noi per ottenere questa storica vittoria che ha visto una straordinaria partecipazione popolare.

Auspichiamo vivamente che i comitati territoriali nati per la battaglia referendaria proseguano ora la lotta per l’applicazione fattiva della Costituzione.


L'Altra Liguria al presidio USB davanti ai cancelli IREN

L'Altra Liguria, da sempre contraria alle privatizzazioni delle Aziende partecipate, invita tutti i simpatizzanti a sostenere e a partecipare lunedì 14 novembre dalle ore 8 al presidio organizzato da USB (Unione Sindacale di Base) davanti ai cancelli di Iren in via Piacenza 54.

Siamo convinti sostenitori della necessità di trovare strade alternative per sottrarre la gestione dei servizi al mercato, come 27 milioni di italiani hanno chiesto attraverso il referendum del 2011. Le privatizzazioni non hanno portato maggiore efficienza, ma hanno aumentato i profitti degli azionisti e peggiorato la situazione dei lavoratori.

Mediterranea delle Acque al 31/12/2015 ha chiuso il proprio esercizio con un utile di 47.245.185,00€. Il 75% di questo, corrispondente a 35.433.888,00€, viene distribuito come dividendo ai soci a decorrere dal 30 Maggio 2016, il restante 25% 11.811.279,00€  viene trasferito nella gestione dell’anno successivo.

Intanto le tubature esplodono lasciando interi quartieri senz'acqua ed ai lavoratori si chiedono sempre più sacrifici.

14 novembre 2016


Comunicato stampa

Terzo Valico e corruzione, ora si chiudano i cantieri, non garantiscono sicurezza e salute

L'Altra Liguria si unisce a L'Altra Campomorone, Rifondazione Comunista e ed al gruppo consiliare della Federazione della Sinistra nel chiedere l'immediato blocco dei cantieri che riguardano i lavori del Terzo Valico.

 

Questo alla luce delle notizie di corruzione e malaffare riguardanti il Tav di Cravasco, coinvolto in una pesantissima inchiesta riguardante una tangente per l’appalto da 1,7 milioni di euro per la galleria finestra assegnata all’impresa Giuliano Costruzioni metalliche. Insieme trapela la notizia che la galleria in questione potrebbe avere problemi di stabilità.

 

L'appello di chiusura immediata cautelativa del cantiere, rivolto al sindaco di Campomorone e alle istituzioni, è partito da Valentina Armirotti, consigliere comunale de L'Altra Campomorone, a cui sulle stesse posizioni si sono uniti Antonio Bruno, capogruppo Federazione della Sinistra Comune di Genova e da Davide Ghiglione e Marco Ravera rispettivamente segretario provinciale e segretario regionale Partito della Rifondazione Comunista.

 

È del tutto evidente che in queste condizioni non possono essere garantite le tutele dovute per il trattamento dello smarino contenente amianto, né le necessarie cautele su costruzioni che rischiano di avere un impatto devastante sul territorio.

Da sempre L'Altra Liguria ritiene il Terzo Valico un'opera inutile, dannosa e costosa; le inchieste di questi giorni rafforzano ancora più la nostra convinzione sulla necessità si fermare i lavori.

Ottobre 2016


Genova, elezioni comunali 2017

di Simonetta Astigiano - 16 ottobre 2016

Sulla questione delle prossime amministrative vogliamo dire poche ma chiare parole.

Non ci interessa il balletto di nomi; non ci interessano le dichiarazioni a doppio senso di chi non vuole assumere una posizione prima di vedere come andrà il referendum del 4 dicembre; non ci interessa il gioco delle alleanze. 

Ci interessa un'idea di città diversa, una città ribella che abbia il coraggio di dire no al patto di stabilità, alle privatizzazioni, alle grandi opere, per rispettare i diritti non comprimibili di ogni cittadino all'abitare, al lavoro, alla salute, ai servizi essenziali.

Siamo disponibili al dialogo con chiunque abbia interesse a costruire una forza di rottura con la deludente esperienza della giunta Doria, con i poteri che per troppi anni hanno dominato la nostra città, con le ambiguità di chi dice no e vota sì, 


21 e 22 ottobre

2 giornate di lotta per i diritti, per la Costituzione

20 ottobre 2016

L'Altra Liguria aderisce a promuove le due giornate di lotta, come coerente impegno in difesa dei diritti e della nostra Costituzione. Vogliamo dire NO allo smantellamento dello stato sociale, alla svendita dei beni comuni, al restringimento di diritti e democrazia. 

Ovunque ci si ponga contro il pensiero unico neoliberista noi ci saremo, siamo da sempre dalla parte dei cittadini.


COMUNICATO STAMPA

La Germania boccia l'accordo sul TTIP (l'accordo di libero scambio tra UE e USA).

Il vice-cancelliere tedesco Sigmar Gabriel, socialdemocratico, ha dichiarato che il TTIP non ha più ragione di esistere. Le motivazioni addotte sono le eccessive pretese delle multinazionali statunitensi, ma anche l’uscita della Gran Bretagna dall'EU- grande sponsor dell'accordo- ha avuto il suo peso.

Al di là delle motivazioni, appare evidente che la Germania ha scavato un profondo solco che speriamo sarà difficile colmare.

Come è noto le decisioni tedesche hanno un peso specifico molto alto in seno all’UE.

Il premier Renzi, anche per bocca del ministro Calenda è stato uno dei grandi propugnatori della bontà di questo accordo in linea con la deriva neoliberista mainstream.

A quanto pare nonostante il recente incontro al largo di Ventotene con Merkel ed Hollande, sulla nave da guerra, il nostro premier non è stato messo al corrente di questa decisione che evidentemente era nell’aria da subito dopo la Brexit. Questa parziale vittoria non deve però farci abbassare la guardia.

