L'Altra Liguria e i Centri sociali per la condanna al fascismo della Lega Nord, un dialogo sempre aperto.

 

Genova 8 Marzo 2015 - La Lega Nord, in versione 'felpetta nera', era ieri a Genova con Matteo Salvini per presentare il candidato, alla presidenza della Regione Liguria, Edoardo Rixi (attualmente sotto accusa della Magistratura per lo scandalo delle spese pazze in Regione).

 

L'intervento del nuovo segretario della Lega Nord sembra convincere di poter fare dimenticare i danni provocati dalla Lega di Maroni, ministro sodale della destra neoliberista in doppio petto dei governi Berlusconi-Fini, che in rappresentanza di imprese multinazionali e finanziarie hanno imposto una competizione dei mercati senza freni, distruttrice di solidarietà sociale e ambiente in totale dispregio della Costituzione italiana.

 

La Lega Nord nella nuova versione sfoggia il linguaggio xenofobo, omofobo e razzista di sempre, ora vi aggiunge il senso antieuropeista non più secessionista padano, ma nazionalista lepeniano e quindi neofascista.

 

A questi fatti non c'è stata una condanna da parte della stampa democratica; sembra che a Genova e in Liguria si sia dimenticato lo spirito critico del lontano 1960, quando i lavoratori e i cittadini genovesi insorsero contro lo svolgimento di un congresso dei fascisti del Movimento Sociale.

A manifestare attivamente contro la politica della Lega Nord in versione fascista, e dunque a onorare Genova medaglia d'oro della Resistenza antifascista, sono sono stati solo i Centri sociali, questo dispiace.

 

Noi di l'Altra Liguria, formazione politica di base, tenacemente impegnati a far cambiare in senso solidaristico, cooperativistico ed ecologico, le attuali politiche neoliberiste della Regione Liguria, tenteremo come sempre ogni possibile occasione di dialogo con queste attive realtà dei Centri sociali e ribadiamo lo stesso sentire contro la Lega Nord.

 


COMUNICATO STAMPA

L’ALTRA LIGURIA CONTRARIA ALLO SPACCHETTAMENTO DI FINCANTIERI

3 marzo 2015

I cantieri navali di Riva Trigoso impiegano circa 500 persone nell’area navale e 200 nella meccanica, settori entrambi importanti per la produttività dell’azienda.

Ora, pur in mancanza di comunicazioni ufficiali, da indiscrezioni ed anticipazioni di stampa si affaccia un piano di cessione dell’area meccanica ad una società esterna, dopo che nel 2011 era stata prospettata la chiusura dello stabilimento. È evidente che si tratta di un giochetto volto, da una parte, a far digerire il rinnovo di un contratto integrativo aziendale che chiede sempre più ai lavoratori, dall’altra ad aprire la strada alla svendita dell’Azienda.

L’Altra Liguria è contraria a queste manovre, portate avanti con scarsissima trasparenza, che rischiano di indebolire l’Azienda, e chiede che si apra un confronto serio e costruttivo tra Azienda e Istituzioni, mettendo al centro la salvaguardia dei posti di lavoro e le attività produttive. Non è accettabile che il settore navale italiano venga continuamente messo in crisi dalla mancanza di un piano industriale serio che non sia rivolto solo alla necessità di mettere pezzi sul mercato per ottenere liquidità.
Esprimiamo inoltre apprezzamento per l’intervento dei sindaci del Tigullio e solidarietà ai rappresentanti della FIOM che giovedì saranno impegnati in un incontro che speriamo possa essere proficuo per i lavoratori.


COMUNICATO STAMPA - 1 MARZO 2015

Invito alla partecipazione

 L’Altra Liguria sta elaborando per le regionali un programma fortemente caratterizzato dalla difesa ambientale e tutela del territorio, che diventano volano di sviluppo e base per la creazione di nuovi posti di lavoro di qualità. Nostro obiettivo è una legge urbanistica regionale che imponga il blocco al consumo di suolo, l’opposizione alle grandi opere, la tutela della bellezza del nostro territorio, la valorizzazione dell’entroterra e delle produzioni agricole, la lotta contro lo Sblocca Italia.

