Droghe e repressione

di Luigi Fasce

Non voglio minimamente entrare nel merito su quanto riguarda il drammatico suicidio di un adolescente sebbene ne abbia qualifica, come ex psicologo  di consultorio familiare, vice presidente del comitato per la prevenzione delle tossicodipendenze e componente esperto della sezione per il ricovero coatto del tribunale di Genova, tutte  esperienze del secolo scorso quando eravamo ancora nel trend progressista. Ora al contrario siamo nel trend oscurantista di cui non si vede cambio di rotta.Dunque nessuna considerazione sui comportamenti specifici riportati variamente dai giornali che fortunatamente hanno scelto giustamente di non colpevolizzare le persone coinvolte nella vicenda. Mettendo però ancora una volta sotto accusa la droga. Eppure un colpevole in questa drammatica vicenda c'è: lo Stato, anzi i suoi governi.

Un po' di storia.

È evidente che non era proprio  nel pensiero di Madri e Padri costituenti la questione del diritto alla libertà dell’uso personale di droghe. Di droghe nel 1948 c'erano solo alcol e tabacco che nemmeno si consideravano tali.

Tuttavia la tutela costituzionale esiste: “Art. 13. La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.” Inoltre per suffragare debolmente la tesi del diritto individuale al proprio stile di vita sessuale e all’uso personale di droghe. «Art.32 Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana». A questo riguardo possiamo  risalire anche alla Carta dei diritti dell’Uomo, Articolo 12: «Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata […]» questo per suffragare seppure debolmente la tesi del diritto individuale al proprio stile di vita sessuale e all’uso personale di droghe. I nostri moralistici e sofistici legislatori italiani hanno però scelto di perseguire penalmente tutti coloro che compiono atti osceni in luogo pubblico, che inducono e favoriscono prostituzione o la produzione, lo spaccio e l’uso di droga. Troppo complicato qui chiarire la contraddittorietà di vietare l’eutanasia, mentre non viene perseguito per legge, giustamente, il tentato suicidio. Il risultato sono state leggi illiberali proibizioniste anticostituzionali, con la conseguenza di avere consegnato di fatto alle mafie il monopolio di controllo di droga e  prostituzione.

Droghe

Nonostante causino dipendenza e pesanti danni alla salute, alcol, tabacco sono droghe legali sedimentate nei secoli nella nostra cultura occidentale. Il vino fa parte addirittura del rito cattolico dell' eucarestia.