La tendenza dell’Ue è comunque neoliberista, ed il governo in carica persegue quella linea anche col tentativo di deformare la Costituzione per piegarla ai voleri dei mercati e della finanza. Per questo motivo la battaglia per il NO è importantissima per riaffermare il diritto del popolo ad autodeterminarsi ed a difendersi dall’invasione di multinazionali e finanza che pretendono di fare profitti sulla sua pelle.

26 agosto 2016


11 luglio 2016 terminata la raccolta delle firme per i referendum "istituzionali"

Grazie a chi ha condiviso con noi questa avventura, grazie a chi ha firmato e anche a chi ci ha ascoltato. Sapevamo che sarebbe stata dura ma abbiamo tessuto relazioni ed ora ci sentiamo un po' più forti.

La battaglia non è finita, ad ottobre ci sarà il referendum confermativo e noi continueremo a lavorare per diffondere la nostre ragioni. Quelle del NO!

Un NO che non nasce da una volontà conservatrice o di opposizione a Renzi, ma dalla coerenza con i nostri valori che sono quelli della democrazia, della partecipazione, della condivisione e della difesa dei beni comuni, valori che vediamo calpestati da una (ri)deforma che non può e non deve essere letta senza pensare anche alla legge elettorale.

Il fallimento nella raccolta delle firme nasce da tanti fattori, tra cui un sistema informativo servo del potere e l'incapacità di alcuni di abbandonare la loro piccola posizione per un obiettivo ben più ampio. Ci sono stati boicottaggi nei nostri confronti ed inerzie ingiustificabili, ma abbiamo raccolto, solo a Genova quasi 4000 firme, noi insieme agli altri componenti di Democrazia Costituzionale Genova.

L'Altra Liguria


COMUNICATO STAMPA

L'Altra Liguria

Federazione della Sinistra

30 giugno 2016

 

Sono una decina le tubature dell’acqua esplose a Genova in meno di due settimane, provocando allagamenti e disagi alla popolazione. Mediterranea delle Acque, del gruppo IREN, ha imputato questa serie incredibile di falle all'ondata di caldo, manlevandosi così da ogni responsabilità diretta. Difficile però credere che un aumento delle temperature, tutto sommato non eccezionale come quello dei giorni scorsi, abbia potuto dare il via ad una sequenza di esplosioni mai verificatesi prima, neanche in anni e periodi ben peggiori dell’attuale dal punto di vista climatico.

 

Nonostante i disagi, la Città Metropolitana predispone un aumento tariffario del 5% sulle tariffe idriche, che si aggiunge al 22% di aumento complessivo registrato tra il 2011 e il 2014

 

Nel 2014 Mediterranea delle acque, a fronte di un fatturato annuo di 200 milioni, ha accumulato utili per 36,2 milioni di euro, quasi interamente distribuiti agli azionisti.

In base al referendum sull’acqua del 2011 la gestione del servizio idrico non dovrebbe generare profitti e l’avanzo di gestione dovrebbe essere investito nel miglioramento della rete idrica o per abbassare le tariffe all’utenza, nessuna delle due cose è stata evidentemente fatta.

 

Chiediamo con forza alla Città Metropolitana di Genova e al Sindaco Doria di rispettare l’esito del referendum predisponendosi verso la ripubblicizzazione del servizio idrico, di fermare l’aumento tariffario, e di chiedere conto a Mediterranea Acque dei danni causati dalla mancata manutenzione della rete idrica.


Ericsson, ancora esuberi

Dai tempi in cui Ericsson acquisì la Marconi SpA, nel 2006, ci sono state 12 procedure di licenziamento, ora è in arrivo la tredicesima! 

A Genova negli ultimi dieci anni, il numero dei dipendenti è passato da circa 1100 agli attuali 600, ed ora questa nuova mazzata!

Venerdi 10 l’azienda ha annunciato alle organizzazioni sindacali circa 400 esuberi in tutta Italia, di cui 153 solo in ricerca e sviluppo, il settore che Ericsson ha sempre rivendicato come fiore all’occhiello della sede aziendale nel nostro paese. Di questi 153, ben 137 sono a Genova, dove Ericsson, nel 2012, ha partecipato alla creazione del Parco Tecnologico trasferendosi agli Erzelli (vedi QUA). Mancano ancora i dati suddivisi per sede della parte “Mercato”, come viene definito, altri 252 esuberi! E' possibile che a Genova, il conto totale dei posti di lavoro che si perderanno possa superare le 150 unità, un quarto dell’intero sito, il 25% !!!

I lavoratori dichiarano lo stato di agitazione con assemblee e possibili scioperi.

 

L'Altra Liguria è vicina ai lavoratori e si unisce alle manifestazioni per chiedere la difesa dei posti di lavoro e di un progetto, quello del Parco Tecnologico degli Erzelli, che rischia di morire prima ancora di vedere la luce, lasciandosi dietro solo delle orribili torri di cemento.

 

14 giugno 2016

Lettera a soci e simpatizzanti de L'Altra Liguria

4 maggio 2016

Questi ultimi mesi sono stati molto intensi per noi, dopo esserci impegnati nel Movimento NoTRIV, siamo ora profondamente coinvolti nelle attività del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale della Città metropolitana di Genova, della cui nascita siamo stati promotori, e del Comitato per i Referendum Sociali di cui siamo parte.
Svolgiamo queste attività con spirito di servizio e di condivisione, non vedrete il nostro logo nè la nostra bandiera ai banchetti di raccolta delle firme ma ci siamo, nella fase organizzativa come in quella pratica.
Siamo impegnati anche in altri ambiti ambiziosi, come la partecipazione ai progetti europei di contrasto alle politiche neoliberiste e per la promozione della nascita di un'Europa democratica e solidale e la costruzione di uno spazio politico nazionale in cui riconoscerci come Primalepersone.