Per questo riteniamo che il Piano Urbanistico Comunale in votazione debba accogliere le osservazioni di chi si oppone allo scempio del territorio.

Noi ci saremo, in solidarietà ai consiglieri che si stanno opponendo al progetto del Nuovo Galliera, alla Gronda ed al Terzo Valico, alla cementificazione di Terralba, al Progetto di Corso Sardegna ecc..

Martedi 3 marzo ore 14:00 al Consiglio Comunale

Tutta la cittadinanza è invitata.


Comunicato stampa 19 Febbraio 2015

La sanità in Liguria è in una situazione difficile. I continui tagli alla spesa operati dal governo stanno mettendo a rischio i servizi sanitari. Nella nostra regione la programmazione sanitaria e la riorganizzazione dei servizi non brilla certo per l’efficacia degli interventi, nonostante ciò la giunta regionale, a pochi mesi dalle elezioni, si è preoccupata di far approvare una legge che consenta ai primari di svolgere la libera professione anche fuori dalle mura ospedaliere (fino ad ora i Primari potevano svolgere solo attività in intramoenia).

Un regalo a chi non ne ha certo bisogno, totalmente fuori luogo e sbagliato e che, evidentemente, serve solo a garantirsi consenso per le prossime elezioni regionali. 

L’Altra Liguria, che difende la sanità pubblica e l’assistenza universalistica è assolutamente contraria a questo provvedimento ritenendo  invece che la libera professione andrebbe limitata il più possibile anche per consentire l’accorciamento delle liste di attesa.(LEGGI TUTTO E CONDIVIDI)

L’Altra Liguria – Gruppo Sanità 

Per informazioni e contatti:

info@altraliguria.it 

Simonetta Astigiano 3311145892


COMUNICATO STAMPA - 18 GENNAIO 2015

Lavoratori ex Provincia di Genova.

L'Altra Liguria denuncia il DdL 56/2014 -firmato Delrio- di riforma che prevede la chiusura delle Province quale provvedimento che non taglia spese superflue o elimina sprechi ma, oltre a interrompere un elemento di democrazia diretta- fornendo dei nominati alla gestione delle varie competenze- rischia di non garantire i servizi ai cittadini e soprattutto crea ulteriori problemi ai lavoratori precari, creati dalle stesse istituzioni.

 

In questo delicato momento di passaggio delle competenze dell'ex Provincie alle costituenti Città Metropolitane, si chiede la massima chiarezza sul passaggio delle funzioni che prevede un processo di riordino delle stesse.

Di fatto si può già prevedere che, quella che sarà la struttura della cosiddetta Città Metropolitana, non riuscirà a garantire le funzioni già delegate dalla Regione Liguria. Dove sono gli stanziamenti utili a recuperare servizi e lavoratori?

700 dipendenti più altri 500, che lavorano nei servizi in appalto, aspettano delle risposte che non si vedono. Il sindaco Doria e il presidente della Regione Liguria Burlando nel frattempo osservano la Provincia morire senza che decidano cosa fare della Città Metropolitana. Sembra che nessuno sappia dire quali siano le funzioni proprie e quali quelle delle altre istituzioni.

Siamo in un bel pasticcio. Intanto sono stati cancellati ai lavoratori i 'buoni pasto', sono stati effettuati molti trasferimenti, con esodi e cambio orario, dal carattere punitivo; nonostante ciò val bene ricordare come gli operai della manutenzione strade erano in prima fila a spalare fango durante l'alluvione passata.

Il DdL di riforma di Delrio, stabilisce che '...ciascuna città metropolitana succede a titolo universale in tutti i rapporti attivi e passivi (comprese le entrate provinciali) della provincia cui subentra. Le risorse della città metropolitana sono date dal patrimonio, dal personale e dalle risorse strumentali della provincia medesima'.

In questo senso si chiede che nessuna risorsa venga smantellata specialmente nel patrimonio umano rappresentato dal personale che attualmente vi lavora. Con i lavoratori c'è tutto un sistema di servizi che rischia di essere cancellato.

L'Altra Liguria sarà a fianco dei lavoratori e attenta a che ciò che accade.