Il testo unico che disciplina in materia di stupefacenti, prevenzione, cura e disintossicazione è in Italia la legge 390 del 1999, che a sua volta modifica e integra la legge 685 del 1975: il testo riguarda principalmente droghe e sostanze psicotrope e, nonostante faccia accenno alla dipendenza da alcol, su questo argomento si limita a dare indicazioni di educazione sanitaria. La normativa è stata poi modificata dalla legge 49 del 2006, detta anche legge Fini-Giovanardi: stabilisce un inasprimento delle sanzioni relative alla produzione, al traffico e alla detenzione di sostanze stupefacenti, abolendo la distinzione tra vari tipi di droghe, nello specifico tra droghe leggere – come la cannabis, l’hashish o la marijuana – e droghe pesanti, come l’eroina o la cocaina.Il risultato finale è un immenso mercato monopolistico consegnato dallo Stato alla malavita organizzata. Lo Stato mediante le forze dell'ordine  tuttavia è costretto a reprimere il mercato illegale con un enorme dispendio economico e umano. Ecco quello che pensa a proposito Roberto Saviano: La coca è energia devastante, terribile, mortale. Gli arresti sembrano non finire mai. Le politiche di contrasto sembrano sempre sbagliare l’obiettivo. Per quanto possa sembrare terribile, la legalizzazione totale delle droghe potrebbe essere l’unica risposta. Forse una risposta orrenda, orribile, angosciosa. Ma l’unica possibile per bloccare tutto. Per fermare i fatturati che si gonfiano. Per fermare la guerra. O almeno è l’unica risposta che viene da dare quando alla fine di tutto ci si domanda: e ora che si fa? Infatti, quello che gli osservatori ripetono da anni è ora confermato dai ricercatori del Bc Centre for Exellence in Hiv/Aids di Vancouver, pubblicato sul British medical Journal. «Il consumo globale di sostanze stupefacenti negli ultimi vent’anni» scrivono nel 2013 gli autori Dan Werb e Evan Wood, «non solo non è diminuito, ma eroina, cocaina e cannabis oggi sono più a buon mercato che mai». Insomma, la guerra alle droghe dichiarata nel 1972 da Richard Nixon è finita male. Così termina l’articolo: «La conclusione dello studio (recapitato in questi giorni a numerose cancellerie occidentali) è una sola: “le misure repressive contro il mercato delle droghe sono fallite sotto ogni aspetto”».Ciononostante in quasi nessuno Stato del mondo le droghe sono legali. Del tutto circoscritto e senza prospettiva è stato l’esperimento fatto in Svizzera a Zurigo, nel periodo che va dal 1990 al 1997 di dedicare “Platzspitz”, il cosiddetto parco delle siringhe, per consentire di drogarsi liberamente. In Europa resta solo l’Olanda ad avere da tempo una normativa tollerante per l’uso della cannabis. Solo recentemente ha imparato la lezione José Pepe Mujica, il presidente dell’Uruguay: (ASCA) – Roma, 11 dicembre 2013 – L’Uruguay è il primo paese al mondo ad aver legalizzato la produzione e la vendita della marijuana. Dopo un dibattito durato dodici ore, sedici senatori su ventinove hanno approvato la legge fortemente voluta dal presidente. La nuova normativa aveva ottenuto già ad agosto il via libera della Camera, autorizza la produzione, la distribuzione e la vendita della cannabis, consente ai privati cittadini una piccola coltivazione per uso personale, prevede la nascita di “club per consumatori” sotto la supervisione e il controllo dello Stato. Mujica, ex combattente della guerriglia di sinistra, lo ha definito un esperimento. “Ci sono molti dubbi e i dubbi sono legittimi”, ha detto in un’intervista televisiva. “Ma i dubbi non devono impedirci di provare nuove strade per combattere questo problema”. La nuova legge uruguayana va ben oltre la legalizzazione recentemente approvata dagli stati americani del Colorado e di Washington e delle norme di tolleranza che ci sono in Olanda e Spagna. I consumatori maggiorenni potranno coltivare la propria erba, in una misura non superiore a sei piante a persona, fumare negli appositi club o comprarne fino a 40 grammi al mese in farmacia. In ogni caso, dovranno essere registrati. Nel  mondo in genere  il contrasto all’uso della droga è  repressivo. Tuttavia bisogna anche domandarsi come sia mai possibile che nell’Occidente, dopo più di duecento anni di libertà individuale si ritiene che la maggioranza silenziosa resti dalla parte della repressione dura alle droghe. Per decodificare la dinamica inconscia che sottende i comportamenti repressivi di massa è qui il caso di interpellare la psicoanalisi. La verosimile interpretazione che viene fuori è quella che fin dall’infanzia si sviluppa nella persona una inconscia, rigida e repressiva coscienza morale (Super-Io), conseguenza dell’educazione religiosa che in genere si fonda su dogmi e precetti superati dalla scienza che ognuno si porta dietro tutta la vita e che si accentua con la vecchiaia. In  Italia più che la cultura cattolica ritengo entri in gioco il conservatorismo a maggioranza silenziosa over 60, alcol e tabacco fanno parte della atavica tradizione, mentre le “nuove droghe” no,  è questo   il substrato di opinione pubblica che suffraga l'ignavia dei governi italiani che si sono succeduti dopo la legge libertaria n.194/78 sull'aborto. Dopo gli anni 80 del secolo scorso  il mondo è regredito e a tutt'oggi permane sembra accentuarsi. Agli italiani adulti basta e avanza la legalizzazione di alcol e e tabacco  per continuare con tabagismo e alcolismo, senza sanzioni penali, ma con danni estremamente rilevanti alla salute. Pertanto come dice amaramente Saviano,  non c'è altra via che depenalizzare le restanti droghe. Restano i danni alla salute (da affrontare con efficaci campagne di educazione alla salute)  ma si stroncano mercato nero di  mafie, criminalità organizzata, si sfoltiscono le cause nei Tribunali e si svuotano le carceri italiane, con un enorme risparmio di risorse economiche e umane da parte dello Stato.

 

Bibliografia di riferimento (da Luigi Fasce Quali Politiche per le riforme ?)

1) R. Saviano, ZeroZeroZero, Feltrinelli, Milano 2013.

2) Simone Porrovecchio, La guerra al mercato delle droghe è finita male,

3) “Il Venerdì di Repubblica”, 25 ottobre 2013.

4) http://www.ecn.org/hemp/Legislazione/Fenomeno.html 

5) http://www.asca.it/newsUruguay__legalizzata_la_marijuana__e__il_primo_paese_al_mondo-1346024-ATT.   http://www.tabaccologia.it/PDF/1_2007/4_12007.pdf

6) Werb, D. et al. The temporal relationship between drug supply indicators: an audit of international government surveillance systems. BMJ Open. 2013 Sep 30;3(9):e003077. doi: 10.1136/bmjopen-2013-003077.

 

Genova, 17 febbraio 2017

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