Le riflessioni di Giovanni Cocchi del Movimento LIP per la Scuola

pubblicato il 11 gennaio 2016

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E CONTINUANO A CHIAMARLA “BUONA SCUOLA”

L’ALTRA LIGURIA SOSTIENE LO STATO DI AGITAZIONE DEI LAVORATORI DELLA SCUOLA CONTRO IL DDL DEL GOVERNO

 

L’associazione ALTRA LIGURIA si unisce alle preoccupazioni espresse dal mondo della scuola (studenti e lavoratori) e allo stato di agitazione proclamato il 10 marzo scorso da quasi tutte le sigle sindacali (CGIL, CISL, UIL, SNALS, GILDA) in seguito alla presentazione del ddl del governo. Il disegno di legge, che passerà all’esame del parlamento, presenta novità che – ben lungi dal costituire una vera e buona riforma della scuola italiana – vanno a toccare aspetti importanti del nostro sistema scolastico, mettendo mano ad aspetti contrattuali senza la necessaria consultazione delle organizzazioni di categoria.

Innanzitutto, la sbandierata assunzione di 150mila precari annunciata nel piano autunnale  sottoposto a populistico sondaggio on-line, viene ridotta a 100mila unità, deludendo le aspettative di chi lavora da anni nella scuola e contravvenendo alla sentenza della Corte Europea dello scorso 30 novembre, che imponeva l’assunzione di circa 300mila precari: il doppio di quelli previsti inizialmente da Renzi. Dei restanti 200mila, solo sessantamila verrebbero assunti da qui al 2019, tramite concorso, mentre il resto verrebbe stabilizzato nei successivi cinque anni: in pratica una semplice operazione di turn over. Aggiungiamo che in questa lenta operazione di immissioni in ruolo, verrebbe particolarmente penalizzata la scuola primaria, che si trova già in grave sofferenza di organico.

L’aspetto però più inquietante del ddl è sicuramente la definitiva trasformazione della scuola statale in azienda, operazione già iniziata con la pseudo riforma Gelmini e veramente portata a compimento dall’attuale governo. In quest’ottica, si è scelto di potenziare le prerogative dei dirigenti scolastici, tanto che qualcuno ha giustamente utilizzato l’espressione di “superpoteri” che verrebbero attribuiti ai presidi. Innanzitutto quello di scegliere discrezionalmente (in base a un vago e soggettivo concetto di merito) i supplenti e anche i neoassunti da un albo territoriale, tramite chiamata diretta. Anche i “vecchi” docenti già in ruolo saranno comunque sottoposti alla valutazione dei dirigenti, in caso di domanda di trasferimento. Inoltre, lo “staff” – ecco che riappare il lessico aziendalista caro al premier – del dirigente sarà di sua nomina e potrà godere di quel pugno di euro che le singole scuole riceveranno dai 200 milioni che il governo dice di voler stanziare per tutto il territorio nazionale. Unica nota positiva del ddl, frutto delle battaglie e degli scioperi dei mesi scorsi, è la reintroduzione degli scatti di anzianità, sebbene pare che non sia stata abolita la valutazione triennale dei docenti, sempre ad opera del dirigente e dei suoi fedeli collaboratori…

Infine, mentre nel ddl vengono introdotti sgravi fiscali per chi iscrive i propri figli in scuole private, nessun serio investimento è previsto dal governo per migliorare il servizio pubblico, soprattutto nei settori dell’infanzia e della primaria, essenziali per la gestione dell’economia e dell’organizzazione delle famiglie italiane in crisi. Sarà forse anche per questo che nel ddl non si fa nessuna menzione al personale ATA, che pure è fondamentale per il buon funzionamento delle nostre scuole?

Mentre l’Italia continua ad essere ultima nella classifica UE sugli investimenti dello stato nel comparto educativo e con l’annuncio di un testo unico sull’istruzione al quale i sindacati verranno invitati solo per “esercitarsi” al tavolo ARAN, il governo passa la patata bollente di una finta riforma della scuola al parlamento (attraverso il pur corretto sistema del disegno di legge), che sicuramente verrà strumentalizzato per attribuirgli le colpe di una lenta applicazione delle assunzioni e a cui verranno addossate responsabilità che invece spettano al premier e ai suoi ministri.


COMITATO TERRITORIALE GENOVA – ASSOCIAZIONE ALTRA LIGURIA

 

ADESIONE ALLA GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE DEGLI STUDENTI E DI SCIOPERO DEI LAVORATORI DELLA SCUOLA DEL 10 OTTOBRE 2014

 

L’Altra Liguria, associazione culturale e politica che intende proseguire il percorso intrapreso dall’Altra Europa con Tsipras alle scorse elezioni europee, aderisce alla mobilitazione degli studenti e del mondo della scuola del 10 di ottobre.

In tutta Italia, gli studenti e i lavoratori della scuola che aderiranno allo sciopero indetto dai COBAS, scenderanno in piazza per denunciare le condizioni a cui è ridotta la scuola italiana dopo anni di tagli, restrizioni, riduzioni dell’offerta formativa, privatizzazione strisciante.

Gli studenti e i lavoratori aprono una stagione di mobilitazione e dimostrano di non credere alla retorica degli annunci mediatici del governo Renzi sull’”imminente fine del precariato” e sul “mega piano di risanamento dell’edilizia scolastica”, che non riescono a nascondere le reali condizioni della scuola e le reali intenzioni del governo.

Nessuno dei problemi strutturali lasciati dalla stagione di Tremonti, Gelmini, Profumo, Carrozza, è stato affrontato da Renzi, mentre il ministro Giannini rilancia un’idea di scuola all’americana, non di un’istituzione nazionale volta a garantire a tutti di poter raggiungere i più alti gradi dell’istruzione, ma un servizio rivolto a cercare all’esterno le risorse, a rispondere alle esigenze dell’economia e del mercato, una scuola costruita sulla competizione interna, tra istituzioni, insegnati e territori. Non la scuola che costruisce le pari opportunità, ma la scuola che sostiene i forti ed espelle o emargina i deboli. La scuola continua a subire tagli nei finanziamenti e persino le risorse necessarie alla stabilizzazione dei precari, decisa da anni, verranno cercate all’interno delle spese dello stesso ministero dell’istruzione, già falcidiato e impoverito, tradendo la promessa di tornare a investire sull’istruzione.

Gli studenti e i docenti, insieme, vogliono capovolgere lo stato delle cose attuali: per una scuola veramente inclusiva, che educhi al pensiero critico e al piacere del conoscere ed accettare il diverso, per un diritto allo studio garantito, per garantire a tutti la scuola dell'obbligo e la possibilità di accedere ai più alti gradi dell'istruzione, come stabilito dalla nostra Costituzione.

 

La giornata del 10 ottobre non è che l’inizio della nuova stagione di lotte contro le politiche di austerità e di attacco ai diritti delle persone, dei lavoratori e contro l’acquiescenza di Renzi alle imposizioni dell’Europa delle larghe intese liberiste, per affermare un’altra idea di cittadinanza e di società.