Vi invitiamo pertanto a partecipare alla manifestazione del 7 maggio contro il TTIP (https://stop-ttip-italia.net/7-maggio/ ore 14 in piazza della Repubblica, Roma) e all'assemblea di PlanB Italia che si terrà, sempre a Roma, l'8 maggio (Locandina allegata), ma vi invitiamo anche a firmare l'appello di Europa in Movimento per una politica migratoria umana.  http://www.europainmovimento.eu/mobilitazioni/appello-senza-una-politica-migratoria-umana-ed-un-europa-federale-non-c-e-futuro.html 

Tutto questo in coerenza con l'articolo 2 del nostro statuto

Danilo Zannoni

Simonetta Astigiano

Coordinatori de L'Altra Liguria

 


Le istituzioni dicano la verita' sul disastro IPLOM

27 aprile 2016

COMUNICATO STAMPA

 

Da quando si è diffusa la notizia dello sversamento di petrolio nel Rio Fegino abbiamo ascoltato numerose dichiarazioni di vari esponenti istituzionali volte prevalentemente a rassicurare la popolazione. Se è normale, in una situazione di emergenza, evitare il panico e reazioni disordinate, lo è meno sentire lo stesso refrain del "tutto sotto controllo" quando molte evidenze fotografiche, filmati e dichiarazioni di cittadini raccontano un'altra storia.

Se gli abitanti della zona vengono colti da malori e l'odore di idrocarburi è pungente, è difficile credere che si tratti di autosuggestione e che tutti i parametri siano nella norma; 

se si vedono chiazze in mare lungo un tratto di 28 chilometri è difficile credere che il petrolio in mare non sia arrivato; 

se una diga di contenimento cede dopo la caduta di pochi mm di pioggia difficile credere che le operazioni di messe in atto siano adeguate.....

Ciò che serve in queste situazioni è evitare di trattare i cittadini come se fossero incapaci di capire e fornire invece tempestivamente informazioni con il massimo rigore ed in assoluta trasparenza. Le domande insolute restano molte e noi ne vorremmo sottolineare alcune su cui le notizie sono state vaghe o non sempre coerenti.

Quanto greggio si è riversato nel torrente Fegino nella notte tra il 17 ed il 18 aprile?

Dove esattamente si è aperta la falla nella tubatura e per quale causa? 

Quali sono le eventuali responsabilità dell'incidente e chi pagherà i costi necessari alla bonifica? A quanto ammontano tali costi?

Quando e come si pensa di rimuovere il petrolio che è stato stato sotterrato movimentando il terreno?

Quali sono i dati rilevati dall'ARPAL, come e dove sono stati effettuati i campionamenti? Quale monitoraggio sanitario sulla popolazione residente si intende mettere in atto? Esiste un piano di emergenza per le aree attraversate dagli oleodotti?

Come si intende affrontare il problema dei 240 lavoratori ora in cassa integrazione?

Queste, e probabilmente molte altre domande, richiedono risposte precise e puntuali che vadano ben oltre le dichiarazioni frettolose e rassicuranti sentite in televisione.

Chiediamo la verità


Sversamento di petrolio nel Rio Fegino Comunicato Stampa

19 aprile 2016

Intorno alle 19 di domenica 17 Aprile un guasto alle condutture IPLOM, con la rottura di un tubo di grosso diametro sotto pressione, ha determinato in breve tempo un enorme sversamento di petrolio (più di 100.000 litri) nel letto del Rio Fegino, affluente del Polcevera. In poche ore, nonostante i disperati tentativi dei vigili del fuoco, la marea nera scende verso il mare mentre per le strade di Fegino e Cornigliano l'aria irrespirabile, satura di idrocarburi, mette in allarme la popolazione.

I commenti e le proteste dei cittadini indignati si scatenano sui social, insieme ad accorati inviti ad andare a votare, perché l'onda nera che velocemente scorre verso il mare è un funesto presagio di quello che potrà succedere. Il SECOLO XIX  di lunedì 18 aprile titola: " Si rompe l'oleodotto, migliaia di litri di greggio finiscono nel Polcevera", mentre la Procura ha aperto un'indagine per inquinamento e sversamento non controllato.

 

Noi di L'ALTRA LIGURIA pensiamo che un oleodotto di quelle dimensioni e di quella portata non si rompa spontaneamente, e se, per assurdo, così fosse, la IPLOM e gli addetti alla sicurezza degli impianti avrebbero pesanti responsabilità per inadempienza ed omessi controlli. 

Noi di L'ALTRA LIGURIA abbiamo ben presente che il letto del Polcevera è interessato  dalla messa in opera di piloni legati alla costruzione della linea per il Terzo Valico, opera discussa e ritenute indispensabili dalle maggioranze che governano questa Regione,  questo tipo di interventi può creare danni di varia natura, anche in fasi preliminari della loro costruzione

 

Chiediamo pertanto, in primo luogo ai Consiglieri Municipali, Comunali, della Città metropolitana, e della Regione che si sono spesi per sostenere le ragioni del SI al Referendum contro le trivelle, di operare in ogni sede affinché si faccia rapidamente chiarezza sulle responsabilità di questo disastro, si verifichi se sono state adottate tutte le necessarie misure di sicurezza e si attuino misure concrete per tutelare la salute dei residenti e per attenuarne il disagio.

Il disastro ambientale che ha colpito la città, la regione, il mare, nostro bene comune,  con dirette e pesanti conseguenze sulla Valpolcevera e i suoi abitanti,  che si trovano ancora una volta a subire l'ennesimo disastro ambientale  legato agli effetti delle sue industrie e delle servitù infrastrutturali, non deve restare impunito.

 

                          CHI INQUINA E DEVASTA IL TERRITORIO, MINACCIANDO GRAVEMENTE LA SALUTE DEI CITTADINI, DEVE PAGARE E BONIFICARE L'AREA IN TEMPI BREVI

 

Ufficio Stampa L'Altra Liguria

info@altraliguria.it


COMUNICATO STAMPA

 

NAZIONALIZZARE L’ILVA 

PREVISTO DALLA COSTITUZIONE ITALIANA, CONSENTITO DAI TRATTATI EUROPEI

 

L'ILVA, il maggior complesso siderurgico europeo nato nel 1905 per iniziativa privata, è passata sotto il controllo pubblico nel 1934, passando sotto il controllo dell'IRI. Questa scelta venne fatta dopo la crisi del 1929 ed il grave indebitamento dell'azienda.

Nel 1995 il pensiero neoliberista è al suo massimo fulgore e sull'onda del "privato è meglio" l’IRI viene privatizzato ed il complesso siderurgico pubblico passa nelle mani del gruppo Riva.

Le privatizzazioni di quegli anni portarono pochi benefici alla comunità e molti ai privati che acquisirono le aziende pubbliche, benefici che vennero reinvestiti in finanza piuttosto che innovazione e ammodernamento. Così l'lVA ha continuato a lavorare per anni senza essere riqualificata ed inquinando  il territorio, tanto che nel  2012 è stata commissariata a causa dei gravi danni ambientali ed alla salute causati dallo stabilimento di Taranto.

Pochi giorni fa, con un decreto, il governo Renzi ha messo in vendita lo stabilimento di Taranto ed altre societa del gruupo destando perplessità e preoccupazione tra i lavoratori.

 

Quando l'ILVA venne resa pubblica per nel 1934, a seguito della crisi economica, la Costituzione ancora non era stata scritta. Oggi, nel pieno di una crisi che ricorda da vicino quella del 1929, abbiamo la carta Costituzionale che detta la linea: Art. 42 “…..La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d'interesse generale”.

 

L'industria siderurgica rappresenta indubbiamente un interesse strategico e generale per il nostro paese, il governo applichi la Costituzione, renda di nuovo pubblica l'ILVA e presenti un piano industriale di rilancio e riconversione che tuteli una produzione di interesse strategico, i livelli occupazionali e l'ambiente.

I trattati europei non ostano alla nazionalizzazione delle imprese (Art. 345 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea).

 

pubblicato 8 gennaio 2016


LE NOSTRE VALUTAZIONI SUL PIANO CASA REGIONALE

leggi 

pubblicato il 19 dicembre 2015


I sindaci "arancioni" Pisapia, Doria e Zedda, spingono per alleanze di centro sinistra.

Noi la pensiamo così

pubblicato 11 dicembre 2015

È più che comprensibile che tre sindaci, la cui maggioranza è sorretta principalmente dal PD, si esprimano sponsorizzando quella stessa alleanza che ha permesso loro di vincere le elezioni qualche anno fa. Tuttavia, presentare quell'assetto come l'unico in grado di sbarrare la strada alle destre populiste, senza un minimo di analisi critica su quanto accaduto, appare come un'operazione da campagna elettorale fine a se stessa. Le destre in Francia hanno vinto perché Hollande non ha saputo mantenere fede a quanto promesso ed alla speranza di cambiamento che rappresentava, non ha saputo, insomma, mettere in campo vere politiche di sinistra attente al sociale, alla partecipazione, ai diritti di lavoratori e cittadini. Questo stesso motivo potrebbe essere alla base di una sonora sconfitta se alle comunali si tentasse di proporre la riedizione di un centrosinistra che di fatto non esiste più dato che contempla la presenza di un PD che della deriva acritica verso il neoliberismo ha fatto il proprio manifesto politico.
Come genovese possiamo giudicare solo il nostro sindaco, Marco Doria, che molti di noi hanno anche sostenuto e contribuito a far eleggere. Si presentò come la novità, come colui che avrebbe interrotto quella rete di potere che per troppo tempo ha governato Genova e la Liguria, che avrebbe reso la nostra città un avamposto della democrazia partecipata, che avrebbe saputo mettere un freno alla cementificazione del territorio ed alla privatizzazione di beni e servizi. Nulla di tutto ciò è stato realizzato, ed è  difficile non pensare che il peso del PD all'interno del consiglio comunale sia stato determinante nella "normalizzazione" di colui che, sostenuto da una lista civica e da molti cittadini lontani dai partiti, rappresentava un'anomalia ed una possibile rottura con il sistema. Pensare quindi di poter promuovere politiche innovative e progressiste restando legati mani e piedi al PD renziano suona veramente  come ingenuità o, peggio, una presa in giro.

Noi pensiamo che ciò che serve per le nostre città e la nostra nazione sia un patto tra cittadini che, consapevoli dei lacci e lacciuoli imposti da patti di stabilità e normative nazionali ed europee, rivendichino la piena applicazione della carta costituzionale e sappiano comunque lavorare per rispettare l'esito del referendum del 2011, mettere in atto forme di partecipazione attiva dei cittadini, a partire dal bilancio partecipato, proporre la messa in pratica in tempi brevi di un sistema per il riciclo spinto dei rifiuti, fermare la cementificazione del territorio, costruire progetti di mobilità sostenibile e di produzione diffusa di energia da fonti rinnovabili. Tutto questo non riteniamo sia possibile fino a quando gli attori resteranno gli stessi perché ormai è chiaro che il cambiamento, se ci sarà, dovrà arrivare dal basso.


Simonetta Astigiano
Danilo Zannoni
Coordinatori Associazione L'Altra Liguria

SOLIDALI CON I LAVORATORI

pubblicato il 27 novembre 2015

Ieri a Genova ancora lavoratori in piazza, quelli delle ditte che hanno appalti con aziende partecipate e quelli della Selex. Situazioni diverse, le stesse preoccupazioni: la perdita del posto di lavoro e la riduzione di diritti e salari. 

Questo sistema sta riducendo sempre più agibilità democratiche e diritti in nome di uno sviluppo che va a beneficio di pochi.

L'Altra Liguria sostiene i lavoratori e le loro lotte e ritiene necessario che ogni realtà di mobilitazione sociale leghi le proprie vertenze a tutte le altre e costruisca campagne comuni. Questo è il nostro obiettivo primario.


À LA GUERRE

“Non si combatte il buio con altro buio, serve la luce. Non si sconfigge l’odio con altro odio, occorre amore”

Martin Luther King

“Chi usa il nome di Dio per giustificare la violenza pronuncia una bestemmia”

Papa Francesco

 

Di fronte all’efferatezza ed alla violenza insensata del terrorismo si resta sgomenti ed è difficile dire parole che non siano già state dette, esprimere pensieri che non siano già stati espressi, riflessioni che non siano banali o scontate, ma voglio provare lo stesso a scrivere le mie riflessioni.

Ciò che dovremmo fare ogni giorno, non solo sull’onda dell’emotività del momento, è ricordare le vittime di tutti i terrorismi e le vittime di tutte le guerre. I 132 morti di Parigi non sono diversi dai 47 di Beirut, dai 147 studenti trucidati in Kenia, dai quasi 2000 morti in Niger, e sono uguali alle vittime di Kunduz, di Ankara, del popolo Curdo come di quello Palestinese e Israeliano. L’Afghanistan è come la Siria ma anche come il Ruanda e come il Congo e come tutti gli stati in cui guerre, terrorismo e violenza costituiscono la normalità di ogni giorno.

Sono, siamo, tutti vittime di un unico carnefice, un assetto mondiale che privilegia il profitto di pochi al diritto di tanti, anche a discapito del diritto primario ad una vita dignitosa, e chi fugge da quei paesi spesso cerca semplicemente questo, una vita dignitosa.

Per questo sono vergognose le strumentalizzazioni degli attentati di Parigi di chi scrive un titolo ad effetto per vendere più giornali, giustifica la costruzione di muri con il filo spinato, rifiuta ogni diversità culturale, etnica e religiosa, limita libertà, dichiara guerra. Dovremmo allora cominciare a porre delle domande con forza ai nostri governi, pretendere che si dica chi finanzia il terrorismo, chi fornisce loro armi e mezzi, chi li addestra, perché non si ferma questo commercio di morte, perché si continuano a fare accordi con l’Arabia Saudita quando è il maggior finanziatore dell’ISIS, perché si continua a dare credito a Erdogan che usa l’ISIS contro il popolo Curdo. Noi tutti abbiamo il dovere di chiederlo e di esigere delle risposte, perché noi tutti siamo vittime.

Nel frattempo il nostro impegno deve essere volto a vincere la paura, aiutare i profughi, contrastare il razzismo, lavorare per la pacificazione dei popoli. In sintesi, per usare le semplici parole di Vittorio Arrigoni, “restare umani”.

Simonetta Astigiano


COMUNICATO

L'Altra Liguria ha posto la tutela del territorio e dell'ambiente come base per tutte le proprie scelte politiche ed è decisamente contraria al piano territoriale della giunta Toti che apre alla cementificazione dei parchi naturali. Neanche da una giunta di destra ci saremmo aspettati una tale miopia che mette a rischio la salute dei cittadini.

Siamo da ora disponibili ad ogni azione di protesta contro una tale scelleratezza.

20 ottobre 2015


L'ALTRA LIGURIA A FIANCO DI ERRI DE LUCA PER LA LIBERTA' DI PAROLA
La richiesta della procura di Torino di 8 mesi di reclusione per Erri De Luca, reo di aver dichiarato, nel corso di un’intervista televisiva, che sabotare il cantiere NoTAV sia giusto, è la prova provata, se ce ne fosse bisogno, che la libertà di parola nel nostro paese dipende da quello che si dice e contro chi, o che cosa, lo si dice.
In televisione passano dichiarazioni violente di questo o quell’altro giullare da talk show senza che qualcuno si preoccupi di sporgere denuncia per istigazione alla violenza, ma schierarsi contro la TAV al fianco di chi da anni protesta, inascoltato e deriso, contro un’opera inutile, dannosa, oggetto di inchieste per vari illeciti, diventa inaccettabile e punibile con la galera.
L’Altra Liguria è al fianco di Erri de Luca, contro la costruzione delle grandi opere e la devastazione del territorio, per la libera espressione di pensiero.
Genova, 26 settembre 2015


DEMOCRAZIA E RIFORME COSTITUZIONALI

Genova, 18 settembre 2015

È davvero strano il concetto di democrazia di un Consiglio dei Ministri che, dopo aver abusato del voto di fiducia, ora blocca la discussione della Commissione competente sulla riforma del senato per farla approdare in fretta e furia in aula.

In un anno di governo Renzi ha approvato 67 leggi di cui 30 con voto di fiducia, il 44,78%. Solo Monti è riuscito a fare meglio con 51 leggi su 113 (45,13%), mentre Berlusconi, ampiamente criticato per l'uso della fiducia, si ferma ad un misero 16,42% (45 leggi su 274). Il voto di fiducia stronca la discussione in parlamento e fa decadere ogni proposta di modifica, ma indicativo della scarsa considerazione del Presidente Renzi per l'attività parlamentare è anche la percentuale di risposte alle interrogazioni dei parlamentari che, con appena il  24,72% batte tutti i record (Fonte: OpenPolis).

Due giorni fa la ciliegina sulla torta: il ddl sulle riforme costituzionali, quello che prevede un senato pesantemente ridotto, sia nel numero che nelle funzioni, e composto da membri non eletti, approda oggi in aula. La maggioranza ha infatti deciso di fermare i lavori della Commissione parlamentare, dove non si è trovato un accordo, e di far esaminare il testo al senato, cercando, nel contempo, di forzare il Presidente Grasso affinchè non siano consentiti emendamenti al discusso articolo 2, quello che stabilisce che i senatori non siano eletti ma scelti dai consigli regionali. Un vero schiaffo alla democrazia, al Parlamento, ai cittadini.
Importante segnalare che il ddl Boschi, oltre a ridurre il Senato a parcheggio per un centinaio di consiglieri regionali, prevede altre modifiche (iter preferenziale per i ddl del governo, nomina Presidente della Repubblica e giudici della Corte Costituzionale, voto di fiducia, accentramento di competenze ecc...) che, combinate ad una legge elettorale che prevede un enorme premio di maggioranza a chi vince le elezioni al ballottaggio (quindi anche a chi dovesse vincere con una manciata di voti) mettono pesantemente a rischio la democrazia.
Noi non ci stiamo, crediamo che riforme costituzionali che, come quelle contenute nel ddl Boschi, impattano pesantemente sul futuro assetto governativo del nostro paese, debbano seguire un iter che consenta tutta la discussione necessaria ad arrivare al più ampio consenso e condivisione possibile. Non è accettabile che il governo agisca di imperio, come sta facendo, per togliere di mezzo le opposizioni e mettere a tacere le critiche. 

Per questo abbiamo aderito convintamente al Coordinamento per la Democrazia Costituzionale e parteciperemo a tutte le azioni di contrasto che saranno messe in campo, per diffondere informazioni e far crescere la consapevolezza su ciò che sta avvenendo nel nostro paese.



COMUNICATO STAMPA

 

AMIANTO DAI CANTIERI PER IL TERZO VALICO DI CRAVASCO

 

Così ora è chiaro, il Movimento NoTAV aveva ragione, il tracciato del terzo valico passa attraverso rocce amiantifere. Del resto sarebbe anche stato facile prevederlo dato che il percorso attraversa in parte le stesse colline che dovrebbe attraversare la gronda di ponente, per cui il rischio amianto è previsto e descritto. Evidentemente c'era interesse a tenere la cosa nascosta il più possibile, ma ora la notizia è di dominio pubblico, così come il fatto che, almeno nei primi giorni, quel materiale pericoloso è stato maneggiato senza alcuna precauzione (è sufficiente guardare le fotografie sul sito www.notavterzovalico.info per rendersene conto).

Ora non è più questione di essere a favore o contro il terzo valico, ma di pretendere il rispetto delle regole, la tutela della salute, la massima trasparenza e cautela quando si tratta di fare lavori pericolosi in prossimità di luoghi abitati.

Come è possibile che ci sia trovati impreparati di fronte alle rocce contenenti amianto, tanto che il protocollo per il trattamento e lo smaltimento dello smarino contaminato è stato depositato solo il 30 luglio? Come mai chi ha fatto i rilievi geologici non lo ha segnalato o, peggio, non se ne é accorto? Perché il problema è stato coperto e minimizzato dalle istituzioni? Si tratta della salute dei cittadini, ed è un diritto di questi avere accesso a tutti i dati sui rilievi effettuati (dove, da chi, con quali fondi, con quale frequenza, con quale metodo di campionamento e quale protocollo di analisi) ed i risultati ottenuti.

Queste cose non devono accadere ed è dovere delle istituzioni (Comune di Campomorone, Città Metropolitana, Regione) garantire la trasparenza e l'accessibilità agli atti, nonché il controllo sui lavori e la tutela della salute dei cittadini.

A preoccupare sono le omissioni e l'omertà, ricordiamo che la trasparenza degli atti pubblici é prevista dalla legge ed é l'arma più efficace contro la corruzione.

info@altraliguria.it

 

11 agosto 2015


COMUNICATO STAMPA

 

Un sindaco sempre più debole, provvedimenti sempre più distanti dal programma elettorale

COMUNICATO STAMPA - 31 luglio 2015 

Mentre il PD genovese continua a perdere pezzi, il sindaco Doria continua a promuovere provvedimenti che vanno verso la privatizzazione delle Aziende Partecipate (AMT e AMIU) e la cementificazione del territorio (gronda, terzo valico, Galliera, Bosco Pelato….), negando la partecipazione di utenti, lavoratori e cittadini nelle scelte, allontanandosi così sempre più dalle promesse fatte durante la campagna elettorale.

Il Consiglio Comunale, intanto, sembra impegnato più che altro a difendere il fortino, ingoiando provvedimenti che dovrebbero essere indigeribili per chiunque si dichiari, a parole, difensore dei beni comuni e favorevole a fermare il consumo di territorio.

Lo scenario, tutto legato a strategie politiche di sopravvivenza, sembra così rendere difficile qualsiasi prospettiva politica futura di costruzione di una vera alternativa che sappia tirare Genova fuori dal pantano.

 

Altra Liguria, ribadisce il proprio interesse a costruire un fronte unitario, antineoliberista ed alternativo a centro sinistra e centrodestra, che basi la propria strategia politica sulla difesa dei beni comuni e del territorio e sulla partecipazione reale delle persone, e rinnova il proprio supporto al Consigliere Antonio Bruno che continua a portare avanti con coerenza e determinazione le proprie idee, che sono anche dei molti genovesi che anelano al cambiamento.


6 Luglio 2015 -  COMUNICATO STAMPA - ALTRA LIGURIA ESPRIME SODDISFAZIONE PER IL RISULTATO DEL REFERENDUM GRECO

Altra Liguria, che nei giorni scorsi ha promosso, insieme ad altre organizzazioni, i presidi  di  sostegno al popolo greco nella nostra Regione, esprime gratitudine e soddisfazione per lo straordinario coraggio che i greci hanno dimostrato nel determinare la netta vittoria del NO alle inaccettabili misure che la Trojka ha tentato di imporre alla Grecia.

Tsipras aveva vinto le elezioni con il 36% dei voti, ora la sua linea politica ha ricevuto il 61% dei consensi, ottenuti con un'alta partecipazione. Nessun leader europeo può godere dello stesso appoggio da parte del proprio popolo, nessun leader europeo avrebbe mai avuto il coraggio di sottoporre le proprie scelte politiche ad un referendum. Una grande lezione di coraggio e di democrazia che mette in crisi le politiche di austerità volute dal Fondo Monetario Internazionale, dalla Commissione Europea e dalla Banca Centrale Europea. Questo risultato alimenta la speranza per la costruzione di un'Europa diversa e democratica, quella rivendicata da Altiero Spinelli nel manifesto di Ventotene. Siamo convinti che solo un'Europa federale e solidale possa evitare una tragedia dai costi inimmaginabili.

Altra Liguria si schiera al fianco di chi difende i diritti e la democrazia.


30 Giugno 2015

Consiglio Comunale di Genova porte chiuse: un brutto segnale di arroccamento

La decisione del presidente del Consiglio Comunale di Genova Giorgio Guerello, suggerita dal Sindaco di Genova Marco Doria di tenere il consiglio comunale di domani Martedi 30 giugno a porte chiuse (dopo le proteste di martedì scorso) ed' un brutto segnale di chiusura verso la citta', lavoratori, le organizzazioni sindacali.

E' in discussione una delibera che scarica sui lavoratori delle aziende partecipate che gestiscono Rifiuti, Trasporti, Manutenzioni, le politiche di austerita' della Troika, disinteressandosi del miglioramento dei servizi pubblici

Blindarsi in Palazzo Tursi e' un brutto segnale di chiusura, indifferenti alla storia: domani sono 45 anni dalla rivolta delle 30 giugno a Genova.

I lavoratori saranno sicuramente in grado di manifestare la propria opinione, per un futuro solidale, nonviolento.


26 Giugno 2015 - Comunicato L'Altra Liguria sulla posizione di Antonio Bruno, capogruppo Fds nel Consiglio Comunale Genova

 

L'Altra Liguria è a fianco del consigliere Antonio Bruno, che dal gennaio scorso non fa più parte della maggioranza che sostiene il sindaco Marco Doria in Consiglio Comunale, nel suo voto contrario alla delibera sul contenimento del costo di lavoro nelle aziende partecipate del Comune di Genova.

 

Tale delibera pur eliminando l'automatismo del blocco dei salari per i lavoratori, demandando ai consigli di amministrazione delle singole aziende tutto il potere di contrattazione, fa prevedere un disimpegno del controllo politico da parte della Giunta sul Piano Operativo Aziendale.

Le aziende interessate del Comune di Genova andrebbero ripubblicizzate con il coinvolgimento dei lavoratori e degli utenti per la riqualificazione dei servizi offerti.

 

Così non è. Ancora si scarica sui lavoratori il peso della crisi e delle politiche deficitarie delle dirigenze, dimenticando la volontà espressa con il referendum contro le privatizzazioni.

 

L'Altra Liguria, esprimendo solidarietà ad Antonio Bruno, rimarca il suo impegno politico nel mantenimento di gestioni pubbliche dei servizi che comportano la gestione dell'acqua, dei rifiuti, dei trasporti e della sanità.

 

BRUTTA GIORNATA PER Il NOSTRO PAESE

 

Il parlamento ha licenziato la legge sulla scuola, la cattiva scuola, una legge che rende l'istruzione subalterna alle logiche privatistiche e del mercato, che introduce competizione e privilegi mentre accentra ogni potere nelle mani di un solo dirigente, che umilia i lavoratori. 

 

Questa legge é l'anticamera della trasformazione della scuola da pubblica a privata, in spregio agli articoli 33 e 34 della nostra Costituzione, non risponde infatti ad esigenze formative e di ammodernamento, ma solo alle richieste di una politica neoliberista che vuole ridurre ogni cosa ad un bene controllabile e monetizzabile.

 

L'Altra Liguria ha sostenuto, sostiene e sosterrà tutte le iniziative messe in campo per contrastare la controriforma imposta da Renzi.

 

Diciamo un grande NO a questo ulteriore attacco ai beni comuni.


Comunicato Stampa- 20/06/2015

Doria ritiri la delibera ed apra tavoli di confronto. 

Prosegue il botta e risposta tra i sindacati e il consiglio comunale di Genova in merito alla delibera sul contenimento del costo del lavoro nelle aziende partecipate del Comune.

La maggioranza ha presentato un emendamento che elimina l'automatismo del blocco dei salari.

Questo emendamento però risulta insufficiente, in quanto la delibera prevede che il blocco dei salari sia contrattato all'interno delle singole aziende. Inoltre, quella stessa delibera, non prevede provvedimenti simili per i dirigenti delle Aziende, anzi, ipotizza un disimpegno del controllo politico da parte della Giunta sul Piano Operativo Aziendale, che rimarrebbe così in mano esclusivamente ai consigli di amministrazione.

Parafrasando un importante leader sprituale, "la tecnocrazia che mescola partiti e affari ha saccheggiato le risorse delle aziende che si occupano di servizi pubblici e i lavoratori (e dopo gli utenti) pagano il salvataggio di queste aziende".

 

Altra Liguria è contraria al blocco dei salari ed alla cessione ai Consigli di Amministrazione del dovere, proprio del potere politico, di esercitare un controllo sull'operato delle Aziende. La politica deve uscire dalle nomine implementando metodi di selezione veramente meritocratici, ma non deve abdicare al mandato che ha dai cittadini di indirizzare e controllare la pubblica amministrazione.

L'unica cosa sensata che la Giunta potrebbe fare è il ritiro della delibera per iniziare tavoli di confronto con sindacati e dirigenti aziendali con lo scopro di procedere a processi di ripublicizzazione e di coinvolgimento di lavoratori e utenti per la riqualificazione dei servizi pubblici essenziali.

 


10 Giugno 2015

L’ALTRA LIGURIA CONTRO LA PREPOTENZA DI CHI DISPREZZA I DIRITTI DEI CITTADINI DELLA VALPOLCEVERA

 

L'associazione L’Altra Liguria sostiene i cittadini della Valpolcevera che si oppongono da anni alla realizzazione dei lavori per la TAV Fegino-Rivalta Scrivia, ritenendola un'opera inutile, pericolosa per la salute ed il benessere delle comunità locali coinvolte, distruttiva per il già fragile equilibrio ambientale e rispondente solo agli interessi delle grandi imprese incaricate di realizzarla.

 

In questo contesto ritiene inaccettabili le modalità con cui ieri è stato realizzato, senza adeguata notifica e nel più completo disprezzo dei diritti dei cittadini danneggiati, l'esproprio di un terreno a Pontedecimo, con taglio di alberi, per iniziare la realizzazione di un by pass stradale, di dubbia utilità, connesso ai lavori per la realizzazione del terzo valico.

 

La nostra idea di sviluppo è completamente diversa di quella di chi vuole sfruttare e desertificare il territorio in spregio alla evidente necessità di cambiare passo per avviarsi verso uno sviluppo ecosostenibile.


8 Giugno 2015 LA BUONA SCUOLA DI MATTEO RENZI NON CI CONVINCE. ALTRA LIGURIA PARTECIPA ALLE LOTTE.

 

L'Altra Liguria esprime la propria convinta partecipazione alle lotte contro la “buona scuola” di Renzi. Non ci si poteva aspettare un progetto diverso sull’educazione dei giovani da chi ha stravolto la Costituzione con un sistema elettorale che non garantisce la democrazia, né l’esercizio della volontà popolare, e da chi ha precarizzato definitivamente il lavoro con il “Jobs act”.

L'Altra Liguria sostiene le iniziative di questi giorni, dalle manifestazioni di piazza, al boicottaggio degli scrutini, e riconosce l’importanza sociale e democratica del lavoro degli insegnanti e della loro libertà didattica. Per questo ritiene inaccettabile conferire ai presidi il diritto di valutare il lavoro degli insegnanti, di sceglierli in base alla prorpia visione della scuola, e di decidere circa il loro diritto di mantenere il proprio posto di lavoro.

Sottolinea che, se si volesse veramente fare della “buona scuola” si diminuirebbe drasticamente il numero degli alunni per classe, si doterebbe ogni scuola delle risorse necessarie per promuovere l’educazione di ogni persona, si provvederebbe all’aggiornamento serio e permanente degli insegnanti.


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Solidarietà ai lavoratori Ericsson in sciopero
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FLASH MOB  28 maggio 2015 

Movimento scuola Pubblica-L’Altra Liguria

Progetto Altra Liguria aderisce e rilancia il flash mob nazionale creato da Movimento Scuola Pubblica.

Ci troveremo alle 19,00 nella giornata di giovedì 28 maggio in PIAZZA DE’ FERRARI a Genova e in PIAZZA SANT’AGOSTINO a La Spezia

“Vestiti di rosso (una maglia, un foulard) e con un libro sul cuore, – spiegano – manifesteremo il dissenso al ddl scuola che in questi giorni sarà in discussione al Senato. Un unico flash mob coordinato in tutta Italia, rivolto alle organizzazioni del settore, alle associazioni e ai cittadini.

Queste le istruzioni:

1) Uscite di casa con una maglia o un foulard rossi e con il vostro libro preferito in mano.

2) Recatevi alla piazza prestabilita e aspettate che le gente si raduni.

3) Alle 18, 30 – 18,45 disponetevi in file orizzontali parallele non troppo strette o troppo lunghe, oppure a scacchiera, come un esercito della conoscenza. In alternativa disporsi in cerchio.

4) Alle 18,45 – 18,50 tutti leggono contemporaneamente ad alta voce un passo del proprio libro, in modo da creare un momento suggestivo.

5) Alle 18,50 – 18:55 si rimane immobili e in silenzio con il libro stretto al proprio cuore, in una posa simbolica!

6) Alle 19:00 si sciolgono le fila ordinatamente.


COMUNICATO STAMPA 30 Aprile 2015

PROGETTO ALTRA LIGURIA SI OPPONE A QUALUNQUE IPOTESI DI APERTURA DI CAVE DI TITANIO  IN PROSSIMITà DEL PARCO DEL BEIGUA

 La Regione Liguria ha avviato la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale per la richiesta di  indagini geologiche da parte della Compagnia Europea per il Titanio, indagini propedeutiche a escavare questo materiale dal Bric Tarine, che si trova nella zona tra Sassello e Urbe, zona protetta limitrofa al parco del Beigua.

E' una bruttissima notizia, perche' l'impatto di una miniera di titanio a cielo aperto sarebbe devastante per il paesaggio, l'ambiente e la salute.

 Sono questi gli effetti dello Sbloccaitalia. 

In tutte le regioni, a spregio di salute, vita ed economie importanti nel settore agricolo e turistico, si sono rilanciate in grande le multinazionali dello scavo minerario, della trivella petrolifera, dei megaimpanti eolici visibili da decine e decine di km sopra paesaggi naturali e archeologici in lista Unesco, delle infrastrutture che divorano suolo fertile, il tutto  senza che qualcuno chiedesse di verificare l'attendibilità dei rendering (che spessissimo i famelici richiedenti non si prendono nemmeno il disturbo di produrre), e contando sull'ignoranza geografica (non solo propensione al malaffare, proprio ignoranza totale del territorio)  degli stessi amministratori regionali. Con assicurazioni ai comuni che ci saranno compensazioni ambientali, che tutti sanno impossibili, e oboli miserabili ma comunque sempre per qualcuno appetibili.  La desertificazione del nostro territorio è di nuovo all'ordine del giorno grazie alla possibilità di scavalcare regole e piani paesistici (che tra l'altro in Liguria nemmeno esistono).

 Bisogna assolutamente fare qualcosa!!!!

 E' necessaria la piu' ampia mobilitazione perche' la Regione Liguria si opponga da subito a questo progetto, non facendosi adescare da mitigazioni e finanziamenti a fondo perduto. Questo, insieme al ricorso contro lo SbloccaItalia, è un impegno che ci prendiamo con i cittadini liguri.

 

Ma vogliamo aggiungere che se dovesse passare il TTIP come auspica Renzi ogni azione contro provvedimenti di questo tipo risulterebbe svuotato di ogni efficacia.


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